Ue, attesa la decisione su Google: avrebbe favorito i propri servizi nelle ricerche

16 Luglio 2026

16 Luglio 2026/Home/INTERNET/Ue, attesa la decisione su Google: avrebbe favorito i propri servizi nelle ricerche

La notizia in sintesi

  • Commissione europea impone a Google la condivisione di dati di ricerca anonimizzati.
  • I servizi di ricerca AI potranno accedere ai dati se ritenuti idonei.
  • L’obbligo operativo per Google scatterà da gennaio 2027.
  • La decisione riguarda anche l’accesso degli assistenti AI rivali ad Android.

Riassunto generato con AI


Google dovrà condividere i dati di ricerca

La Commissione europea ha definito le modalità con cui Google dovrà condividere dati di ricerca anonimizzati con motori concorrenti, applicando gli obblighi previsti dal Digital Markets Act nell’Unione europea. Le misure, giuridicamente vincolanti, intervengono perché l’attuale programma di condivisione dei dati del gruppo non è stato ritenuto efficace. L’obiettivo è permettere a soggetti terzi idonei di usare informazioni utili a migliorare i propri servizi di ricerca, senza esporre dati personali degli utenti.

Secondo quanto riportato da Search Engine Land, Google dovrà iniziare a mettere i dati a disposizione dei fornitori terzi di ricerca che soddisfano i requisiti a partire da gennaio 2027. Il provvedimento non comporta una sanzione economica: si tratta di una procedura di specificazione, lo strumento con cui Bruxelles chiarisce come un gatekeeper debba rispettare un obbligo già previsto dalla normativa. La decisione coinvolge quindi direttamente il mercato della ricerca online e, più in generale, la concorrenza nei servizi basati sull’intelligenza artificiale.

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Accesso esteso ai servizi di ricerca AI

Il punto più rilevante del provvedimento è l’estensione dell’accesso ai chatbot e agli strumenti AI che offrono funzionalità di ricerca. Per la Commissione europea, tali servizi possono rientrare tra i destinatari della condivisione dei dati: l’obbligo di Google non riguarda perciò soltanto i motori di ricerca tradizionali. Questa precisazione riconosce che la ricerca di informazioni può avvenire anche attraverso interfacce conversazionali e prodotti AI, non esclusivamente mediante una classica pagina di risultati.

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I dati dovranno essere resi anonimi tramite un processo multilivello elaborato con esperti di privacy. La tutela dei dati personali diventa dunque una condizione strutturale dell’apertura prevista dal DMA: i concorrenti potranno accedere a informazioni finalizzate al miglioramento dei servizi, ma non a elementi che consentano l’identificazione degli utenti. Il testo non indica quantità, formati o categorie puntuali di dati da distribuire, ma attribuisce alla decisione della Commissione il compito di definire l’applicazione pratica dell’obbligo.

La portata concorrenziale potrebbe rafforzare prodotti alternativi di ricerca e AI, ma l’effetto sul mercato resta da verificare. L’esistenza di alternative a Google, infatti, non determina automaticamente un cambiamento nelle abitudini degli utenti. Il nodo indicato dalla fonte è proprio questo: la disponibilità di dati può migliorare l’offerta dei rivali, mentre la capacità di spostare quote di utilizzo dipenderà dalla qualità effettiva dei servizi e dalla fiducia costruita presso il pubblico.

Android e Gemini al centro dell’interoperabilità

La decisione europea riguarda anche Android. Google dovrà offrire agli assistenti AI concorrenti un accesso più efficace alle funzioni del sistema operativo disponibili per i propri servizi di intelligenza artificiale, incluso Gemini. L’intervento punta a ridurre eventuali vantaggi derivanti dall’integrazione tra piattaforma mobile e prodotti AI del gruppo.

La conseguenza futura sarà misurata dalla concreta attuazione delle specifiche fissate da Bruxelles. Da gennaio 2027, l’accesso ai dati e una maggiore interoperabilità su Android potranno diventare due leve complementari per i servizi rivali, purché siano qualificati e rispettino le garanzie previste.

FAQ

Quando Google condividerà i dati di ricerca?

Sì, Google dovrà iniziare la condivisione con fornitori terzi idonei a gennaio 2027, secondo le misure specificate dalla Commissione europea.

Quali dati dovranno essere condivisi?

Sì, saranno condivisi dati di ricerca anonimizzati utilizzabili per migliorare servizi di ricerca concorrenti, attraverso un processo multilivello sviluppato con esperti di privacy.

I chatbot AI possono accedere ai dati?

Sì, i chatbot dotati di funzionalità di ricerca possono essere considerati idonei dalla Commissione europea, non solo i motori di ricerca tradizionali.

La decisione europea prevede una multa?

No, il provvedimento non impone sanzioni. Chiarisce invece come Google debba rispettare gli obblighi già stabiliti dal Digital Markets Act.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Search Engine Land.

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