Istat, crescita Italia al rallentatore sconvolge le previsioni in un mondo economico sempre più incerto

Istat, crescita Italia al rallentatore sconvolge le previsioni in un mondo economico sempre più incerto

13 Gennaio 2026

Prospettive globali e impatto sull’economia italiana

Negli ultimi mesi del 2025 l’allentamento delle tensioni commerciali e i tagli ai tassi hanno migliorato liquidità e visibilità sui mercati, attenuando parte delle pressioni ribassiste sulla crescita globale. Con l’avvio del 2026 riemergono tuttavia focolai di instabilità che rafforzano lo scenario di rallentamento dell’attività a livello internazionale, come indicato dall’ultima Nota congiunturale di Istat. Quadro complessivo in transizione, con rischi prevalenti sul lato esterno.

In questo contesto, l’economia di Italia mostra una tenuta modesta: nel terzo trimestre 2025 il Pil avanza di appena +0,1% congiunturale, mentre gli indicatori ad alta frequenza segnalano a ottobre un indebolimento diffuso dopo il rimbalzo di settembre. La dinamica resta sotto la media dell’area euro, con andamenti settoriali disomogenei.

La combinazione di volatilità internazionale e crescita interna fiacca implica minori margini per l’industria e i servizi esposti ai cicli globali. I canali di trasmissione più sensibili restano commercio estero, condizioni finanziarie e fiducia delle imprese. In assenza di shock positivi, la traiettoria per i prossimi mesi si configura prudente, con contributi selettivi dai comparti più competitivi e un ruolo cruciale delle politiche a sostegno della produttività.

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Indicatori interni: pil, lavoro e inflazione

Nel terzo trimestre 2025 il Pil registra un incremento congiunturale limitato (+0,1%), a conferma di una fase espansiva fragile rispetto alla media dell’area euro. Gli indicatori ad alta frequenza segnalano a ottobre un diffuso raffreddamento dell’attività dopo il recupero di settembre, con dinamiche divergenti tra i settori produttivi.

La fotografia del mercato del lavoro evidenzia a novembre un calo su base mensile dell’occupazione, pur con andamento positivo in termini tendenziali. La flessione congiunturale coinvolge le sole donne e tutte le classi d’età, tranne le 25-34enni. Tra settembre e novembre si osserva un lieve aumento medio degli occupati (+0,3%, circa +66 mila), mentre diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro.

Sul fronte dei prezzi, a dicembre l’IPCA segna una crescita tendenziale dell’1,2%, ben sotto il 2,0% dell’area euro. In base ai dati provvisori, l’inflazione del 2025 si attesta all’1,7% in Italia e al 2,1% nell’area euro, delineando un differenziale favorevole in termini di erosione del potere d’acquisto. Nel terzo trimestre aumenta il reddito reale delle famiglie, sostenuto dal rallentamento dei prezzi, con benefici attesi sulla tenuta dei consumi nel breve orizzonte.

Il quadro complessivo resta di crescita contenuta ma con segnali di resilienza: domanda interna in lieve ripresa reale, occupazione in moderato progresso su base trimestrale e inflazione sotto controllo rispetto ai partner europei.

Commercio estero e slancio del settore farmaceutico

Tra agosto e ottobre, gli scambi con l’estero mostrano un passo contenuto: export +0,3% e import +0,2% su base congiunturale, in un contesto di domanda globale irregolare. Nei primi dieci mesi, il profilo tendenziale resta positivo ma moderato: esportazioni +3,4% e importazioni +3,7%, con differenze rilevanti tra comparti e una performance complessiva inferiore alla media dell’area euro.

Il disallineamento settoriale è marcato: la manifattura tradizionale rallenta, mentre il farmaceutico traina l’interscambio nazionale. L’orientamento geografico delle vendite estere evidenzia un crescente peso dei mercati extra UE, funzionale a mitigare la debolezza intraeuropea.

Il settore farmaceutico vive una fase di forte accelerazione, nettamente superiore al manifatturiero: tra gennaio e ottobre 2025 l’export avanza in media del 33,7% e l’import del 44,6%, portando il peso sull’interscambio a oltre il 10%. Gli Stati Uniti diventano il principale partner commerciale, confermando il ruolo strategico dei mercati avanzati per la filiera italiana.

Decisiva la presenza di imprese multinazionali a controllo estero, che sostengono volumi, catene del valore e capacità di penetrazione sui mercati. La combinazione di investimenti, reti globali e specializzazione produttiva consolida il vantaggio competitivo del comparto, con ricadute positive su occupazione qualificata e bilancia commerciale.

FAQ

  • Qual è l’andamento recente dell’export italiano?
    Moderato: tra agosto e ottobre +0,3% congiunturale; +3,4% tendenziale nei primi dieci mesi del 2025.
  • Come si muove l’import nazionale?
    In lieve aumento: +0,2% congiunturale tra agosto e ottobre; +3,7% tendenziale nei primi dieci mesi.
  • Quale settore traina l’interscambio?
    Il farmaceutico, con export +33,7% e import +44,6% tra gennaio e ottobre 2025.
  • Qual è il peso del farmaceutico sull’interscambio?
    Oltre il 10%, in forte crescita rispetto alla media manifatturiera.
  • Qual è il principale partner per i prodotti farmaceutici italiani?
    Gli Stati Uniti, divenuti il primo mercato di destinazione.
  • Che ruolo hanno le multinazionali estere nel comparto?
    Determinante, grazie a investimenti, reti globali e spinta all’export.
  • Qual è la fonte giornalistica dei dati citati?
    Teleborsa, su Nota congiunturale Istat del 13-01-2026.
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