La notizia in sintesi
- Russia: la Duma valuta le letture decisive della legge sulle criptovalute.
- Il testo introduce limiti differenziati per investitori qualificati e non qualificati.
- Le transazioni commerciali internazionali avranno regole più flessibili rispetto al mercato retail.
- L’entrata in vigore è prevista dal 1° settembre 2026, se l’iter sarà completato.
(Riassunto generato con AI)
La Duma russa accelera sulla legge crypto
La Duma di Stato russa si prepara a esaminare martedì 21 luglio la seconda e la terza lettura del disegno di legge n. 1194918-8, intitolato “On Digital Currency and Digital Rights”. Il provvedimento mira a creare in Russia un quadro legale per trading, investimenti e utilizzo transfrontaliero delle criptovalute, mantenendo però il divieto di pagamento interno in asset digitali per beni e servizi.
Il passaggio parlamentare, raccomandato il 16 luglio per l’adozione in seconda lettura, rappresenta un avanzamento rilevante dopo anni di regole parziali e dibattito normativo. Anatoly Aksakov, presidente della Commissione della Duma per i mercati finanziari, ha indicato l’obiettivo di “creare condizioni giuridiche per il funzionamento delle criptovalute nel nostro Paese”.
Il testo non diventerà automaticamente legge con il voto della Duma: serviranno ulteriori approvazioni istituzionali. Se l’iter sarà completato, le principali disposizioni dovrebbero entrare in vigore il 1° settembre 2026, dopo il rinvio rispetto alla precedente prospettiva di luglio.
https://x.com/btcliveco/status/2079156587676012553?ref_src=twsrc%5Etfw
Limiti agli investitori e regole per gli intermediari
La proposta distingue nettamente tra investitori non qualificati e qualificati. Per i primi è previsto un tetto annuo di 300 mila rubli per acquisti di criptovalute tramite un singolo intermediario regolamentato, oltre a un limite di 100 mila rubli per trasferimenti all’estero. Gli investitori qualificati avrebbero soglie più alte: fino a 3 milioni di rubli di acquisti e fino a 1 milione di rubli di trasferimenti oltreconfine.
Il modello assegna un ruolo centrale a exchange, broker e altri operatori autorizzati, sottoposti alla vigilanza della Banca di Russia. Questi soggetti dovranno applicare la classificazione dei clienti, controllare i volumi annuali e monitorare i trasferimenti internazionali, rendendo la compliance un elemento strutturale del mercato.
Le modifiche più recenti hanno eliminato l’obbligo proposto di comunicare gli indirizzi dei wallet. Il testo rivisto punta invece su dati relativi a saldi e volumi delle operazioni, prevedendo anche che alcuni grandi trasferimenti verso conti esteri o di terzi possano restare sospesi fino a 48 ore.
La scelta normativa conferma che Russia non punta a un mercato crypto pienamente libero: riconosce gli asset digitali come strumenti d’investimento e di operatività internazionale, ma li colloca entro limiti quantitativi, controlli e intermediari abilitati.
Commercio estero al centro della strategia
L’aspetto più significativo riguarda il commercio internazionale. Secondo Aksakov, le imprese che forniscono beni alla Russia dovrebbero poter usare criptovalute “senza eccessive restrizioni legislative e giuridiche”. Gli operatori di import-export avrebbero quindi margini più ampi rispetto agli investitori privati.
Il Paese dispone già di un regime sperimentale che consente ad alcune società di impiegare crypto negli scambi esteri. La legge renderebbe più organico questo indirizzo, senza eliminare i rischi operativi: controparte, liquidità, controllo dei wallet, conversione in valuta fiat, fiscalità e possibili profili sanzionatori restano aspetti da gestire.
La reale efficacia dipenderà dall’applicazione pratica delle licenze, degli obblighi informativi e dei controlli sulle attività condotte fuori dai canali approvati, inclusi wallet privati, piattaforme offshore e mercati decentralizzati.
FAQ
Quando voterà la Duma sulla legge crypto?
Sì, le fonti indicano martedì 21 luglio per seconda e terza lettura del disegno di legge n. 1194918-8.
Qual è il limite crypto per investitori non qualificati?
Sì, il limite proposto è di 300 mila rubli annui tramite un solo intermediario regolamentato.
Quanto possono trasferire all’estero gli investitori retail?
Sì, il tetto previsto per i trasferimenti esteri dei non qualificati è di 100 mila rubli.
Le criptovalute saranno usabili per pagamenti interni?
No, il quadro proposto mantiene le restrizioni russe sull’uso delle criptovalute per acquistare beni e servizi nel Paese.
Come è stata verificata questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: FinanceFeeds e crypto.news.




