La notizia in sintesi
- Alberto Barachini promuove criteri più rigidi per gli spot istituzionali con IA.
- Attori, speaker e doppiatori dovranno essere esclusivamente umani.
- Gli spot ammessi con IA dovranno mostrare una dicitura per sette secondi.
- Prevista una deroga temporanea per produzioni già commissionate.
(Riassunto generato con AI)
Nuove regole per gli spot istituzionali
Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio, su impulso del sottosegretario Alberto Barachini, ha inviato alle amministrazioni una circolare che limita l’uso dell’intelligenza artificiale negli spot istituzionali destinati alle reti televisive e radiofoniche. Le indicazioni, rese note il 16 luglio 2026, riguardano in particolare gli spazi gratuiti messi a disposizione dalla Rai per la comunicazione pubblica.
La regola centrale è che audio e interpreti debbano restare umani: non sono consentite voci sintetiche né attori generati dall’IA. L’obiettivo dichiarato è rendere riconoscibili i contenuti modificati o prodotti con strumenti generativi, preservare autenticità e credibilità dei messaggi pubblici e tutelare l’occupazione nella produzione culturale e audiovisiva.
La circolare richiama gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act europeo e i principi della normativa italiana sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento interviene quindi su un terreno sensibile: la comunicazione istituzionale, dove la chiarezza sull’origine dei contenuti è parte della relazione di fiducia tra amministrazioni e cittadini.
Quando l’intelligenza artificiale resta ammessa
L’uso dell’IA non viene escluso in assoluto, ma circoscritto a casi definiti. Potranno essere diffusi spot realizzati in grafica o animazione, contenuti che impiegano filmati e immagini di repertorio e produzioni girate con attori reali nelle quali l’IA sia intervenuta soltanto in post-produzione.
In tutte queste ipotesi il pubblico dovrà essere avvertito in modo immediato. Dall’inizio dello spot dovrà comparire per almeno sette secondi la dicitura “Realizzato con contributo IA”, richiesta in coerenza con l’articolo 50 dell’AI Act.
Il requisito non è solo formale: separa l’impiego tecnico dell’IA dalla sostituzione della prestazione artistica e vocale umana. La scelta del Dipartimento per l’informazione e l’editoria stabilisce così un perimetro operativo per le campagne pubbliche, consentendo tecniche digitali specifiche ma evitando che l’automazione renda opaca la natura del messaggio.
Resta fermo il divieto di usare voci generate artificialmente, anche quando lo spot rientra tra le produzioni ammesse. La distinzione è rilevante perché la voce, insieme al volto dell’interprete, è considerata un elemento essenziale dell’autenticità della comunicazione istituzionale.
La circolare collega inoltre la trasparenza alla salvaguardia del lavoro nel comparto audiovisivo. Il riferimento esplicito a attori, speaker e doppiatori indica che l’innovazione tecnologica potrà essere utilizzata, ma non come alternativa totale alle professionalità coinvolte nella realizzazione degli spot.
Per le amministrazioni il nuovo criterio richiede quindi una verifica preventiva della filiera produttiva, della tipologia di immagini utilizzate e delle modalità con cui l’eventuale contributo dell’IA viene comunicato agli spettatori e agli ascoltatori.
Deroga limitata fino a settembre
È prevista un’eccezione per le amministrazioni che abbiano già commissionato spot con contratti che contemplano una realizzazione esclusiva con IA. I materiali dovranno arrivare al Dipartimento per l’informazione e l’editoria entro il 31 luglio 2026.
La diffusione eccezionale potrà avvenire comunque non oltre il 30 settembre 2026. Dopo quella data, secondo i criteri fissati, entrerà pienamente a regime il divieto di ricorrere ad attori e voci artificiali negli spot istituzionali.
La scadenza crea una fase di transizione breve e definita. Il risultato atteso è un modello nel quale l’uso dell’IA sia dichiarato, verificabile e compatibile con il carattere pubblico della comunicazione.
FAQ
Quali spot possono usare l’intelligenza artificiale?
Sì, sono ammessi spot in grafica, animazione, con footage di repertorio o con IA impiegata solo in post-produzione di riprese con attori reali.
Le voci artificiali sono consentite negli spot?
No, l’audio deve essere realizzato con voci di attori, speaker o doppiatori umani. La circolare vieta espressamente le voci generate dall’intelligenza artificiale.
Quale dicitura devono mostrare gli spot?
Sì, gli spot con contributo dell’IA devono riportare “Realizzato con contributo IA”. L’avviso deve restare visibile per almeno sette secondi dall’inizio del messaggio.
Fino a quando vale la deroga per spot già commissionati?
Sì, la deroga riguarda materiali inviati entro il 31 luglio 2026. La loro diffusione eccezionale è consentita soltanto fino al 30 settembre 2026.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos, Agenzia ANSA e Key4biz.




