Chat Control approvata dal Parlamento europeo estesa la deroga alle norme Ue sulla privacy

Chat Control approvata dal Parlamento europeo estesa la deroga alle norme Ue sulla privacy

11 Marzo 2026

Proroga Ue sul rilevamento online di materiale pedopornografico

Il Parlamento europeo ha approvato a Strasburgo la proroga della deroga alle norme Ue sulla privacy che consente ai fornitori di servizi online di rilevare volontariamente materiale pedopornografico. Le misure, che sarebbero scadute il 3 aprile 2026, resteranno in vigore fino al 3 agosto 2027. L’estensione serve a garantire continuità al contrasto degli abusi sessuali sui minori online mentre proseguono i negoziati con i governi Ue per un quadro normativo permanente, noto come “Chat control”. La deroga mantiene limiti stringenti: non si applica alle comunicazioni con crittografia end-to-end e impone tecnologie mirate solo a contenuti già segnalati, per bilanciare sicurezza dei minori e diritti fondamentali degli utenti.

In sintesi:

  • Prorogata fino al 3 agosto 2027 la deroga Ue alla privacy per rilevare materiale pedopornografico online.
  • Approvazione con 458 voti favorevoli, 103 contrari e 63 astensioni al Parlamento europeo.
  • Esclusa la scansione delle comunicazioni crittografate end-to-end e dei soli dati di traffico.
  • Rilevamento limitato a contenuti già identificati o segnalati e a utenti ragionevolmente sospettati.

Come funziona la proroga e perché è cruciale per il “Chat control”

L’estensione della deroga, votata con 458 favorevoli, 103 contrari e 63 astensioni, preserva la possibilità per le grandi piattaforme digitali di individuare e segnalare contenuti di abuso sessuale su minori, senza introdurre nuovi obblighi generali di sorveglianza. Le misure restano volontarie e devono rimanere proporzionate.

Il testo approvato stabilisce che la scansione non può riguardare comunicazioni protette da crittografia end-to-end e non può combinare dati di traffico e dati di contenuto, per ridurre il rischio di sorveglianza di massa. La tecnologia di rilevamento potrà essere usata solo su contenuti già identificati come illegali o segnalati come potenzialmente abusivi da un utente, da un “segnalatore affidabile” o da un’organizzazione specializzata.

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Le misure dovranno essere mirate a singoli utenti o gruppi specifici ragionevolmente sospettati di essere collegati a materiale di abuso sessuale su minori, evitando controlli indiscriminati sull’intera base degli utenti.

Impatto sui diritti fondamentali e prossime mosse legislative Ue

La relatrice Birgit Sippel (S&D) ha ricordato che *“abbiamo la responsabilità di affrontare l’orrendo crimine dell’abuso sessuale sui minori salvaguardando al contempo i diritti fondamentali di tutti”*. La scelta di limitare la proroga ai soli contenuti già segnalati mira, ha spiegato, a garantire *“un quadro proporzionato che possa resistere al controllo giudiziario”* e a offrire *“una protezione sostenibile dei minori”* nel medio periodo.

Con il voto odierno il Parlamento europeo è pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio Ue per definire sia i dettagli tecnici della proroga sia, soprattutto, l’architettura del futuro regolamento permanente sul contrasto agli abusi sui minori online. Il confronto riguarderà l’equilibrio tra tutela dei minori, privacy, crittografia e responsabilità delle piattaforme.

FAQ

Quando scade la proroga Ue sul rilevamento di materiale pedopornografico?

La proroga approvata dal Parlamento europeo estende l’attuale deroga fino al 3 agosto 2027, sostituendo la precedente scadenza fissata al 3 aprile 2026.

Le chat crittografate end-to-end possono essere scansionate con questa deroga?

No, la normativa prorogata esclude esplicitamente le comunicazioni crittografate end-to-end, che non possono essere oggetto di scansione automatizzata per individuare materiale pedopornografico online.

Chi può segnalare contenuti di possibile abuso sessuale su minori?

Possono segnalare gli utenti, i cosiddetti “segnalatori affidabili” individuati dalle piattaforme e le organizzazioni specializzate che monitorano e contrastano gli abusi sessuali sui minori.

Le piattaforme online sono obbligate a effettuare i controlli sui contenuti?

No, le misure restano volontarie. I fornitori di servizi possono decidere di utilizzare tecnologie di rilevamento, purché rispettino i vincoli di proporzionalità, miratezza e tutela dei diritti fondamentali.

Qual è la fonte delle informazioni su questa decisione del Parlamento europeo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di notizie delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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