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Il problema dopo il divorzio tornare a vivere a casa dei genitori per mancanza di soldi

25 Febbraio 2014

Dimenticate i divorzi milionari, gli assegni a dieci zeri, le spartizioni di grandi patrimoni immobiliari: la separazione, per i comuni mortali, determina una situazione di difficoltà in cui uno degli elementi di attrito maggiore è la casa.

A questo proposito, il portale Immobiliare.it rivela come ben 167.000 italiani divorziati, o attualmente in fase di divorzio, siano tornati a vivere con i propri genitori.

Il dato è solo la punta dell’iceberg di un’indagine più complessa realizzata per il portale dall’Istituto di ricerca Demoskopea cui Immobiliare.it ha chiesto di intervistare un campione rappresentativo dei circa 2.700.000 divorziati e separati italiani, per capire in primis cosa fosse successo alla casa coniugale, ma anche quale fosse la loro attuale situazione abitativa.

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Ebbene, 2 divorziati su 3 non vivono più nella casa in cui abitavano da sposati che nel 43,4% dei casi resta al partner, ma meno di un terzo delle volte questi ha con sé i figli. Vivono ancora nella casa coniugale il 28,9% degli uomini separati e il 37,2% delle donne separate; oltre i cinque anni dalla fine del matrimonio occupa ancora la casa coniugale meno di un divorziato su 5 (19,2% degli intervistati).

Il primo anno dalla separazione è senza dubbio il più difficile anche da un punto di vista economico e, dall’indagine, emerge come entro i dodici mesi la maggior parte dei separati viva ancora nella casa coniugale (57,8%) – magari assieme all’ex partner – mentre un quarto del campione vada a vivere in affitto (26,6% fra chi è separato da meno di un anno) e più di 1 su 10 torni con la famiglia di origine (10,9%).

La percentuale generale di chi torna a casa da mamma e papà si assesta al 6,2%, senza alcuna distinzione di comportamento tra uomini e donne: in numeri, parliamo di 167.000 italiani che tornano a fare i figli svariati anni dopo l’uscita dal loro nucleo originario. Più che differenze di genere, si notano comportamenti diversi sia in base alla regione di appartenenza – la percentuale arriva addirittura al 7,6% se isoliamo le regioni del Sud Italia – sia in base all’età: tra i separati under 35, infatti, il 13,4% del campione è tornato a vivere con i genitori.

Evidentemente, la giovane età non ha permesso di mettere via risparmi sufficienti per ricostruire un’autonomia abitativa e tornare con la famiglia di origine sembra essere una soluzione conveniente, soprattutto nel caso in cui non ci siano ancora dei figli che esigono “spazio”.
Va detto, ad ogni modo, che dopo 5 anni dalla fine del matrimonio continuano a vivere con la famiglia di origine solo 43.000 persone (3,3%): segno che il ricorso al supporto della famiglia, perlomeno per quanto riguarda l’ospitalità, resta momentaneo.

Il profilo del divorziato. L’analisi fatta da Demoskopea per Immobiliare.it è stata anche in grado di tracciare un profilo aggiornato di chi oggi si separa in Italia. Prima di tutto colpisce come siano numerosi i giovani divorziati – nel 24% dei casi chi è coinvolto nella fine di un matrimonio non ha ancora compiuto 35 anni – e come non esistano più distinzioni geografiche nelle separazioni italiane; il 27% dei separati o divorziati risiede nel Nord Ovest, il 23% nel Nord Est, il 25% nel Centro Italia e ancora il 25% nel Sud o nelle Isole; più di un terzo dei divorziati, invece, risiede nei grandi centri urbani (34% in comuni con più di 100.000 abitanti). Il dato più triste è quello che evidenzia come, nell’80% dei casi, le separazioni avvengano in famiglie con figli i quali, il più delle volte, non hanno ancora compiuto i 10 anni.

GUEST POST: federica.tordi@immobiliare.it

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