La notizia in sintesi
- RaiPlay e Rai 3 trasmettono il documentario su Agostino Catalano.
- Il racconto ricostruisce la memoria della strage di Via D’Amelio.
- Protagoniste sono le testimonianze di Rosalinda Catalano e Salvatore Lo Presti.
- La produzione unisce memoria familiare, servizio pubblico e identità di Palermo.
Riassunto generato con AI)
Agostino Catalano nella memoria di Via D’Amelio
Agostino Catalano, caposcorta del giudice Paolo Borsellino, è al centro di Agostino, mio padre, nuovo episodio della docuserie I Ragazzi delle Scorte in arrivo il 17 luglio su RaiPlay e in seconda serata su Rai 3. Il documentario, ambientato nel percorso della memoria di Palermo, torna sulla strage di Via D’Amelio del 19 luglio 1992, nella quale morirono Borsellino e cinque agenti della sua scorta. La scelta editoriale arriva a trentaquattro anni dall’attentato e punta a raccontare il costo umano della violenza mafiosa attraverso chi ha continuato a portarne il ricordo.
Catalano avrebbe dovuto essere in ferie il giorno della strage, ma venne richiamato in servizio per completare il dispositivo di protezione del magistrato. Con lui persero la vita gli agenti Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il film non si limita alla cronaca dell’attentato: ricostruisce il ruolo degli uomini della scorta come parte essenziale del servizio allo Stato e della vita della città.
Le testimonianze tra dolore familiare e servizio
La narrazione è affidata soprattutto a Rosalinda Catalano, figlia del caposcorta, e a Salvatore Lo Presti, collega di Catalano e ancora oggi agente di scorta. Attraversando Palermo, le loro voci collegano il dolore privato alla memoria collettiva, evitando che le vittime restino soltanto nomi associati alla data dell’attentato. Il fulcro è l’eredità lasciata alle famiglie e alle generazioni successive da chi scelse di proteggere Borsellino.
Rosalinda Catalano ricorda il suo unico ritorno in Via D’Amelio, circa una settimana dopo l’esplosione: “La cosa che ho visto subito è stata la scarpa di mio padre”. Nella stessa testimonianza racconta di aver intravisto un pezzo dello spolverino rosso dell’agente e di non aver più trovato la forza di tornare in quel luogo. È un dettaglio che rende concreta la devastazione descritta dal documentario, senza separare il racconto storico dalla ferita ancora presente nei familiari.
I Ragazzi delle Scorte è una produzione del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con 42° Parallelo, curata dalla Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali. La cornice produttiva rafforza l’obiettivo di conservazione della memoria civile: la vicenda di Catalano viene proposta non come un episodio isolato, ma come testimonianza del legame tra protezione delle istituzioni, responsabilità personale e comunità palermitana.
Un’eredità che parla alle nuove generazioni
L’uscita a ridosso dell’anniversario della strage colloca il documentario dentro il più ampio lavoro di memoria dedicato a Via D’Amelio. Il suo elemento distintivo è la prospettiva familiare: la storia di Agostino Catalano emerge dalle conseguenze quotidiane lasciate dall’attentato, insieme allo sguardo di un collega che continua a svolgere il medesimo servizio. La trasmissione su RaiPlay e Rai 3 amplia così la possibilità di raggiungere pubblici diversi con una narrazione fondata su testimonianze dirette.
FAQ
Quando va in onda Agostino, mio padre?
Sì, il documentario arriva il 17 luglio su RaiPlay e in seconda serata su Rai 3.
Chi era Agostino Catalano?
Sì, era il caposcorta del giudice Paolo Borsellino e morì nella strage di Via D’Amelio del 19 luglio 1992.
Perché Catalano era in servizio quel giorno?
Sì, avrebbe dovuto essere in ferie, ma fu richiamato per raggiungere il numero necessario a formare la scorta del magistrato.
Chi racconta il documentario?
Sì, il racconto segue le voci di Rosalinda Catalano, figlia dell’agente, e di Salvatore Lo Presti, collega ancora oggi agente di scorta.
Come sono state verificate queste informazioni?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e dalla verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Cinecittà e The HotCorn.




