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TFR in busta paga: novità, tassazioni, calcolo in busta

14 Gennaio 2015

Dal 1° marzo 2015 sarà possibile destinare il TFR in busta paga fino al 30 giugno 2018. Il Tfr sarà però soggetto a tassazione ordinaria, e la scelta fatta sarà irrevocabile fino al 2018, quindi quello che viene deciso sia a favore di ricevere il TFR in busta paga sia a sfavore varrà per tre anni.

Sarà possibile quindi destinare il TFR in busta paga ma non potranno accedere a questa possibilità i lavoratori pubblici, quelli del settore agricolo e quelli domestici. A favore dei datori di lavoro che non intendono corrispondere le quote di TFR in busta paga utilizzando risorse proprie, è riconosciuta la possibilità di accedere ad un finanziamento assistito da garanzia rilasciata da uno specifico Fondo istituito presso l’INPS.

Importante da tenere in considerazione. Il TFR in busta paga non è soggetto a tassazione ordinaria, non è imponibile ai fini previdenziali, non concorre alla formazione del limite complessivo di reddito per il riconoscimento del bonus di 80 euro.

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TFR in busta paga, gli svantaggi

 Il riconoscimento del TFR in busta paga per il periodo compreso tra marzo 2015 e giugno 2018, prevista dal comma 26 della Legge di stabilità come opzione, implica la trasformazione del TFR in una sorta di integrazione della retribuzione, con conseguente applicazione della tassazione ordinaria sulla base della disciplina prevista dall’articolo 51 del Tuir.

La tassazione ordinaria che viene applicata invece di quella separata prevista per il TFR acquisito a fine rapporto lavoro potrà penalizzare l’incremento del netto in busta paga in quanto comporta l’applicazione dell’aliquota marginale Irpef (cioè quella corrispondente all’ultimo scaglione in cui si colloca il maggior reddito erogato) al posto della minore aliquota media calcolata in base al periodo di maturazione del Tfr.

Inoltre, dopo la riforma della tassazione del Tfr, la quota maturata dal 1° gennaio 2001 è comunque oggetto di riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate in base all’aliquota media del quinquennio precedente l’anno in cui è maturato il diritto alla percezione del Tfr, l’effettiva misura dell’incremento del prelievo fiscale dovuto al passaggio dalla tassazione separata a quella ordinaria dipenderà dall’andamento dei redditi degli ultimi 5 anni.

Ma l’effetto più penalizzante del Tfr in busta paga sarà dovuto dal fatto che l’integrazione della retribuzione comporterà un aumento del reddito complessivo, con conseguente riduzione delle detrazioni per lavoro dipendente e carichi di famiglia, posto che la legge esclude l’integrazione del Tfr dal solo computo del credito d’imposta degli 80 euro mensili.

TFR in busta paga, alcuni esempi di calcolo

Busta paga più ricca, sì, ma il fisco incombe rapace. Riportiamo alcuni esempi di quello che può succedere decidendo di acquisire il TFR in busta paga per 3 anni a partire dal 1° gennaio 2015.

Per uno stipendio lordo di 15.000 euro all’anno il calcolo del TFR è circa di 95 euro al mese lorde che al netto subirebbe una tassazione del 23% irpef più le addizionali regionali portando il netto a 72 euro in busta paga al mese.

Per uno stipendio lordo di 25.000 euro all’anno il calcolo del TFR è di circa 155 euro al mese lorde che al netto subirebbe una tassazione del 27% irpef più addizionali regionali portando il netto a 110 euro in busta paga al mese.

Per uno stipendio lordo di 40.000 euro all’anno il calcolo del TFR è di circa 250 euro al mese lorde che al netto subirebbe una tassazione del 38% irpef più addizionali regionali portando il netto a 150 euro in busta paga al mese.

Per uno stipendio lordo di 60.000 euro all’anno il calcolo del TFR è di circa 370 euro al mese lorde che al netto subirebbe una tassazione del 41% irpef più addizionali regionali portando il netto a 210 euro in busta paga al mese.

Evidente che le fasce più alte di reddito sarebbero evidentemente quelle più penalizzate dall’eventuale scelta di acquisire il TFR in busta paga, mentre per le fasce di reddito più basse la differenza sarebbe più ridotta.

photo credit: comunedipignataro via photopin cc

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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