Governo Meloni in crisi sul caro benzina, svolta sugli extraprofitti energetici e richiesta di intervento Ue

Governo Meloni in crisi sul caro benzina, svolta sugli extraprofitti energetici e richiesta di intervento Ue

4 Aprile 2026

Governo Meloni, svolta sugli extraprofitti energetici in piena crisi bellica

Il governo di Giorgia Meloni, alle prese con crescita quasi zero, deficit elevato e pressione fiscale record, sostiene ora a Bruxelles una tassa europea sugli extraprofitti delle società energetiche.
La richiesta, firmata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti insieme ai colleghi di Spagna, Germania, Portogallo e Austria, arriva mentre la guerra in Iran innescata dagli Stati Uniti di Donald Trump spinge al rialzo i prezzi dei carburanti.

L’iniziativa punta a mostrare unità politica in Ue, a contenere l’inflazione e a finanziare misure temporanee di sostegno a famiglie e imprese senza aggravare i bilanci pubblici.
Il cambio di rotta dell’esecutivo italiano, storicamente ostile alla misura, si inserisce in un quadro macroeconomico definito fragile anche da Bankitalia, con rischio di crescita piatta nel 2026 se il conflitto dovesse protrarsi.

In sintesi:

  • Il governo Meloni sostiene ora una tassa Ue sugli extraprofitti delle società energetiche.
  • Cinque Paesi Ue chiedono un meccanismo comune per finanziare misure anti-carobenzina.
  • L’Italia cambia linea dopo avere in passato attenuato il prelievo voluto da Draghi.
  • Le opposizioni accusano l’esecutivo di scaricare i costi su famiglie e imprese.

Lettera dei cinque ministri Ue e cambio di linea italiano

Nella lettera al commissario europeo all’Economia Wopke Hoekstra, i cinque ministri affermano di aver “sostenuto e promosso misure per tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche” e sollecitano “uno strumento analogo a livello dell’Ue, fondato su una solida base giuridica”.

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L’obiettivo dichiarato è duplice: inviare un “messaggio chiaro” secondo cui chi trae vantaggio dalla guerra deve “fare la sua parte” e, al tempo stesso, raccogliere risorse per “misure temporanee di sostegno, in particolare per i consumatori”, contenendo l’inflazione senza nuovi oneri per i conti pubblici.

Il riferimento alla continuità politica contrasta con la storia recente italiana. La tassa sugli extraprofitti energetici fu introdotta dal governo Mario Draghi, ma applicata con risultati modesti di gettito. Il governo Meloni, pur prorogando il “contributo di solidarietà” nella prima manovra, ne ridusse di fatto l’impatto, rinunciando a oltre 400 milioni di euro su un gettito atteso di 2,5 miliardi per alleggerire il carico sulle aziende del settore.

Accise, opposizioni e rischi futuri per famiglie e imprese

Nonostante il nuovo fronte europeo sugli extraprofitti, la presidente del Consiglio e i partiti di maggioranza hanno finora respinto ogni richiesta interna di rafforzare il prelievo, avanzata ripetutamente da Pd, M5s e Verdi-Sinistra.

Il decreto sulle accise sta producendo risultati limitati: i prezzi alla pompa restano vicini ai livelli precedenti il conflitto in Medio Oriente, erodendo l’efficacia del taglio temporaneo.

Il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli accusa l’esecutivo di scaricare i costi della guerra su cittadini e imprese: *“Invece di tassare gli extraprofitti delle società energetiche, che in tre anni e mezzo hanno conseguito utili per oltre 70 miliardi di euro, fanno pagare la crisi a famiglie e imprese, non a chi si sta arricchendo”*.

Secondo Bonelli, la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio, dal costo di circa 500 milioni, viene coperta “in parte dall’aumento dell’Iva – quindi dalle tasche degli italiani – e in parte da risorse ETS e CO2 che dovrebbero finanziare la transizione energetica”, compromettendo una strategia strutturale sulle rinnovabili e sull’autonomia energetica nazionale.

FAQ

Che cosa prevede la nuova proposta Ue sugli extraprofitti energetici?

La proposta prevede una tassa europea coordinata sugli extraprofitti delle società energetiche per finanziare misure temporanee di sostegno ai consumatori e contenere l’inflazione senza aumentare il deficit nazionale.

Quali Paesi sostengono la tassa europea sugli extraprofitti?

Sostengono la misura Italia, Spagna, Germania, Portogallo e Austria, rappresentando un fronte trasversale tra governi di centrodestra, centrosinistra e larghe intese.

Come aveva applicato l’Italia la tassa sugli extraprofitti in passato?

In passato l’Italia, con il governo Draghi, introdusse un contributo straordinario sugli extraprofitti energetici, poi attenuato dal governo Meloni, che ha ridotto il gettito atteso di oltre 400 milioni.

In che modo il taglio delle accise sui carburanti viene finanziato?

Il taglio fino al 1° maggio viene finanziato con circa 500 milioni, coperti in parte da aumento dell’Iva e in parte da risorse ETS e CO2 destinate alla transizione energetica.

Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa notizia economica?

La notizia deriva da una elaborazione congiunta di informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente verificate e rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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