La notizia in sintesi:
- Concerto benefico a Losanna per le vittime di Crans-Montana, incassi stimati fino a 150mila franchi.
- Famiglie delle vittime dichiarano di non aver ricevuto alcun sostegno economico dai fondi raccolti.
- Organizzatori sostengono di aver versato il denaro a un’associazione, la cui trasparenza è contestata.
- Inchiesta del Tages-Anzeiger e dubbi su importi, registrazione dell’associazione e tracciabilità dei pagamenti.
(Riassunto generato con AI).
Mistero sui fondi del concerto per le vittime di Crans-Montana
Chi ha realmente incassato i soldi del concerto benefico per la tragedia di Crans-Montana?
Che cosa è accaduto ai fondi raccolti alla Salle Métropole di Losanna il 22 aprile?
Dove sono oggi i proventi promessi alle famiglie delle vittime e dei feriti?
Quando, a due mesi dall’evento “Aux curs de Crans”, i parenti dichiarano di non aver ricevuto nulla, perché gli organizzatori insistono di aver versato regolarmente il denaro?
Le domande emergono da un’inchiesta del quotidiano svizzero Tages-Anzeiger, che ha messo a fuoco incongruenze su importi, beneficiari e natura dell’associazione incaricata di distribuire gli aiuti.
Sul caso, tra promesse di trasparenza e mancanza di prove documentali pubbliche, si è aperto un vero giallo finanziario che riguarda uno dei più discussi eventi di solidarietà organizzati in Svizzera nel 2026.
Concerto, incassi e associazione: tutti i punti ancora oscuri
L’evento “Aux curs de Crans”, il 22 aprile a Losanna, era stato presentato come grande operazione solidale per le famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana.
Sul palco, gratuitamente, si sono esibiti artisti svizzeri, francesi e italiani, tra cui Riccardo Cocciante e Gjon’s Tears.
Oltre 2.000 spettatori hanno pagato biglietti compresi tra 90 e 109 franchi, convinti di finanziare cure molto costose per i feriti.
Secondo le stime circolate e riportate dal Tages-Anzeiger, l’incasso complessivo avrebbe potuto raggiungere i 150mila franchi.
Eppure le famiglie delle vittime riferiscono di non aver visto alcun versamento, né di aver ricevuto informazioni chiare sui meccanismi di distribuzione dei fondi.
Una situazione che mina la fiducia verso iniziative benefiche private, soprattutto in contesti emotivamente così sensibili.
Al centro della controversia c’è l’associazione indicata come beneficiaria tecnica della raccolta, che – secondo l’inchiesta giornalistica – non risulterebbe ufficialmente registrata nei registri competenti e non avrebbe neppure un numero telefonico pubblico.
L’associazione sostiene che il denaro sia arrivato il 6 maggio, ma evita di precisare l’ammontare e non chiarisce con quali modalità concrete le somme verranno trasferite alle famiglie.
Questo scarto tra dichiarazioni generiche e assenza di rendicontazione dettagliata alimenta sospetti e richieste di accesso a documenti bancari e bilanci.
Interpellato da Il Messaggero, uno degli organizzatori afferma che tutto è stato “regolarmente versato”, ma nega la cifra di 150mila franchi, parlando di un importo “molto inferiore”.
Non offre però dati certificati, ricevute pubblicabili o un prospetto ufficiale di entrate e uscite.
Restano dunque irrisolte tre questioni chiave: quanto è stato effettivamente raccolto, chi detiene oggi il denaro e con quali criteri verrebbe ripartito tra vittime e feriti.
Trasparenza nei concerti benefici e possibili sviluppi del caso
Il caso di Losanna evidenzia un nodo strutturale: senza associazioni registrate, conti dedicati e bilanci pubblici, la fiducia verso i concerti benefici rischia di sgretolarsi.
La vicenda di Crans-Montana potrebbe spingere le autorità svizzere a rafforzare norme e controlli sulle raccolte fondi private.
Una tracciabilità completa – da biglietto venduto a euro o franco versato alle famiglie – è ormai condizione indispensabile per evitare nuove opacità e tutelare sia i donatori sia le vittime.
FAQ
Quanti soldi sono stati raccolti al concerto di Losanna?
Non esiste una cifra ufficialmente certificata. Stime parlano di circa 150mila franchi, ma gli organizzatori sostengono che l’importo effettivo sia stato “molto inferiore”.
Le famiglie delle vittime di Crans-Montana hanno ricevuto fondi?
Al momento, le famiglie dichiarano di non aver ricevuto alcun versamento. Mancano prove pubbliche di bonifici o piani di ripartizione ufficiali.
L’associazione beneficiaria della raccolta fondi è regolarmente registrata?
Secondo l’inchiesta del Tages-Anzeiger, l’associazione indicata non risulta formalmente registrata e non ha recapiti telefonici pubblici verificabili.
Cosa servirebbe per chiarire definitivamente il caso del concerto benefico?
Servirebbero estratti conto bancari, bilanci certificati, elenco completo degli incassi e un piano scritto di distribuzione dei fondi alle famiglie.
Qual è l’origine delle informazioni su questo caso di Crans-Montana?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



