La notizia in sintesi
- Coinkite segnala una vulnerabilità nella generazione dei seed di alcuni COLDCARD.
- Un attacco ha sottratto circa 594 Bitcoin da quasi 500 wallet single-signature.
- La priorità è migrare i fondi verso un seed creato con firmware aggiornato.
- TAPSIGNER, OPENDIME e SATSCARD non risultano coinvolti.
Riassunto generato con AI)
Vulnerabilità COLDCARD, sottratti 594 Bitcoin
Coinkite, azienda produttrice dei dispositivi hardware wallet COLDCARD, è al centro di un allarme di sicurezza dopo il furto di circa 594 Bitcoin, pari a quasi 38 milioni di dollari. L’attacco si è verificato il 31 luglio 2026 tra le 01:31 e le 01:56 UTC e ha colpito circa 500 wallet single-signature, sfruttando una debolezza nella generazione delle chiavi crittografiche.
Secondo la ricostruzione del team di ingegneria e sicurezza Bitcoin di Block, il difetto rendeva prevedibili seed che avrebbero dovuto essere casuali. Il problema riguarda alcuni seed creati su COLDCARD Mk3, Mk4, Mk5 e Q con versioni firmware vulnerabili.
Il punto decisivo non è la data d’acquisto dell’hardware, ma il firmware installato quando è stato generato il seed. Per gli utenti coinvolti, la conseguenza concreta è la necessità di trasferire i fondi verso un nuovo wallet creato in condizioni di sicurezza verificate.

Come il difetto ha ridotto la sicurezza dei seed
Block ha attribuito l’origine del problema a una modifica del 1° marzo 2021, distribuita con il firmware 4.0.0. Una configurazione di build poteva far saltare il generatore hardware di casualità, mentre un controllo della libreria verificava soltanto l’esistenza dell’impostazione e non la sua effettiva attivazione.
La generazione delle chiavi ricadeva quindi su un sostituto software alimentato dal numero seriale del chip e dai registri di clock. Si tratta di valori non segreti: il seriale è un metadato fisso di fabbrica, mentre i dati di clock possono essere misurati o ricostruiti con un dispositivo identico.
Il risultato, secondo l’analisi, è una drastica riduzione dello spazio di ricerca delle chiavi: da una sicurezza teorica di 128 bit fino a 72 bit nel caso descritto. L’attacco ha movimentato 1.324 transazioni e 562 BTC sono stati consolidati in un indirizzo che, al momento dell’analisi, non risultava aver spostato ulteriormente i fondi.
Molti wallet colpiti erano inattivi da anni e contenevano monete risalenti al periodo compreso tra il 2021 e il 2026, in linea con l’arco temporale del bug. Le indagini di Coinkite restano in corso, mentre entrambe le società descrivono le valutazioni come preliminari.
Firmware aggiornato e migrazione restano prioritari
Coinkite indica come misura principale la migrazione verso un seed nuovo. Per Mk4 e Mk5 occorre almeno il firmware 5.6.0, mentre Q richiede almeno la versione 1.5.0Q prima di generare un nuovo seed.
Una passphrase BIP-39 forte, unica e custodita come il seed può rappresentare una barriera temporanea, ma non sostituisce la migrazione. Ogni passphrase errata genera infatti un wallet valido ma differente: prima di inviare fondi va verificato l’XFP, la fingerprint a otto cifre.
Chi ha inserito almeno 50 lanci di dado indipendenti durante la generazione originaria del seed non è esposto a questo specifico difetto. Per gli utenti esperti, un Mk3 con firmware 4.1.9 consente inoltre la creazione di un seed basato sui dadi tramite “Import Existing > Dice Rolls”, usando almeno 99 lanci indipendenti.
FAQ
Quali dispositivi COLDCARD sono interessati?
Sì, risultano interessati Mk3 dalla versione 4.0.1 o successiva, Mk4 e Mk5 prima della 5.6.0, e Q prima della 1.5.0Q.
Quanti Bitcoin sono stati sottratti?
Sì, l’attacco ha sottratto circa 594 Bitcoin in meno di mezz’ora, per un valore indicato vicino a 38 milioni di dollari e distribuito su circa 500 wallet.
La passphrase BIP-39 protegge i fondi?
Sì, una passphrase BIP-39 forte e unica aggiunge una barriera indipendente, ma Coinkite raccomanda comunque di migrare appena possibile verso un seed nuovo.
Quali prodotti Coinkite non sono vulnerabili?
Sì, TAPSIGNER, OPENDIME e SATSCARD non sono coinvolti perché utilizzano codebase differenti, nelle quali il bug segnalato non è presente.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui The Cryptonomist.



