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Videogame in crescita: 29 milioni di giocatori in Italia

16 Luglio 2015

Il mercato dei videogame torna a crescere in questi primi mesi del 2015, segnando un bel +3,8% a fine maggio: non è cosa secondaria, considerando che negli ultimi anni si era assistito a un declino altamente sensibile.

Ma non è l’unica nota positiva: ormai in Italia il cosiddetto “popolo dei videogiocatori” avrebbe raggiunto quota 29 milioni di persone contro i 22,2 milioni del 2011.

Sono due cose legate fra loro ovviamente”, spiega Andrea Persegati, amministratore delegato di Nintendo Italia e presidente della Aesvi, l’associazione di categoria che riunisce tutti i più grandi editori di giochi elettronici nel nostro Paese, “Giocano più persone, i videogame fanno parte della cultura e tanti pregiudizi sono stati superati. Il pubblico è sempre più vario e ampio. Di qui il risultato positivo di questo avvio di anno”.
Nel 2011, sempre stando ai dati riportati da Aesvi, le videogiocatrici erano il 45% mentre ora sarebbero il 49%; la fascia d’età in cui si registrano più videogiocatori è tra i 35 e i 44 anni (24%), seguono quella tra i 45 e i 54 anni (20%) seguita da quella fra i 25 e i 34 anni (18%).
Penso che la crescita proseguirà fino a Natale”, azzarda Persegati, “Le console di nuova generazione, PlayStation 4, Xbox One e Wii U, hanno dato una mano e devono ancora esprimersi al meglio. Mi ha sorpreso poi il successo di quelli che vengono chiamati “toys to life” (a metà fra giocattolo e videogame come Skylanders, Amiibo e Disney Infinity, ndr.). Valgono già il 10 per cento del mercato. A mio parere è un segno che se ci si evolve aprendo nuove strade si può tornare a crescere. Del resto è nel dna dei videogame innovare. A questa nuova forma ibrida, l’entrata nel mondo fisico dei giochi elettronici, seguirà poi il prossimo anno la realtà virtuale. Non mi aspetto che sostituisca i videogame tradizionale, ma come Amiibo e gli altri li può affiancare”.
Anche perché, nel frattempo, il mercato è sempre più polarizzato con pochi titoli che vendono tantissimo e tutti gli altri si ritrovano costretti a dividersi le briciole: “Ma costa anche sempre di più produrli”, sottolinea Persegati, “Il fenomeno di polarizzazione è inevitabile se il costo di produzione dell’ultimo Gta è stato maggiore di quello di un colossal come Avatar. Ed è anche per questo che non mi aspetto un calo dei prezzi del videogame di fascia alta. Ma, al costo di quattro biglietti del cinema, divertono per molto più tempo e possono esser fruiti da diverse persone”.

Nella classifica dei venti più venduti in Italia al primo posto troviamo Fifa 15, seguito da Fifa 14 e da Grande Theft Auto V, ma ci sono anche delle sorprese, come il quarto posto di Watch Dog – che non è l’ennesimo sequel ma un gioco di azione nuovo della Ubisoft, al quale si aggiunge in quattordicesimo posto di Destiny e il diciannovesimo di Tomodachi Life.

Poi ovviamente ci i veterani come Call of Duty, Just Dance, Minecraft, Assassin’s Creed, Far Cry, Pro Evolution Soccer, Battlefield, Gran Turismo, The Last of Us, Skylanders, Pokemon.
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