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Ecco come Google combatterá le notizie false

22 Dicembre 2016

Nuovo algoritmo per il motore di ricerca. Verrà evitata la divulgazione di notizie false ai vertici dei risultati di Google. A comunicarlo è il SEO di Mountain View, Sundar Pichai. Il metodo usato è come al solito tenuto segreto per evitare di compromettere i risultati.

Al di la del valore reale, Google non gradisce compromettere la visibilità dei contenuti pubblicati al di fuori dei grandi gruppi editoriali. Il dibattito tra differenti opinioni è fondamentale, secondo il CEO, per la creazione del sapere critico.

Ma l’azienda ammette anche le sue colpe. Non sempre si è definita in grado di offrire un risultato pertinente alla chiave di ricerca. Il giornale inglese TheGuardian solleva il problema osservando la posizione del sito negazionista Stormfront.

Interrogando il motore di ricerca, apparivano in prima posizione i 10 motivi del perchè l’olocausto non è mai avvenuto.

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L’algoritmo che nega l’olocausto

Sulla scia della recente polemica potrete visitare il sito www.didtheholocausthappen.co. All’indirizzo troverete una schermata che riporta la domanda riportata nel dominio, ovvero se l’olocausto sia accaduto veramente.

Vieni risposto con un SI a caratteri cubitali. Fa seguito la dicitura “Secondo le fonti più accreditate.” Il sito è comparso mediamente intorno al settimo risultato digitando la domanda sul motore di ricerca.

Facebook vuole evitare la censura

Diversa invece la posizione di Facebook. E’ Mark Zuckerberg che si è espresso liberamente tramite alcuni post sul social. Le sue dichiarazioni più rilevanti arrivano dopo la recente elezione di Donald Trump a presidente degli USA.

Il ruolo avuto dal social network nella divulgazione tramite News Feed di notizie false sarebbe stata un’ingerenza nei risultati. Facebook viene accusato di aver cambiato le sorti delle elezioni, sfavorendo Hilary Clinton nonostante il favore popolare.

La divulgazione di complotti e notizie non accreditate è stata l’arma vincente dei repubblicani. Ma Zuckerberg dichiara di non essere un arbitro della verità.

Il problema delle fake news si rivela essere per l’azienda di Menlo Park sia un problema tecnologico che filosofico. Recenti provvedimenti vedono anche Facebook attivarsi per le segnalazioni delle bufale scoperte in rete.

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