Cloudflare: 23,2 milioni di attacchi DDoS nel primo semestre 2026

12 Agosto 2026

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La notizia in sintesi

  • Cloudflare ha mitigato 935 attacchi DDoS oltre un terabit nel primo semestre 2026.
  • Nel secondo trimestre crescono DNS flood, CLDAP flood e attacchi ipervolumetrici.
  • Media, produzione ed editoria risultano il comparto più colpito dalle richieste HTTP DDoS.
  • Gli attacchi durano spesso pochi minuti, imponendo difese automatizzate e distribuite.

(Riassunto generato con AI)

Cloudflare rileva l’escalation degli attacchi DDoS

Cloudflare, attraverso il rapporto semestrale di Cloudforce One, segnala che nel primo semestre del 2026 gli attacchi DDoS a livello di rete hanno raggiunto 23,2 milioni, mentre le richieste HTTP dannose sono state 29.640 miliardi. L’analisi riguarda l’attività globale mitigata dall’azienda e descrive una crescita netta nel secondo trimestre, quando sono aumentati soprattutto gli attacchi superiori al terabit al secondo, i DNS flood e le tecniche di riflessione e amplificazione. Il dato è rilevante perché conferma l’evoluzione di campagne sempre più brevi, automatizzate e capaci di colpire infrastrutture, servizi DNS, data center e siti informativi.

Nel semestre, Cloudflare ha bloccato 935 attacchi di rete oltre 1 Tbps: 805 si sono concentrati nel secondo trimestre, contro i 130 dei primi tre mesi. La crescita trimestrale indicata nel report è del 519%, con un’accelerazione che coinvolge anche le fasce comprese tra 100 Gbps e 1 Tbps. Il comparto Media, produzione ed editoria è risultato il più esposto alle richieste HTTP DDoS mitigate, in un contesto segnato dalla ricerca di informazioni su guerra in Iran, guerra in Ucraina e Mondiali di calcio.

DNS e CLDAP guidano il cambiamento dei vettori

Il volume degli attacchi di rete è passato da 10,04 milioni nel primo trimestre a 13,17 milioni nel secondo, con un incremento del 31,2%. Le richieste HTTP dannose sono salite da 12.750 a 16.890 miliardi, pari al 32,4% in più. Nonostante la crescita degli episodi estremi, il 96,62% degli attacchi a livello di rete è rimasto sotto i 500 Mbps e il 90,60% si è concluso entro dieci minuti.

Secondo Cloudflare, alcuni attacchi ipervolumetrici sono terminati in appena 35 secondi, rendendo impraticabile un intervento umano durante l’evento. Le conseguenze possono però proseguire tra instabilità delle rotte, ritrasmissioni TCP, timeout applicativi e degrado dei servizi collegati. Il report sottolinea che anche 100 Mbps possono saturare un server o un sito, mentre 100 Gbps possono compromettere la maggioranza dei data center non protetti.

Gli attacchi basati su DNS hanno rappresentato il 34,3% dell’attività di rete del semestre, mentre i DNS flood sono passati dal 25,7% al 40% tra primo e secondo trimestre. Il flood invia grandi quantità di richieste contro i server DNS autoritativi; l’amplificazione sfrutta invece query con indirizzo sorgente falsificato verso resolver aperti. Il vettore con la crescita più forte è stato il CLDAP flood, aumentato del 580% sul trimestre precedente e diventato il terzo più diffuso nel secondo trimestre.

Informazione e infrastrutture restano bersagli prioritari

Il settore Media, produzione ed editoria ha assorbito il 14,2% delle richieste HTTP DDoS mitigate, quasi quattro volte il secondo comparto. Dopo l’operazione Epic Fury del 28 febbraio 2026, i ricercatori hanno registrato entro 72 ore 149 rivendicazioni hacktiviste contro 110 organizzazioni in 16 Paesi. Il 47,8% dei bersagli apparteneva al settore pubblico, salito dal 29° al 9° posto nella classifica per quota di richieste mitigate.

La riduzione dell’attività dopo il picco di aprile potrebbe essere collegata, con cautela, all’operazione internazionale PowerOFF. L’iniziativa ha coinvolto 21 Paesi, oltre 75.000 utenti di servizi DDoS a pagamento, 53 domini chiusi, 25 perquisizioni e quattro arresti.

FAQ

Quanti attacchi DDoS ha mitigato Cloudflare?

Sì, Cloudflare riporta 23,2 milioni di attacchi a livello di rete mitigati nel primo semestre del 2026.

Quanti attacchi hanno superato un terabit?

Sì, gli attacchi oltre 1 Tbps sono stati 935 nel semestre, di cui 805 concentrati nel secondo trimestre.

Quale vettore DDoS è cresciuto maggiormente?

Sì, il CLDAP flood è cresciuto del 580% rispetto al trimestre precedente ed è stato terzo per diffusione nel secondo trimestre.

Quale settore è stato più colpito?

Sì, Media, produzione ed editoria ha ricevuto il 14,2% delle richieste HTTP DDoS mitigate nel semestre.

Come è stata verificata questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della Redazione su numerose fonti, tra cui Hardware Upgrade.

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