Donazione annullata, obbligo di restituzione ai genitori chiarito dalla legge
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Donazioni dei genitori ai figli: quando la legge impone la restituzione
Le donazioni dei genitori ai figli, specie se di importo elevato, non sono sempre irreversibili. In Italia, il trasferimento di somme importanti dal conto corrente richiede spesso un atto notarile, pena la nullità della donazione.
La recente sentenza n. 23868/2025 della Corte di Cassazione ha imposto a una donna la restituzione di 100.000 euro, ricevuti dai parenti mediante assegni circolari tratti da un conto cointestato.
Il caso, deciso a Roma nel 2025, chiarisce perché le donazioni bancarie ai figli o ad altri familiari possano essere annullate e quali errori formali le rendono giuridicamente inesistenti, con conseguente obbligo di restituzione verso gli eredi.
In sintesi:
- Le donazioni oltre il modico valore richiedono atto notarile, anche tra genitori e figli.
- La delega bancaria abilita ad operare per il titolare, non ad auto-donarsi il denaro.
- Donazioni irregolari possono essere annullate e le somme vanno restituite agli eredi.
- Gli altri eredi possono impugnare donazioni lesive delle quote di legittima.
Nel caso esaminato, una parente dei correntisti deceduti disponeva di una delega bancaria sul conto cointestato dei due coniugi.
I titolari avevano manifestato la volontà che il denaro restasse a lei; la donna ha quindi emesso assegni circolari a proprio favore per complessivi 100.000 euro, ritenendo di eseguire un semplice “regalo” voluto dai coniugi.
La Cassazione ha però stabilito che la delega consente di agire solo nell’interesse dei titolari, non di appropriarsi delle somme. In assenza di un atto pubblico notarile, la donazione di importo non modico è nulla e il denaro deve rientrare nell’asse ereditario, da distribuire tra tutti gli eredi secondo le regole di successione.
Perché il notaio è decisivo nelle donazioni di denaro ai figli
La pronuncia degli Ermellini ha chiarito che un’operazione bancaria non basta, da sola, a qualificare una donazione indiretta valida.
Quando la somma supera il cosiddetto “modico valore”, valutato in rapporto alle disponibilità economiche di genitori e figli, è indispensabile un atto pubblico con notaio e testimoni.
Senza questa forma solenne, la donazione è giuridicamente inesistente, anche se i genitori hanno espresso informalmente il proprio consenso, e le somme possono essere richieste indietro dagli eredi o considerate parte dell’eredità.
La delega bancaria non trasforma il delegato in proprietario delle somme: autorizza solo a compiere operazioni bancarie per conto degli intestatari.
Prelevare o trasferire denaro verso se stessi, senza titolo valido, può configurare abuso e, nei casi più gravi, responsabilità penale.
Nulla cambierebbe se al posto della parente vi fosse stata la figlia: il prelievo potrebbe, al più, essere considerato anticipo di eredità, ma resterebbe impugnabile in assenza di corretta formalizzazione. Per importi rilevanti è sempre opportuno ricorrere a un notaio, anche per prevenire liti tra fratelli e contestazioni giudiziarie future.
Quando i genitori o gli eredi possono chiedere la restituzione
La sentenza n. 23868/2025 offre lo spunto per riepilogare i casi in cui può essere richiesta la restituzione della donazione ai genitori.
Oltre alla nullità per mancanza di atto notarile su somme non modiche o beni immobili, la legge consente ai genitori-donanti di revocare la donazione per ingratitudine grave del figlio, o per sopravvenienza di un nuovo figlio che altera l’equilibrio successorio.
Gli altri eredi legittimari – ad esempio fratelli e sorelle del donatario – possono inoltre impugnare le donazioni che ledono le loro quote di legittima, chiedendo la riduzione delle liberalità eccedenti. Per evitare di tradire le proprie reali volontà e di aprire la strada a contenziosi familiari complessi, ogni trasferimento patrimoniale non modesto andrebbe pianificato con l’assistenza di un professionista esperto in successioni e donazioni.
FAQ
Serve sempre il notaio per donare soldi ai figli?
Sì, quando la somma non è di modico valore è obbligatorio l’atto pubblico notarile, pena la nullità della donazione.
La delega bancaria permette al delegato di tenersi i soldi?
No, la delega abilita solo ad operare per conto dell’intestatario. Appropriarsi delle somme senza titolo può integrare responsabilità civile e penale.
Gli altri figli possono contestare una donazione ricevuta da un fratello?
Sì, possono impugnarla se la donazione lede le quote di legittima, chiedendo la riduzione delle liberalità eccedenti.
Le somme donate senza notaio rientrano nell’eredità?
Sì, se la donazione è nulla le somme sono considerate parte dell’asse ereditario e vanno ripartite tra tutti gli eredi.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi giuridica?
L’analisi è stata elaborata sulla base di una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

