La notizia in sintesi
- MIT ed EPFL sviluppano un robot capace di nuotare e volare.
- Il dispositivo usa soltanto ali battenti, senza eliche o sistemi di trasformazione.
- La transizione dall’acqua all’aria avviene in meno di un secondo.
- L’obiettivo futuro è il monitoraggio autonomo di ecosistemi acquatici.
(Riassunto generato con AI)
Il robot di MIT ed EPFL tra acqua e aria
MIT ed EPFL hanno realizzato un robot ispirato agli uccelli subacquei, capace di immergersi, nuotare, riemergere e volare usando un unico sistema di ali battenti. Il dispositivo, dal peso di circa 250 grammi, è stato progettato per superare uno dei limiti più complessi della robotica bioispirata: il passaggio tra acqua e aria, ambienti con resistenze profondamente diverse. Secondo quanto riportato da New Atlas, la macchina non utilizza eliche, gambe né meccanismi dedicati alla trasformazione della struttura.
Il progetto prende come riferimento circa 100 specie di uccelli, tra cui gabbiani, pulcinella di mare e procellarie, che alternano immersioni e volo per cercare prede. Per i ricercatori, riprodurre questa capacità può offrire una piattaforma sperimentale utile sia per la robotica sia per lo studio del comportamento animale.
La sfida nasce dalla densità dell’acqua, circa 800 volte superiore a quella dell’aria: un robot deve quindi modificare efficacemente il proprio movimento senza cambiare apparato propulsivo.
Ali flessibili e condizioni decisive per il decollo
Il sistema sviluppato da MIT ed EPFL sfrutta ali flessibili e un controllo della velocità di battito. In immersione, le ali si piegano passivamente fino al 90%, riducendo il carico richiesto al motore e l’ampiezza effettiva del movimento. In volo, invece, il robot può arrivare a una frequenza di 11 Hz, mentre sott’acqua opera tra 0,1 e 6 Hz.
Il passaggio decisivo resta l’uscita dall’acqua: la macchina deve generare una spinta sufficiente al decollo usando solo le ali. I test indicano che il robot completa la transizione in meno di un secondo, attraverso 8-10 battiti d’ala, ma solo in presenza di parametri strutturali e dinamici precisi.
Le ali devono avere una rigidità intermedia: una struttura troppo rigida limiterebbe il movimento utile, una troppo morbida ridurrebbe la spinta. Conta anche la coda, che deve essere corta e collocata vicino al corpo, oltre a un angolo di uscita dall’acqua vicino ai 70 gradi.
Un’uscita troppo piatta aumenterebbe la resistenza della coda, mentre un’inclinazione eccessivamente verticale comprometterebbe l’equilibrio. Il risultato evidenzia quanto il confine tra progettazione meccanica e controllo del movimento sia determinante nei robot capaci di operare in più ambienti.
Dati ambientali e autonomia sono il prossimo obiettivo
Il robot può diventare uno strumento per studiare gli uccelli che si immergono e per raccogliere informazioni ambientali. Il team ipotizza che alcune specie riducano l’apertura alare in acqua soprattutto per aumentare la velocità, non soltanto per risparmiare energia. Robot e animali sembrano inoltre lavorare in un intervallo simile del numero di Strouhal, compreso fra 0,2 e 0,4.
Secondo i dati raccolti, oltre circa 15,5 metri il volo risulta energeticamente più efficiente del nuoto. Il sistema non è ancora autonomo: i test sono avvenuti con lanci manuali e timer o attivazioni programmate.
I prossimi sviluppi riguardano navigazione autonoma, funzionamento in acqua salata e maggiore autonomia operativa. Raphael Zufferey, professore associato di ingegneria meccanica al MIT, indica come scenario un robot lanciato da costa o imbarcazione, in grado di raggiungere aree marine, raccogliere dati e tornare in volo per trasmetterli.
FAQ
Quanto pesa il robot sviluppato da MIT ed EPFL?
Sì, il robot pesa circa 250 grammi ed è stato progettato con dimensioni simili a quelle di un uccello.
Il robot usa eliche per volare?
No, il dispositivo utilizza esclusivamente il battito delle ali e non impiega eliche, gambe o complessi meccanismi di trasformazione.
Quanto dura l’uscita del robot dall’acqua?
Sì, la transizione dall’acqua all’aria può completarsi in meno di un secondo mediante una sequenza di 8-10 battiti d’ala.
Quando volare è più efficiente del nuoto?
Sì, secondo i dati raccolti il volo diventa più efficiente dal punto di vista energetico per percorsi superiori a circa 15,5 metri.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui DigiTechNews – Digital | Technology | Learning.




