Intercettazioni su Andrea Sempio, l’ingegnere forense contesta le trascrizioni
Nel nuovo fronte investigativo sul delitto di Garlasco, l’ingegnere informatico forense Michele Vitiello mette in discussione alcune intercettazioni attribuite ad Andrea Sempio. L’esperto, coinvolto come consulente tecnico indipendente, ha analizzato i file audio originali acquisiti dalla procura di Pavia, senza consultare prima i brogliacci redatti dai carabinieri della Moscova. Le sue conclusioni, rese pubbliche nelle trasmissioni televisive Quarto Grado e Dentro la notizia, risalgono a metà maggio e puntano a chiarire cosa si senta davvero nei soliloqui contestati. Al centro del confronto: le parole “video”, “penna”, i riferimenti alle telefonate e il presunto possesso di un video intimo di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Il nodo, cruciale per l’accusa e per la difesa, riguarda l’affidabilità delle trascrizioni e il rischio di interpretazioni forzate di passaggi acusticamente incerti.
In sintesi:
- Vitiello contesta alcune parole chiave trascritte nelle intercettazioni attribuite ad Andrea Sempio.
- L’ingegnere afferma di non sentire la parola “video” né i riferimenti a tre telefonate.
- Per l’esperto, la frase sul presunto video intimo sarebbe in realtà una negazione.
- Alcuni presunti soliloqui potrebbero indicare un dialogo con un interlocutore non identificato.
Le parole contestate nelle intercettazioni su Sempio
Intervenendo pubblicamente, Michele Vitiello ha chiarito di aver lavorato esclusivamente sui file audio grezzi, senza avere accesso preventivo ai brogliacci investigativi. L’obiettivo dichiarato era evitare qualsiasi condizionamento cognitivo nella lettura delle frasi più controverse.
Secondo l’ingegnere, alcuni termini centrali nel quadro accusatorio non sarebbero percepibili con sufficiente certezza. In particolare, Vitiello afferma: *“Io la parola ‘video’ non la sento, in tutta sincerità”*. Lo stesso varrebbe per il riferimento alle tre telefonate: l’esperto dice di cogliere soltanto *“Mi ha chiamato”*, senza traccia chiara di “tre chiamate”.
Ulteriori dubbi riguardano il termine “penna”, che per Vitiello risulta *“di difficile ascolto”*. Da qui le sue perplessità sull’uso probatorio di passaggi acusticamente ambigui, specie in un’indagine già segnata da anni di controversie tecniche e processuali.
Il nodo sul video intimo e i presunti soliloqui
Uno dei punti più sensibili affrontati da Michele Vitiello riguarda la frase attribuita ad Andrea Sempio sul presunto video intimo di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Nell’informativa dei carabinieri della Moscova, un documento di oltre 300 pagine circolato su molte testate nazionali, la trascrizione indicherebbe “ce l’ho”, interpretata come ammissione di possesso.
L’ingegnere, dopo l’analisi audio, riferisce invece di sentire *“Mica ce l’ho”*, sottolineando: *“Quindi è una negazione”*. Una sfumatura linguistica che, se confermata, cambierebbe radicalmente il valore indiziario di quella frase.
Vitiello solleva anche un dubbio metodologico su ciò che viene descritto come “soliloquio” di Sempio. In un’altra intercettazione, spiega, *“quello che viene indicato come un soliloquio potrebbe forse non essere tale”*, aggiungendo che *“a orecchio si potrebbe anche pensare che stia parlando con qualcuno”*. Questo aprirebbe il tema dell’eventuale presenza di un interlocutore non identificato, finora non considerato nella ricostruzione ufficiale.
Trascrizioni, margini di errore e prossime mosse sul caso Garlasco
Le osservazioni di Michele Vitiello riaccendono l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: la distanza tra audio originale e trascrizione investigativa. In un procedimento complesso come quello di Garlasco, ogni parola diventa potenzialmente decisiva, ma anche esposta a errori di percezione, filtraggio e interpretazione.
Se la versione dell’ingegnere verrà formalizzata in una consulenza depositata agli atti, la procura di Pavia e le parti potrebbero dover tornare a valutare la solidità di alcuni indizi, in particolare sul ruolo di Andrea Sempio nei nuovi scenari ipotizzati.
Sul piano mediatico, queste divergenze tecniche alimentano un dibattito destinato a proseguire, tra chi invoca massima prudenza nell’uso delle intercettazioni e chi le considera ancora uno strumento centrale per cercare nuovi tasselli di verità nel caso.
FAQ
Cosa contesta esattamente Michele Vitiello nelle intercettazioni su Andrea Sempio?
Vitiello contesta la chiarezza di parole chiave come “video”, “tre chiamate” e “penna”, sostenendo che non emergono con sufficiente nitidezza dagli audio originali.
La frase sul video intimo di Stasi e Poggi come viene interpretata?
Vitiello afferma di percepire *“Mica ce l’ho”*, interpretandola come negazione del possesso del video, in contrasto con la trascrizione “ce l’ho”.
Perché Vitiello non ha letto i brogliacci delle intercettazioni prima dell’analisi?
Vitiello dichiara di aver evitato i brogliacci per non subire influenze cognitive, lavorando solo sui file audio grezzi per garantire maggiore imparzialità.
I presunti soliloqui di Andrea Sempio potrebbero essere dialoghi?
Sì, secondo Vitiello almeno un’intercettazione suggerirebbe, “a orecchio”, la possibile presenza di un interlocutore, rimettendo in discussione l’idea del monologo.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica sul caso?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.




