Michael Saylor boccia BIP 110: «Rischia di minare la neutralità di Bitcoin»

20 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Michael Saylor contesta la proposta Bitcoin BIP 110.
  • Il soft fork limiterebbe temporaneamente dati e script sulla blockchain.
  • Il nodo centrale è la neutralità delle regole di consenso.
  • La soglia di attivazione al 55% divide la comunità.

(Riassunto generato con AI)

Saylor contesta BIP 110 e difende la neutralità

Michael Saylor, executive chairman e cofondatore di Strategy, ha intensificato nelle ultime ore la sua opposizione a Bitcoin Improvement Proposal 110, proposta che mira a limitare temporaneamente l’archiviazione di dati arbitrari sulla blockchain di Bitcoin. Nel documento pubblicato su X, intitolato “110 Reasons BIP 110 Is a Bad Idea”, Saylor sostiene che il cambiamento rischierebbe di indebolire la neutralità del protocollo e di trasformare le regole di consenso in uno strumento per selezionare gli utilizzi ammessi.

La proposta, nota come Reduced Data Temporary Softfork, opererebbe per circa un anno e intende ridurre quelle attività che i sostenitori definiscono spam, preservando la funzione monetaria peer-to-peer della rete. Per Saylor, tuttavia, il problema non è la presenza di dati pesanti in sé, ma chi possa stabilire quali transazioni valide meritino spazio nei blocchi.

“Bitcoin does not need guardians of purity. It needs guardians of neutrality”, conclude Saylor, ribadendo che la rete non può leggere l’intenzione dietro i dati trasmessi.

Limiti ai dati e rischio di una frattura

BIP 110 introdurrebbe sette restrizioni di consenso: tra queste, il limite di 83 byte per gli output OP_RETURN, un tetto di 256 byte per i payload e il rifiuto di alcune esecuzioni di script. Gli output creati prima dell’attivazione resterebbero esclusi dai nuovi vincoli.

I promotori ritengono che queste misure riducano i costi per gli operatori dei nodi e impediscano che Bitcoin diventi un livello generalista per file, token e iscrizioni. Il developer Luke Dashjr continua a sostenere il piano, respingendo le richieste di ritirarlo nel confronto su Ordinals, Runes e altri impieghi ad alta intensità di dati.

La critica di Saylor, condivisa in precedenza anche dal cofondatore di Blockstream Adam Back, investe soprattutto il meccanismo di attivazione. La proposta cerca il segnale favorevole di 1.109 blocchi su 2.016, pari al 55%, invece della soglia del 95% generalmente associata agli aggiornamenti: secondo Saylor, un criterio più basso può aumentare il rischio di una divisione della rete e dell’incertezza di mercato.

Il segnalamento dei miner risultava vicino allo zero il 12 luglio, quindi lontano dalla soglia prevista. Saylor definisce il precedente di consenso “extremely dangerous”: una regola nata per colpire i dati potrebbe, in futuro, estendersi a strumenti per la privacy, modelli di custodia o applicazioni aziendali.

Fee, nodi e fiducia istituzionale

Per Saylor, la risposta ai dati indesiderati esiste già senza modificare le regole di base: politiche di relay scelte dai singoli nodi, pruning, commissioni determinate dal mercato e sviluppo di livelli superiori. La distinzione è sostanziale: il relay consente una scelta locale, il consenso impone un divieto all’intera rete.

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La disputa coinvolge anche la sicurezza economica di Bitcoin. Limitare transazioni che pagano commissioni potrebbe comprimere la domanda di spazio nei blocchi proprio mentre la ricompensa per blocco diminuisce con gli halving.

Strategy, che detiene 843.775 BTC secondo le fonti, ha quindi un’esposizione diretta alla prevedibilità delle regole. Il caso BIP 110 misurerà la capacità della rete di trovare consenso senza compromettere il carattere permissionless che sostiene la fiducia di investitori e sviluppatori.

FAQ

Che cos’è BIP 110?

Sì, è una proposta di soft fork temporaneo di circa un anno che limita alcuni dati arbitrari e usi di script sulla blockchain Bitcoin.

Quale limite riguarda OP_RETURN?

Sì, la specifica di BIP 110 fisserebbe gli output OP_RETURN a 83 byte e porrebbe un limite di 256 byte ai payload.

Perché Saylor rifiuta la proposta?

Sì, Michael Saylor ritiene che Bitcoin non possa distinguere l’intento dei dati e che il consenso debba restare neutrale verso le transazioni valide.

Come verrebbe attivato il soft fork?

Sì, BIP 110 richiede segnali da 1.109 dei 2.016 blocchi estratti, una soglia del 55% criticata perché inferiore al 95% indicato dalle fonti.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: CoinDesk, FinanceFeeds e crypto.news.

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