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Thomas Mahler critica la strategia di Microsoft su Game Pass.

22 Giugno 2026

La notizia in sintesi

  • Thomas Mahler critica la strategia di Microsoft su Game Pass.
  • Il nodo, secondo il CEO di Moon Studios, è la qualità del catalogo.
  • I dati pubblici indicano 34 milioni di abbonati a febbraio 2024.
  • Il dibattito si intreccia con le indiscrezioni su possibili chiusure di studi.

(Riassunto generato con AI)

Mahler accende il dibattito su Game Pass

Game Pass, il servizio in abbonamento di Microsoft, è tornato al centro del confronto nell’industria videoludica dopo le dichiarazioni di Thomas Mahler, amministratore delegato di Moon Studios e autore della serie Ori. Nelle ultime ore, il manager ha contestato la strategia di Xbox, sostenendo che il problema non sia l’abbonamento in sé, ma la qualità dei giochi necessari a sostenerlo nel tempo.

Le sue parole arrivano in una fase delicata per la divisione gaming di Microsoft, segnata dal rallentamento della crescita di Game Pass e dalle indiscrezioni su possibili chiusure di studi come Double Fine, Compulsion e Ninja Theory. L’ultimo dato pubblico sui sottoscrittori, diffuso a febbraio 2024, parlava di 34 milioni di abbonati.

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Secondo quanto ammesso dalla stessa Xbox, l’aumento dei prezzi introdotto lo scorso anno ha fatto perdere “milioni di abbonati” nel giro di pochi mesi, alimentando interrogativi sulla tenuta del modello.

Catalogo, hit e limiti del modello

L’intervento di Mahler è arrivato su X in risposta a George Broussard, fondatore di 3D Realms, che si chiedeva se Microsoft avesse acquistato troppi studi per sostenere le ambizioni di Game Pass. La replica del CEO di Moon Studios è stata netta: “La strategia avrebbe potuto funzionare se le persone ci fossero state, ma il catalogo software non era nemmeno lontanamente abbastanza buono da spingere i giocatori a pagare l’abbonamento ogni mese con piacere.”

Per chiarire il concetto, Mahler ha richiamato il confronto con lo streaming audiovisivo. Ha spiegato di pagare volentieri un abbonamento HBO per contenuti considerati di alto livello, citando I Soprano, The Wire, Il Trono di Spade. Nel videogioco, però, la dipendenza dalla novità rende il meccanismo più fragile: se le nuove uscite non hanno un impatto sufficiente, la fedeltà all’abbonamento si indebolisce.

Nel suo ragionamento rientra anche Bethesda, acquisita da Microsoft nel 2021 per circa 7,5 miliardi di dollari. Mahler ha evocato l’idea di uno “Skyrim nello spazio”, per poi osservare amaramente: “Abbiamo invece ottenuto Starfield.” Il riferimento indica, secondo la sua lettura, la distanza tra le aspettative create da una grande acquisizione e la capacità reale di produrre titoli percepiti come decisivi.

La critica si spinge oltre il piano commerciale e tocca quello culturale. Per Mahler, Microsoft dovrebbe comprendere con maggiore precisione cosa cercano i giocatori, distinguere con chiarezza un buon titolo da uno mediocre e strutturare accordi che spingano gli sviluppatori a puntare al massimo risultato. “Bisognerebbe che i developer fossero attivamente spinti a produrre grandi successi, non a sfornare contenuti mediocri come una fabbrica.”

È in questo passaggio che il manager ha usato il paragone più duro, sostenendo che Game Pass avrebbe ridotto l’incentivo a fare il salto di qualità. Una tesi che trova un parziale riscontro nei dati Metacritic: nel 2022 e nel 2023 Microsoft non era tra i primi dieci publisher per punteggi aggregati; nel 2024 Bethesda era ottava, mentre nel 2025 Microsoft è salita al quinto posto. Il riferimento migliore resta il 2021, con Forza Horizon 5, Psychonauts 2 e Microsoft Flight Simulator.

Le conseguenze per Xbox

Il punto aperto riguarda ora il rapporto tra qualità del catalogo, sostenibilità dell’abbonamento e futuro degli studi interni. Se le presunte chiusure dovessero trovare conferma, il dibattito sollevato da Mahler assumerebbe un peso ancora maggiore per Xbox.

La sua tesi finale è lineare: senza titoli eccezionali capaci di creare un forte senso di urgenza, nessun servizio in abbonamento può reggere a lungo. In questa chiave, il vero banco di prova per Microsoft non sarebbe il numero di studi acquisiti, ma la capacità di trasformarli in una sequenza credibile di nuove hit.

FAQ

Chi ha criticato la strategia di Game Pass?

Sì, è stato Thomas Mahler, CEO di Moon Studios e autore della serie Ori.

Qual è il problema indicato da Mahler?

Sì, secondo Mahler il nodo principale è la qualità del catalogo, non il modello in abbonamento.

Quanti abbonati aveva Game Pass nell’ultimo dato pubblico?

Sì, l’ultimo dato pubblico citato risale a febbraio 2024 e indica 34 milioni di abbonati.

Quale gioco viene citato come esempio deludente?

Sì, Mahler cita Starfield, richiamandolo come simbolo di aspettative non pienamente soddisfatte.

Da quali fonti deriva l’elaborazione originale?

Sì, la fonte originale è indicata come elaborazione congiunta di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.


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