Ue, esperti propongono limiti ai social per gli under 13: proposta dopo l’estate

13 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Commissione europea valuta nuove regole comuni per proteggere i minori online.
  • Gli esperti propongono limiti armonizzati sotto i 13 anni.
  • Ursula von der Leyen annuncia una proposta legislativa dopo l’estate.
  • Le piattaforme dovranno dimostrare maggiore sicurezza per gli utenti giovani.

(Riassunto generato con AI)

Ue verso un’età minima per i social

La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, prepara una proposta legislativa sull’accesso dei minori ai social media e ai servizi digitali, inclusi gli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale. L’iniziativa, annunciata a Bruxelles il 13 luglio 2026 dopo la consegna del rapporto di un panel di esperti, punta a definire un quadro comune nell’Unione europea.

Il gruppo, copresieduto da Joerg Fegert dell’Università di Ulm e da Maria Melchior dell’Inserm di Parigi, propone di limitare l’accesso autonomo ai social sotto i 13 anni. L’obiettivo è ridurre i rischi legati a contenuti non appropriati, progettazione potenzialmente compulsiva e uso eccessivo delle piattaforme.

La presidente dell’esecutivo Ue ha indicato una proposta “dopo l’estate”, che dovrà essere discussa dal collegio dei commissari e, in seguito, affrontare l’iter di approvazione del Parlamento europeo e dei 27 Stati membri. “Non si tratta di stabilire se i bambini possano accedere ai social media, ma se e quando i social media possano accedere ai nostri bambini”, ha affermato von der Leyen.

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Accesso graduale e responsabilità delle piattaforme

La raccomandazione centrale degli esperti è una restrizione armonizzata a livello Ue per i minori di 13 anni. Sotto quella soglia, i bambini dovrebbero poter utilizzare soltanto ambienti digitali adeguati all’età, per tempi limitati e con autorizzazione e supervisione dei genitori oppure in contesti educativi.

Dai 13 anni, secondo il rapporto, l’accesso dovrebbe diventare più autonomo ma restare progressivo, sicuro e calibrato sull’età. Il panel indica inoltre nessuna esposizione agli schermi sotto i tre anni, mentre la presidente della Commissione europea ha richiamato l’esigenza di una vera “data di inizio” legale per l’accesso ai social.

Il punto politico non riguarda soltanto l’età dichiarata dagli utenti. Le piattaforme dovrebbero dimostrare che i loro servizi non danneggiano i più giovani, adottando misure di sicurezza fin dalla progettazione e sistemi di verifica dell’età proporzionati, rispettosi della privacy e dei diritti.

La prospettiva è coerente con il Digital Services Act, richiamato da von der Leyen per attribuire alle aziende tecnologiche una responsabilità diretta sui prodotti digitali. In base alle informazioni presentate dal panel, i giovani europei trascorrono mediamente tra quattro e sei ore al giorno davanti agli schermi e quasi il 60% ha sperimentato problemi emotivi o psicosociali online.

Perché Bruxelles punta a norme comuni

Una soglia europea unica eviterebbe regole divergenti tra Paesi e fornirebbe ai gestori dei servizi un solo quadro di conformità. Per le autorità nazionali ed europee, l’armonizzazione renderebbe più semplice controllare l’applicazione delle norme e garantirebbe una tutela comparabile per tutti i minori, indipendentemente da contesto sociale, culturale o nazionale.

La futura proposta sarà quindi un test per la capacità dell’Ue di spostare il baricentro: non solo limitare i comportamenti degli utenti, ma imporre alle piattaforme condizioni preventive di sicurezza. Resta decisivo il passaggio negoziale con Parlamento e Stati membri, necessario prima che eventuali nuove regole diventino vincolanti.

FAQ

Quale età minima propone il panel Ue?

Sì: il panel propone una restrizione armonizzata per l’accesso ai social e ad altri servizi digitali sotto i 13 anni.

Cosa accadrebbe ai bambini sotto i 13 anni?

Sì: potrebbero accedere solo per tempi limitati ad ambienti adeguati all’età, con supervisione genitoriale o in contesti educativi.

Gli adolescenti dai 13 anni avrebbero libero accesso?

No: il rapporto prevede un utilizzo autonomo ma graduale di servizi digitali sicuri e appropriati all’età.

Quando arriverà la proposta della Commissione europea?

Sì: Ursula von der Leyen ha annunciato una proposta dopo l’estate, previa discussione nel collegio dei commissari.

Come è stata verificata questa analisi?

Sì: nasce da verifica incrociata della nostra Redazione su Adnkronos, Agenzia ANSA, Agenzia Dire, Blitz quotidiano, Key4biz, The Verge, la Repubblica e punto-informatico.it.

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