Crans-Montana, Jacques Moretti libero a sorpresa? Le indiscrezioni scuotono l’inchiesta e dividono l’opinione pubblica

Crans-Montana, Jacques Moretti libero a sorpresa? Le indiscrezioni scuotono l’inchiesta e dividono l’opinione pubblica

14 Gennaio 2026

Strategia difensiva e assenza di rischio di fuga

Sion, il fascicolo su Jacques Moretti, 47 anni, proprietario di Le Constellation a Crans-Montana, ruota su un punto chiave: dimostrare l’assenza del pericolo di fuga, requisito decisivo per mantenere la custodia cautelare. La difesa, guidata dal penalista Patrick Michaud, ha impostato una linea netta: il rilascio può avvenire in pochi giorni, perché il presupposto della fuga non sussiste.

In udienza, il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha esaminato documenti che attestano come l’imprenditore non abbia cercato di eludere la giustizia. Elemento centrale: la presentazione spontanea alla polizia la mattina del 1° gennaio, poche ore dopo l’incendio che ha segnato la notte di Capodanno a Crans-Montana.

Questo comportamento è stato valorizzato anche in una nota ufficiale del tribunale, che ha aperto alla revoca della custodia in favore di misure sostitutive richieste dalla Procura. La difesa insiste: il profilo di Moretti, cittadino francese d’origine corsa, non evidenzia condotte evasive né tentativi di sottrarsi agli atti.

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Misure alternative alla custodia cautelare

Il Tribunale ha indicato la disponibilità a sostituire la detenzione con strumenti meno afflittivi richiesti dalla Procura, finalizzati a neutralizzare ogni rischio di fuga senza interrompere l’inchiesta. La cornice prevede una combinazione di obblighi e controlli attivabili in tempi stretti, con verifica periodica del rispetto delle prescrizioni.

Nel pacchetto figurano: una cauzione a garanzia della presenza agli atti, il braccialetto elettronico per il monitoraggio continuo, il ritiro dei documenti d’identità per limitare gli spostamenti transfrontalieri e l’obbligo di firma regolare in polizia. Secondo la difesa, l’attivazione tecnica può avvenire nell’arco di pochi giorni, consentendo a Moretti di restare a disposizione degli inquirenti sotto vigilanza.

L’assetto proposto mira a contemperare le esigenze investigative con il principio di proporzionalità: controllo costante, tracciabilità e impedimento operativo della fuga, senza ricorrere alla detenzione preventiva prolungata. Il calendario ipotizzato lascia spazio a un’eventuale decisione entro la settimana, subordinata all’adesione formale alle condizioni.

FAQ

  • Quali misure sostitutive sono sul tavolo?
    Cauzione, braccialetto elettronico, ritiro documenti e obbligo di firma.
  • Chi ha proposto le misure alternative?
    Le misure sono state richieste dalla Procura e valutate dal Tribunale.
  • In quanto tempo possono essere attivate?
    Secondo la difesa, in pochi giorni.
  • Perché si parla di proporzionalità?
    Per bilanciare esigenze investigative e diritti dell’indagato senza detenzione prolungata.
  • Le misure impediscono la fuga all’estero?
    Il ritiro dei documenti e il monitoraggio elettronico riducono drasticamente il rischio.
  • La decisione è definitiva?
    No, il Tribunale può modulare o revocare le misure in base agli sviluppi.
  • Qual è la fonte giornalistica citata?
    Le informazioni derivano da fonti giudiziarie e note del Tribunale del Canton Vallese riportate dalla stampa.

Reazioni delle vittime e posizione della famiglia

Le parti civili contestano con fermezza un rilascio anticipato di Jacques Moretti, ritenendolo incompatibile con la fase delicata dell’inchiesta su Crans-Montana. I loro legali sostengono che la custodia cautelare resti necessaria per consolidare le prove e tutelare l’integrità del procedimento, alla luce delle accuse di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

Per i familiari delle vittime, qualsiasi allentamento delle misure sarebbe prematuro e rischierebbe di indebolire l’attività istruttoria. La posizione è netta: priorità alla conservazione degli elementi probatori e alla piena collaborazione degli indagati sotto stretto controllo giudiziario.

Dalla Corsica, la famiglia Moretti rivendica un approccio opposto. Il padre, Jean‑Matthieu Moretti, esclude categoricamente la fuga e richiama il comportamento del figlio, presentatosi spontaneamente alla polizia il 1° gennaio. Il messaggio è inequivoco: nessuna volontà di sottrarsi, disponibilità ad accettare misure restrittive e ad affrontare le responsabilità nell’ambito dell’indagine.

FAQ

  • Perché le vittime si oppongono al rilascio?
    Temono un indebolimento della fase istruttoria e chiedono di mantenere la custodia per consolidare le prove.
  • Quali reati sono contestati a Moretti?
    Omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.
  • Cosa sostiene la famiglia di Moretti?
    Esclude il rischio di fuga e accetta misure restrittive in alternativa alla detenzione.
  • Qual è il comportamento rilevante citato dalla difesa?
    La presentazione spontanea alla polizia la mattina del 1° gennaio.
  • Le posizioni delle parti influenzano la decisione del Tribunale?
    Sono valutate, ma la decisione resta del giudice sulla base degli atti e dei presupposti cautelari.
  • Quali garanzie chiedono i legali delle vittime?
    Tutela delle prove, controllo rigoroso sugli indagati e mantenimento della custodia in questa fase.
  • Qual è la fonte giornalistica citata?
    Informazioni basate su fonti giudiziarie e comunicazioni del Tribunale del Canton Vallese riportate dalla stampa.
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