La notizia in sintesi
- Google citata in giudizio per l’addestramento di Gemini
- Editori e autori contestano l’uso non autorizzato di libri protetti
- La causa è stata depositata presso il tribunale federale di New York
- Il procedimento può incidere sulle regole dell’AI e del copyright
(Riassunto generato con AI)
Editori contro Google per l’addestramento di Gemini
Google è stata citata in giudizio da editori, autori e dall’organizzazione S.C.R.I.B.E. per il presunto utilizzo senza autorizzazione di libri protetti da copyright nell’addestramento di Gemini, il suo modello di intelligenza artificiale. La causa collettiva, riportata il 15 luglio 2026, è stata depositata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York.
Tra i querelanti figurano Hachette, Cengage, Elsevier e lo scrittore Scott Turow. Il nodo riguarda il possibile superamento degli accordi già esistenti tra le parti, in particolare quelli legati a Google Books, nati per rendere ricercabili i volumi attraverso estratti e dati bibliografici.
Secondo l’accusa, l’uso dei testi per sviluppare sistemi AI avrebbe avuto finalità diverse e più ampie rispetto a quelle originariamente autorizzate. Il procedimento apre così un nuovo fronte nel confronto globale tra industria tecnologica, creatori e titolari dei diritti sulle opere utilizzate per addestrare i modelli linguistici.
L’accusa sui libri e le informazioni sul copyright
La denuncia sostiene che Google abbia impiegato copie di libri provenienti dai programmi Google Books e da volumi caricati sul Google Play Store, senza ottenere il consenso necessario per l’addestramento di Gemini. I querelanti affermano che la società avrebbe anche rimosso o modificato informazioni sul copyright.
Nel documento giudiziario, l’accusa sostiene che tali condotte sarebbero servite a “nascondere il fatto che i suoi modelli Gemini siano stati addestrati su materiale rubato”. La denuncia aggiunge: “Google ha illegalmente copiato opere da tutti questi programmi a scopo limitato per l’addestramento AI, sapendo di non avere autorizzazione per farlo”.
I ricorrenti richiamano inoltre un documento interno attribuito a Google, secondo cui l’impiego di libri coperti da copyright nell’AI avrebbe potuto essere “altamente problematico per Google” e comportare “multe potenziali da 10 a 100 miliardi di dollari”. Google non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sulla causa.
Il tribunale di New York potrebbe offrire una lettura distinta rispetto a due precedenti decisioni in California, favorevoli alle aziende AI sul tema del fair use. Quelle pronunce avevano ritenuto l’addestramento su opere protette compatibile con la normativa statunitense sul copyright, una legge risalente a prima della diffusione di internet.
Il quadro resta però aperto: il testo richiama anche il caso di Anthropic, multata per 1,5 milioni di dollari per aver piratato opere impiegate nell’addestramento. Circa mezzo milione di scrittori risultavano eleggibili per pagamenti di almeno 3.000 dollari, anche se molti hanno rifiutato l’accordo per proseguire ulteriori azioni.
Un test per i limiti dell’intelligenza artificiale
La causa contro Google può diventare un passaggio rilevante per definire il confine tra accesso legittimo ai contenuti e riutilizzo delle opere nell’intelligenza artificiale. Il rapporto preesistente con editori e autori rende il caso diverso da altre vertenze: le opere erano state fornite per consentire la ricerca tramite brevi snippet, non per addestrare modelli generativi.
L’eventuale interpretazione del tribunale federale di New York potrebbe quindi influenzare le pratiche di acquisizione dei dati dell’intero settore AI. Al centro non c’è soltanto la tecnologia di Gemini, ma la portata degli accordi stipulati con chi detiene i diritti sulle opere.
FAQ
Chi ha citato Google in giudizio?
Sì. La causa collettiva è stata presentata da Hachette, Cengage, Elsevier, Scott Turow e S.C.R.I.B.E..
Dove è stata depositata la causa?
Sì. Il procedimento è stato depositato presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York.
Quale uso dei libri viene contestato?
Sì. I querelanti contestano il presunto uso di libri protetti provenienti da Google Books e Google Play Store per addestrare Gemini.
Google ha commentato le accuse?
No. Secondo quanto riportato, Google non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento riguardo al procedimento giudiziario.
Come è stato verificato questo contenuto?
Sì. Il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui The Cryptonomist.




