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Influenza K allerta in crescita, Bassetti indica il farmaco che abbrevia i sintomi senza paracetamolo

Influenza K allerta in crescita, Bassetti indica il farmaco che abbrevia i sintomi senza paracetamolo

22 Gennaio 2026

22 Gennaio 2026/Home/NEWS/Influenza K allerta in crescita, Bassetti indica il farmaco che abbrevia i sintomi senza paracetamolo

Influenza K, nuovo picco in arrivo. Bassetti: «Ecco il farmaco che riduce la durata dei sintomi, non è il paracetamolo»

Allerta contagi e numeri reali

I casi di influenza K risultano in lieve calo nelle ultime settimane secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute, con circa 773mila nuovi contagi nella finestra 5-11 gennaio e un totale di 8,4 milioni di italiani colpiti dall’inizio della sorveglianza. L’incidenza più alta resta tra i bambini 0-4 anni, fascia che tradizionalmente traina la circolazione dei virus respiratori.

Gli esperti del dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss avvertono che il presunto superamento del picco non è ancora confermato, perché la riapertura di scuole e attività dopo le festività potrebbe innescare una nuova risalita dei contagi. La mappa dell’intensità parla chiaro: livelli molto alti in Basilicata, alti in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, medi in Marche, Lazio, Molise e Puglia.

Per il virologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, le cifre sottostimano il fenomeno: il sistema basato sulle segnalazioni dei medici di medicina generale non intercetta la grande maggioranza dei malati che si curano a casa, alimentando l’illusione di un calo più consistente di quanto avvenga nella realtà.

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Rischio nuovo picco e ruolo del vaccino

Secondo Bassetti la curva epidemica si trova in una fase di plateau: l’onda di dicembre ha già toccato il livello massimo, ma la pressione su pronto soccorso e reparti resta elevata e i casi gravi non mancano. Lo scenario per febbraio non è rassicurante: non è escluso un nuovo picco, magari inferiore a quello di fine anno ma sufficiente a riportare i contagi su numeri molto alti.

Il rischio di reinfezione è concreto: chi ha già avuto influenza K può ammalarsi di nuovo, soprattutto se non vaccinato o con immunità in calo. La campagna vaccinale non è affatto chiusa: la protezione può ancora essere utile per i mesi di gennaio, febbraio e probabilmente marzo, con trascinamento dei casi fino ad aprile.

La raccomandazione degli infettivologi è di non abbassare la guardia nelle categorie fragili, anziani, cronici, immunodepressi e donne in gravidanza, per cui il vaccino rimane lo strumento cardine di prevenzione delle complicanze respiratorie e dei ricoveri, anche in presenza di un apparente rallentamento dei casi segnalati.

Farmaci: cosa funziona davvero

La gestione domestica dell’influenza K ruota spesso attorno a farmaci sbagliati o usati in modo scorretto. L’antibiotico, ribadisce Bassetti, è «mai e poi mai» indicato nelle forme non complicate: trova spazio solo in meno dell’1% dei casi, quando subentra una polmonite batterica documentata e il paziente viene ricoverato in ospedale. L’uso indiscriminato favorisce resistenze e non accelera la guarigione.

Il paracetamolo va assunto solo in presenza di febbre o dolore significativo e non a intervalli fissi ogni 6-8 ore: non riduce la durata dei sintomi, ha funzione esclusivamente sintomatica. Anche la presunta superiorità dell’ibuprofene rispetto al paracetamolo o al chetoprofene viene definita una «stupidaggine» priva di prove solide, mentre gli antinfiammatori in generale non abbreviano il decorso dell’influenza.

L’unico farmaco in grado di ridurre la durata della sintomatologia influenzale è l’antivirale orale oseltamivir, da valutare rapidamente dal medico soprattutto per soggetti fragili e forme ad alto rischio. Deve essere iniziato precocemente per massimizzare l’efficacia e non sostituisce la vaccinazione, che resta la principale arma di prevenzione.

FAQ

D: Che cos’è l’influenza K?
R: È una forma stagionale di influenza che sta colpendo milioni di italiani, con forte impatto su bambini e fasce fragili.

D: I casi stanno davvero diminuendo?
R: I dati ufficiali mostrano un calo, ma molti malati si curano a casa senza consultare il medico, perciò la riduzione reale potrebbe essere meno netta.

D: Può esserci un nuovo picco a febbraio?
R: Sì, secondo Matteo Bassetti non è esclusa una nuova risalita dei casi nel mese di febbraio, con ritorno a livelli molto elevati.

D: Chi ha già avuto influenza K può ammalarsi di nuovo?
R: Sì, è possibile una reinfezione, soprattutto se non ci si è vaccinati o se il sistema immunitario è indebolito.

D: L’antibiotico serve contro l’influenza?
R: No, salvo rare complicanze batteriche come la polmonite che richiedono ricovero e valutazione specialistica.

D: Il paracetamolo riduce la durata della malattia?
R: No, allevia febbre e dolore ma non accorcia il decorso dell’influenza K.

D: Qual è il farmaco che riduce la durata dei sintomi?
R: L’unico indicato in questo senso è l’antivirale orale oseltamivir, da usare su valutazione medica e il prima possibile.

D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le dichiarazioni sono attribuite a Matteo Bassetti come riportato da un articolo di cronaca sanitaria pubblicato su una testata online nazionale.

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