La CGUE: Google responsabile su YouTube dei video che promuovono il gioco d’azzardo

18 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Google può rispondere dei video sul gioco d’azzardo pubblicati su YouTube.
  • La CGUE valuta decisivo il controllo previsto nell’accordo con TOP ADS.
  • La sanzione di AGCOM ammonta a 750.000 euro e riguarda 625 video.
  • Il Consiglio di Stato dovrà ora decidere sulla conferma della sanzione.

(Riassunto generato con AI)

La sentenza europea sul caso Google

Google è responsabile, secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, dei video che promuovevano giochi d’azzardo pubblicati su YouTube attraverso il canale Spike. La pronuncia interviene nel contenzioso italiano avviato dall’AGCOM, che aveva contestato alla società di Mountain View la violazione del divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo previsto dal decreto dignità.

Il caso nasce da una sanzione inflitta dall’Autorità quattro anni fa e successivamente annullata dal TAR del Lazio. Il punto centrale è la natura del ruolo svolto dalla piattaforma: mero fornitore tecnico di hosting oppure soggetto con un controllo sui contenuti diffusi. La risposta della Corte europea rafforza la posizione dell’Autorità italiana.

Per i giudici di Lussemburgo, la deroga di responsabilità prevista dalla direttiva sul commercio elettronico può operare soltanto se il provider mantiene un ruolo tecnico, automatico e passivo. Nel caso esaminato, l’accordo commerciale tra Google e TOP ADS prevedeva invece verifiche preliminari sui video e sul tema del canale. È questo elemento a escludere, secondo la sentenza, la qualifica di intermediario passivo.

La sanzione AGCOM e il canale Spike

L’AGCOM aveva imposto a Google una sanzione di 750.000 euro e ordinato la rimozione di 625 video ospitati su YouTube. I contenuti, pubblicati sul canale Spike dalla società TOP ADS, promuovevano giochi d’azzardo e rientravano nel divieto sancito dall’articolo 9 del decreto-legge n. 87 del 12 luglio 2018, poi convertito nella legge n. 96 del 9 agosto 2018.

La contestazione dell’Autorità non riguardava soltanto la presenza dei filmati, ma la mancata adozione di iniziative per rimuovere contenuti ritenuti illeciti e diffusi in modo massivo sulla piattaforma. Tra TOP ADS e Google esisteva un accordo di revenue sharing relativo ai ricavi della pubblicità trasmessa prima dei video.

Tale rapporto commerciale contemplava un controllo preliminare sia sul contenuto dei filmati sia sul tema del canale Spike. Questo passaggio distingue il caso dalla normale pubblicazione di materiali da parte degli utenti, perché la Corte collega la responsabilità alla concreta possibilità di controllo prevista dall’accordo.

Il TAR del Lazio aveva accolto il ricorso di Google, considerando l’azienda un mero hosting provider e, quindi, non responsabile dei video caricati dagli utenti. L’AGCOM ha impugnato quella decisione davanti al Consiglio di Stato, che ha chiesto alla CGUE di chiarire l’applicazione della direttiva 2000/31/CE.

La Corte ha confermato che l’attività di hosting di contenuti che promuovono giochi d’azzardo rientra nella direttiva sul commercio elettronico. Tuttavia, la protezione prevista per il provider non è automatica: dipende dall’assenza di conoscenza e, soprattutto, da una funzione effettivamente neutrale rispetto ai contenuti pubblicati.

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Il passaggio decisivo al Consiglio di Stato

La sentenza europea non chiude formalmente il procedimento nazionale: la decisione finale sulla sanzione torna al Consiglio di Stato. I giudici amministrativi dovranno applicare il chiarimento fornito dalla CGUE al caso della delibera AGCOM 275/22/CONS.

La conseguenza più rilevante riguarda il criterio di responsabilità: la sola qualifica di piattaforma non basta a escludere obblighi quando esistono accordi che attribuiscono verifiche sui contenuti. Per Google, il nodo resta dunque il controllo contrattualmente previsto sul canale Spike.

Il pronunciamento indica inoltre che la distinzione tra hosting passivo e soggetto coinvolto nella gestione dei contenuti deve essere valutata sulla base delle attività svolte concretamente. Nel fascicolo italiano, l’intesa con TOP ADS è stata considerata incompatibile con una posizione esclusivamente tecnica e automatica.

FAQ

Perché Google è ritenuta responsabile?

Sì: la CGUE rileva che l’accordo con TOP ADS prevedeva controlli preliminari su video e canale, escludendo un ruolo passivo.

Qual era l’importo della sanzione AGCOM?

Sì: l’AGCOM ha inflitto a Google una sanzione pari a 750.000 euro per la violazione contestata.

Quanti video dovevano essere rimossi?

Sì: il provvedimento dell’AGCOM ordinava la rimozione di 625 video pubblicati sul canale Spike di YouTube.

Cosa aveva deciso il TAR del Lazio?

Sì: il TAR del Lazio aveva annullato la sanzione, qualificando Google come mero hosting provider non responsabile dei video degli utenti.

Su quali fonti si basa questa ricostruzione?

Sì: il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui punto-informatico.it.

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