La notizia in sintesi
- INPS: pensioni femminili medie a 1.048 euro nel primo semestre 2026
- Gli uomini ricevono in media 1.506 euro, con un divario del 30,41%
- La distanza cresce rispetto al 2025, quando era pari al 26,2%
- Le differenze dipendono da carriere contributive e retribuzioni mediamente diverse
Riassunto generato con AI
Pensioni, aumenta il divario tra donne e uomini
Le pensioni liquidate dall’INPS alle donne nel primo semestre del 2026 raggiungono in media 1.048 euro mensili, contro i 1.506 euro riconosciuti agli uomini nello stesso periodo. I dati dell’Osservatorio sui flussi di pensionamento, riportati dall’ANSA, evidenziano così un differenziale del 30,41%, superiore a quello misurato sulle pensioni con decorrenza nel corso del 2025.
Il tema riguarda le nuove prestazioni previdenziali e fotografa una distanza economica che resta strutturale tra i generi. La crescita del divario è legata soprattutto a percorsi lavorativi e contributivi differenti: gli uomini presentano mediamente carriere più lunghe e retribuzioni più elevate. Le donne, invece, in molti casi non hanno versato contributi propri e accedono esclusivamente a trattamenti ai superstiti.
Nel confronto con il 2025, l’importo medio delle nuove pensioni maschili è aumentato di quasi 90 euro, mentre quello delle donne è rimasto sostanzialmente invariato. Le pensioni femminili liquidate nell’intero 2025 erano pari a 1.047 euro mensili, a fronte di 1.419 euro per gli uomini. Il dato del primo semestre 2026 segnala quindi un allargamento della distanza, nonostante la stabilità dell’importo medio femminile.
I dati per vecchiaia, anticipo, invalidità e superstiti
La disparità emerge in tutte le principali tipologie di pensione, con l’eccezione dei trattamenti ai superstiti. Nelle pensioni di vecchiaia con decorrenza nel primo semestre 2026, le donne ricevono in media 1.006 euro, mentre gli uomini arrivano a 1.491 euro. La differenza è del 32,53% e rappresenta uno dei divari più marcati rilevati dall’Osservatorio dell’INPS.
Nelle pensioni anticipate il distacco si riduce, pur restando rilevante. L’importo medio liquidato alle donne è di 1.814 euro, contro i 2.211 euro degli uomini, con una differenza del 17,96%. Questo scarto più contenuto riflette il fatto che l’accesso alla pensione anticipata richiede necessariamente carriere contributive lunghe anche per le lavoratrici.
Per le pensioni di invalidità, gli uomini percepiscono mediamente 913 euro, mentre le donne ricevono 686 euro. In questo caso il divario è del 24,86%. Il quadro mostra che la distanza non riguarda una singola prestazione, ma attraversa le diverse forme di pensionamento legate a contributi, anzianità lavorativa e retribuzioni maturate nel corso della vita professionale.
L’unica inversione si registra nelle pensioni ai superstiti. Le donne beneficiarie sono 87.111, contro 19.816 uomini, e ricevono in media 1.042 euro rispetto ai 651 euro medi degli uomini. Il dato conferma il peso della pensione ai superstiti nel sistema di protezione previdenziale femminile, indicato dall’INPS tra le ragioni della diversa composizione dei trattamenti.
Un divario che pesa sulle future pensioni
L’andamento delle nuove liquidazioni mostra che il divario pensionistico non si limita agli importi già in pagamento, ma continua a manifestarsi anche tra le prestazioni che iniziano nel 2026. L’aumento degli importi maschili e la sostanziale stabilità di quelli femminili ampliano la distanza rispetto al 2025. La conseguenza più immediata è una diversa disponibilità economica mensile per pensionate e pensionati, soprattutto nei trattamenti di vecchiaia.
I dati non indicano un cambiamento nelle regole previdenziali, ma descrivono gli effetti delle storie contributive maturate. Carriere discontinue, minori versamenti e retribuzioni inferiori incidono direttamente sull’importo delle nuove pensioni delle donne. La pensione ai superstiti resta l’unica area in cui l’importo medio femminile supera quello maschile.
FAQ
Quanto ricevono mediamente le donne nel 2026?
Sì, le nuove pensioni liquidate alle donne nel primo semestre 2026 ammontano mediamente a 1.048 euro mensili, secondo l’Osservatorio INPS riportato dall’ANSA.
Qual è l’importo medio delle pensioni maschili?
Sì, gli uomini ricevono mediamente 1.506 euro per le pensioni liquidate nel primo semestre 2026, con un importo superiore di 458 euro rispetto alle donne.
Quanto è il divario nelle pensioni di vecchiaia?
Sì, nelle pensioni di vecchiaia la differenza è del 32,53%: 1.006 euro medi alle donne e 1.491 euro agli uomini nel primo semestre 2026.
Perché le pensioni femminili sono mediamente più basse?
Sì, il divario risente di carriere contributive mediamente più brevi e retribuzioni spesso inferiori per le donne, oltre all’assenza di contributi propri in alcuni casi.
Come è stata verificata questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Agenzia ANSA.




