La notizia in sintesi
- Italian Founders Fund chiude la raccolta oltre 100 milioni di euro.
- Il fondo ha già investito oltre 40 milioni in 32 startup.
- Il portafoglio opera in AI, robotica, salute e compliance.
- Il modello punta ad attrarre capitale e competenze internazionali in Italia.
(Riassunto generato con AI)
Italian Founders Fund supera i 100 milioni
Italian Founders Fund (IFF), fondo di venture capital gestito da Koinos Capital Sgr, ha annunciato il final closing oltre i 100 milioni di euro, superando il target iniziale di 60 milioni. Il veicolo, nato dall’iniziativa di oltre cento protagonisti dell’innovazione italiana, investe nelle fasi early stage delle startup tecnologiche, cioè all’inizio del loro percorso di raccolta e crescita.
In due anni di operatività IFF ha già allocato oltre 40 milioni di euro e ha raggiunto 32 partecipate. Il risultato segnala una capacità di raccolta superiore alle attese e rafforza il ruolo di un fondo costruito da imprenditori per sostenere nuovi imprenditori, anche nei comparti dove intelligenza artificiale e robotica stanno accelerando il cambiamento.
Luca Ferrari, Riccardo Zacconi, Marcello Ascani, Enrico Giacomelli e Paolo De Nadai figurano fra i founder che hanno promosso il progetto.
Portafoglio, rete internazionale e strategia del fondo
Tra le startup finanziate compaiono JetHR, Compri, Brum, Pillar, Complaion, Sava, Cato e ReportAid, attive dalla gestione dei dipendenti e della compliance alla salute e agli appalti pubblici. Le 32 società in portafoglio hanno creato oltre 1.000 posti di lavoro; dieci sono imprese estere fondate da italiani e quattro aziende internazionali hanno aperto un nuovo headquarters in Italia con il sostegno del fondo.
La rete dei founder comprende anche Giuseppe Amitrano, Gabriele Antonelli, Alessandro Ballerio, Michele Barbera, Paolo Barletta, Luca Barsotti, Paolo Basilico, Francesco Beraldi, Ludovico Callerio, Fabio Cannavale, Michele Casucci, Pietro Cavalchini, Michela Colli, Andrea Colombo, Davide Dattoli, Matteo de Brabant, Marco De Rossi, Luca De Vito, Riccardo Donadon e Luca Foresti.
Ne fanno parte inoltre Alessandro Fracassi, Marco Franciosa, Andrea Giannangelo, Carlo Gualandri, Danilo Iervolino, Matteo Lai, Elena Lanati, Marco Magnocavallo, Simone Mancini, Roberto Marazzini, Luca Mascaro, Giuliano Messina, Andrea Mignanelli, Giacomo Moiso, Roberto Nicastro, Diego Palano, Daniele Perito, Jacopo Pertile, Marco Pescarmona, Stefano Portu, Ivan Ranza, Daniele Ratti, Donato Romano, Luca Rossettini, Enrico Saraval, Federico Sargenti, Stefano Sirolli, Davide Tavaniello, Paolo Tramonti, Fabio Troiani, Marco Trombetti, Marco Vittorelli, Francesco Zaccariello e Giada Zhang.
Co-investimenti e prossimi fondi tecnologici
Circa 24 partecipate vedono già investitori esteri al loro fianco, con co-investimenti fra gli altri di Y Combinator, Balderton Capital e Sequoia India. Per Lorenzo Franzi, il closing riflette il rafforzamento dell’ecosistema tecnologico italiano e l’ingresso di soggetti istituzionali come CDP e fondi di fondi europei.
Francesco Fumagalli indica invece l’obiettivo di trasformare le innovazioni sostenute in leve competitive per le aziende mid-market. “Stiamo già lavorando a una serie di nuovi fondi”, ha dichiarato, prospettando un ampliamento della piattaforma di investimento.
FAQ
Quanto ha raccolto Italian Founders Fund?
Sì, il final closing di Italian Founders Fund supera i 100 milioni di euro, oltre il target iniziale di 60 milioni.
Quante startup ha finanziato il fondo?
Sì, IFF conta 32 startup in portafoglio e ha già investito oltre 40 milioni di euro nelle prime fasi di crescita.
Quali settori coprono le startup partecipate?
Sì, le partecipate sviluppano soluzioni per AI, robotica, compliance, gestione aziendale, appalti pubblici, valutazione delle competenze e monitoraggio della salute.
Quali investitori internazionali co-investono con IFF?
Sì, fra i co-investitori citati figurano Y Combinator, Balderton Capital e Sequoia India, presenti in circa 24 partecipate.
Come sono state verificate queste informazioni?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos, Economyup e Key4biz.



