Ivano Chiesa oscurato su Instagram, Fabrizio Corona attacca Mediaset, replica secca

Ivano Chiesa oscurato su Instagram, Fabrizio Corona attacca Mediaset, replica secca

8 Febbraio 2026

Sospensione dei profili social di Fabrizio Corona e Ivano Chiesa

I profili Instagram e Facebook di Fabrizio Corona sono stati chiusi da Meta per “violazioni multiple degli standard della community”, come comunicato da un rappresentante al Tg1. A distanza di poche ore è stato oscurato anche l’account Instagram dell’avvocato Ivano Chiesa, storico legale di Corona, che parla di censura e di un precedente preoccupante per il diritto di difesa nello spazio digitale. Sullo sfondo, le accuse di Corona a Mediaset e alla famiglia Berlusconi, subito respinte dall’azienda di Cologno Monzese.

Il caso solleva interrogativi cruciali su responsabilità delle piattaforme, ruolo delle segnalazioni esterne e limiti alla libertà di espressione di personaggi controversi ma altamente esposti mediaticamente.

Le parole di Ivano Chiesa sulla sospensione di Instagram

Ivano Chiesa ha confermato la sospensione del suo profilo Instagram, spiegando di aver ricevuto un generico riferimento al mancato rispetto degli standard di Meta. Ha precisato di usare i social per trattare esclusivamente questioni giudiziarie “con i dovuti modi”, definendo il provvedimento un “atto di censura ancor più grave di quello fatto nei confronti del mio assistito”.

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In un passaggio molto netto, il legale ha aggiunto: “Silenziare i difensori è tipico delle dittature più orribili”. Una formulazione che alza il livello del dibattito pubblico, spostando il caso da vicenda personale a tema di principio sul ruolo degli avvocati nello spazio digitale controllato da piattaforme private.

Le accuse di Fabrizio Corona contro la famiglia Berlusconi

Fabrizio Corona ha attribuito la chiusura dell’account del suo avvocato a una presunta “dittatura dei Berlusconi”. Nel suo post ha scritto: “La dittatura dei Berlusconi, manifesta la sua prevaricazione, chiudendo senza motivo il profilo Instagram del mio avvocato Ivano Chiesa. Vergognosa censura in uno stato democratico”.

Corona prosegue dunque la sua campagna pubblica contro Mediaset e la famiglia Berlusconi, collegando ogni limitazione subita online a un intervento esterno. Tuttavia, il potere di sospendere o limitare gli account resta in capo esclusivo a Meta, che può tener conto di segnalazioni, ma decide autonomamente sulla base dei propri standard.

Il ruolo di Meta e la posizione ufficiale di Mediaset

Nel funzionamento delle principali piattaforme social, solo Meta e gli altri gestori possono imporre sospensioni o ban degli account. Utenti, aziende o personaggi pubblici possono segnalare contenuti, presentare diffide o azioni legali, ma non hanno alcun potere diretto di chiusura. In questo contesto, la tesi di Fabrizio Corona su un intervento decisivo di Mediaset è stata smentita con decisione da fonti interne all’azienda, che rivendicano totale estraneità al blocco di Ivano Chiesa.

L’episodio, però, si inserisce in un contenzioso civile già molto acceso tra Corona e il gruppo televisivo di Cologno Monzese, con effetti anche reputazionali.

La smentita di Mediaset rilanciata da Giuseppe Candela

Giuseppe Candela, giornalista del settimanale Chi, ha riportato la posizione di Mediaset: l’azienda smentisce “categoricamente” di aver segnalato l’account dell’avvocato Ivano Chiesa. La precisazione mira a spegnere l’idea di una regia aziendale dietro i provvedimenti di Meta.

Secondo quanto riferito, il gruppo di Cologno Monzese ribadisce che la moderazione dei contenuti e le eventuali sospensioni spettano esclusivamente alle piattaforme. Una presa di posizione coerente con le regole note dei social, ma che non ferma la narrazione di Corona, che continua a usare X come principale canale di comunicazione diretta con il suo pubblico.

La ricostruzione di Massimo Galanto e i dubbi sul ban

Anche Massimo Galanto de Il Messaggero ha confermato la linea di Mediaset: “Rispetto a quanto accaduto all’account Instagram del legale di Corona, da Mediaset fanno sapere che non sono stati loro”. Il messaggio, rilanciato su X, converge con quello raccolto da Giuseppe Candela.

Nel frattempo, il profilo di Fabrizio Corona è tornato visibile per alcune ore nei giorni scorsi, alimentando il sospetto che la sua sospensione non fosse definitiva o fosse legata a dinamiche tecniche. Diversa la situazione per l’account di Ivano Chiesa, che risulta ancora oscurato: cliccando sul profilo compare la dicitura “Il profilo non è disponibile. È possibile che il link sia corrotto o che il profilo sia stato rimosso”.

Libertà di espressione, diritto di difesa e governance delle piattaforme

Il caso Corona–Chiesa–Mediaset riapre il dibattito sul confine tra libertà di espressione, diritto di difesa e responsabilità delle piattaforme digitali. La chiusura dell’account di un avvocato che commenta vicende giudiziarie solleva interrogativi sul rischio di “overblocking” da parte di Meta, mentre le accuse politicamente cariche di Fabrizio Corona mostrano quanto sia facile trasformare un provvedimento tecnico in un caso di presunta censura istituzionale.

Per gli utenti, la lezione è duplice: conoscere le regole delle community e distinguere tra decisioni delle piattaforme e ipotesi di pressioni esterne, che devono sempre essere supportate da prove concrete e verificabili.

Standard di community e limiti per personaggi ad alta esposizione

Le piattaforme come Instagram e Facebook applicano regole su hate speech, diffamazione, privacy, incitamento all’odio e pubblicazione di contenuti sensibili. Profili ad alta esposizione come quelli di Fabrizio Corona sono più soggetti a segnalazioni e controlli, aumentando il rischio di sospensione in caso di reiterate violazioni.

Nel caso dell’avvocato Ivano Chiesa, resta da capire quali contenuti specifici abbiano portato al blocco. Senza un report dettagliato da parte di Meta, il dibattito resta nel campo delle interpretazioni. Da un lato la rivendicazione del diritto a commentare procedimenti giudiziari, dall’altro l’esigenza delle piattaforme di prevenire campagne diffamatorie o contenuti che violino norme interne e leggi nazionali.

Implicazioni legali e prospettive del contenzioso con Mediaset

Il contenzioso civile tra Fabrizio Corona e Mediaset, con richieste milionarie di risarcimento già depositate, fa da sfondo alle accuse sul presunto ruolo dell’azienda nei ban social. Tuttavia, sul piano probatorio, collegare direttamente una sospensione decisa da Meta a un’azione specifica di Mediaset richiederebbe documenti e riscontri che al momento non emergono dalle ricostruzioni giornalistiche.

È verosimile che la vicenda alimenti nuovi capitoli giudiziari e mediatici, con possibili esposti alle autorità garanti competenti in materia di comunicazioni digitali e tutela dei diritti fondamentali. Per ora, i fatti accertati restano: account di Corona sospeso e poi riapparso, account di Chiesa tuttora non disponibile, e smentita secca di Mediaset sul proprio coinvolgimento.

FAQ

Perché sono stati chiusi i profili social di Fabrizio Corona?

Meta ha comunicato tramite Tg1 che i profili Instagram e Facebook di Fabrizio Corona sono stati chiusi per “violazioni multiple degli standard della community”, senza ulteriori dettagli pubblici sui singoli contenuti contestati.

Che cosa è successo all’account Instagram di Ivano Chiesa?

L’account Instagram dell’avvocato Ivano Chiesa risulta oscurato: cliccando sul profilo compare il messaggio “Il profilo non è disponibile”, indice di sospensione o rimozione del profilo da parte della piattaforma.

Ivano Chiesa parla davvero di censura sui social?

Sì. Ivano Chiesa ha definito la sospensione “atto di censura ancor più grave di quello fatto nei confronti del mio assistito” e ha dichiarato: “Silenziare i difensori è tipico delle dittature più orribili”, collegando il caso al diritto di difesa.

Quali accuse ha rivolto Fabrizio Corona a Mediaset e ai Berlusconi?

Su X, Fabrizio Corona ha parlato di “dittatura dei Berlusconi” e ha accusato Mediaset di aver fatto chiudere “senza motivo” il profilo del suo avvocato Ivano Chiesa, definendo il tutto “vergognosa censura in uno stato democratico”.

Mediaset ha avuto un ruolo nel ban di Ivano Chiesa?

No, secondo le ricostruzioni di Giuseppe Candela e Massimo Galanto, fonti interne a Mediaset smentiscono “categoricamente” qualsiasi segnalazione dell’account di Ivano Chiesa alle piattaforme di Meta.

Chi decide in concreto la sospensione di un account social?

La decisione spetta esclusivamente alla piattaforma, in questo caso Meta. Utenti e aziende possono solo segnalare contenuti o profili; non hanno il potere diretto di chiuderli o sospenderli.

L’account di Fabrizio Corona è ancora sospeso?

Il profilo di Fabrizio Corona è stato sospeso, ma nei giorni successivi è tornato online per alcune ore, creando dubbi sulla natura e durata effettiva del provvedimento. La situazione può variare nel tempo in base alle decisioni di Meta.

Qual è la fonte originale di queste informazioni sul caso Corona–Chiesa?

La ricostruzione si basa sull’articolo pubblicato da Anthony Festa su Biccy, intitolato “Ivano Chiesa bannato, Corona accusa Mediaset: la smentita”, oltre ai post social citati di Fabrizio Corona, Giuseppe Candela e Massimo Galanto.

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