Shrinkflation, entrano in vigore le nuove norme italiane

15 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Italia: entrano in vigore nuove misure contro la shrinkflation.
  • Le confezioni possono ridursi mentre i prezzi restano uguali o aumentano.
  • Le regole puntano su cartelli e segnalazioni nei punti vendita.
  • La norma precedente era stata contestata dalla Commissione europea.
  • (Riassunto generato con AI)

Nuove regole italiane contro la shrinkflation

Le nuove norme italiane contro la shrinkflation entrano in vigore da mercoledì 15 luglio, con l’obiettivo di rendere più trasparenti per i consumatori le riduzioni di quantità nei prodotti confezionati venduti in Italia. Il fenomeno riguarda articoli le cui confezioni diventano più leggere o più piccole, mentre il prezzo esposto può restare invariato o aumentare.

Le misure si applicano nei punti vendita attraverso cartelli e altre segnalazioni: la finalità è consentire a chi acquista di riconoscere più facilmente quando il contenuto di un prodotto è stato ridotto. La questione riguarda soprattutto il confronto tra confezioni apparentemente simili, che possono contenere quantità diverse rispetto al passato.

La shrinkflation è considerata critica perché il cambiamento può non risultare immediatamente evidente: il consumatore può ritenere di acquistare il prodotto abituale, ma portare a casa una quantità inferiore. Le nuove indicazioni mirano quindi a spostare l’attenzione dalla sola confezione al contenuto effettivo e alle informazioni disponibili nello scaffale.

La scelta italiana arriva dopo un percorso normativo già avviato nel 2024 e successivamente modificato. Il tema, oltre alla tutela del consumatore, coinvolge il modo in cui produttori e rivenditori comunicano le variazioni di peso, volume o quantità degli articoli confezionati.

Dalla norma sulle confezioni ai cartelli

Nel 2024 il governo italiano aveva modificato il Codice del consumo, inserendo l’articolo 15-bis. La previsione iniziale stabiliva l’obbligo di riportare sulla confezione una dicitura specifica per segnalare la diminuzione del volume del prodotto, così da rendere esplicita la variazione prima dell’acquisto.

Secondo quell’impianto, l’avviso avrebbe potuto essere rimosso dopo sei mesi. L’entrata in vigore della misura era prevista per il 1° aprile 2025, ma il calendario e il testo sono stati rivisti dopo l’intervento della Commissione europea, che aveva giudicato la disciplina sproporzionata.

L’Italia è stata quindi costretta a modificare nuovamente la norma e a rinviarne l’applicazione. Le regole ora in vigore abbandonano il riferimento, descritto nella precedente formulazione, alla dicitura obbligatoria direttamente sull’imballaggio e puntano invece su avvisi nei negozi o su altre forme di segnalazione.

Il passaggio è rilevante perché distingue due livelli di informazione: l’etichetta del singolo prodotto e la comunicazione collocata nel punto vendita. In entrambi i casi, lo scopo resta rendere visibile una modifica che può incidere sulla valutazione economica dell’acquisto.

La vicenda mostra anche la difficoltà di costruire una disciplina nazionale che sia al tempo stesso chiara per il pubblico e compatibile con le osservazioni delle istituzioni europee. La nuova soluzione cerca di mantenere l’obiettivo della trasparenza senza riproporre il meccanismo che aveva portato al rinvio.

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Trasparenza sugli scaffali e prossimi effetti

Il risultato concreto delle nuove misure dipenderà dalla chiarezza dei cartelli e delle segnalazioni presenti nei negozi. Per il consumatore, l’informazione sulla quantità diventa un elemento utile per valutare un prodotto oltre al prezzo indicato sullo scaffale.

La norma non elimina il fenomeno della shrinkflation, ma interviene sulla sua riconoscibilità. Se gli avvisi saranno facilmente visibili, chi acquista potrà individuare con maggiore immediatezza la riduzione di contenuto e confrontare offerte che, a prima vista, potrebbero apparire equivalenti.

Resta centrale la differenza tra prezzo finale e quantità effettiva: è proprio su questo rapporto che si concentra il nuovo sistema di trasparenza. L’evoluzione della disciplina italiana segnala inoltre come le regole sul consumo possano richiedere adattamenti dopo il confronto con la Commissione europea.

FAQ

Che cos’è la shrinkflation?

Sì: è la riduzione della quantità o del volume di prodotti confezionati, con prezzi che possono restare invariati oppure aumentare.

Quando entrano in vigore le nuove regole?

Sì: le nuove misure italiane contro la shrinkflation entrano in vigore da mercoledì 15 luglio.

Dove compariranno gli avvisi ai consumatori?

Sì: le informazioni dovrebbero essere rese disponibili nei punti vendita attraverso cartelli e altre segnalazioni.

Cosa prevedeva la vecchia norma?

Sì: l’articolo 15-bis prevedeva una dicitura sulla confezione per indicare la riduzione di volume, rimovibile dopo sei mesi.

Come è stato verificato questo contenuto?

Sì: il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Leggo e la Repubblica.

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