Flock Safety propose di usare 350mila veicoli per leggere le targhe

9 Agosto 2026

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La notizia in sintesi

  • Flock Safety ha proposto una rete mobile di lettura targhe.
  • Il piano coinvolgeva potenzialmente conducenti Uber, Lyft e delivery.
  • La partnership con Nexar, secondo l’azienda, non è stata realizzata.
  • Il documento è stato ottenuto da 404 Media tramite atti pubblici.

(Riassunto generato con AI)

Flock Safety e l’ipotesi delle dashcam mobili

Flock Safety, società che gestisce una rete nazionale di lettori automatici di targhe, avrebbe proposto di trasformare centinaia di migliaia di veicoli di conducenti Uber, Lyft e servizi di consegna in un’estensione mobile del proprio sistema di sorveglianza. Il progetto emerge da una presentazione aziendale ottenuta da 404 Media, che descriveva l’installazione di dashcam capaci di rilevare targhe durante gli spostamenti sulle strade.

L’ipotesi era rivolta in particolare alla Georgia, dove il materiale fu mostrato all’ufficio del procuratore generale statale e successivamente acquisito, tramite richiesta di documenti pubblici, da un residente. La finalità indicata nella presentazione era ampliare la raccolta di dati oltre le telecamere fisse, normalmente installate su pali, attività commerciali e aree gestite da associazioni di proprietari.

Secondo il giornalista Joseph Cox di 404 Media, il documento offre un’indicazione concreta della portata che Flock Safety puntava a raggiungere. L’azienda ha tuttavia dichiarato alla testata che l’accordo con Nexar non è mai entrato in vigore.

Il progetto con Nexar e la portata prevista

La presentazione era incentrata su una possibile collaborazione con Nexar, produttore di dashcam già destinate a conducenti di ridesharing e pendolari. Le videocamere installate a bordo avrebbero potuto leggere le targhe lungo i percorsi effettuati dai veicoli, creando una copertura dinamica e non limitata a punti fissi della viabilità.

Joseph Cox riferisce che 404 Media aveva già rivelato l’esistenza della partnership pianificata nell’anno precedente, attraverso fonti separate. Il nuovo documento mostrerebbe però che Flock Safety stava presentando attivamente l’operazione a potenziali clienti nello stesso periodo.

Le stime contenute nel materiale citavano circa 350mila dispositivi riconducibili a conducenti Uber, Lyft e ad altri operatori delle consegne. Tale bacino si sarebbe aggiunto alla copertura già disponibile attraverso aziende e associazioni residenziali in Georgia.

Resta un punto centrale di trasparenza: non è chiaro, secondo quanto riportato da 404 Media, se Uber, Lyft o gli stessi autisti sarebbero stati informati della raccolta dei dati. Uber, Lyft e Nexar non hanno risposto alle richieste di commento della testata.

Il caso si inserisce nella più ampia ricerca di nuove fonti informative da parte di Flock Safety. La proposta evidenzia come l’eventuale uso di veicoli privati o commerciali possa modificare radicalmente l’estensione geografica di una rete di rilevamento targhe.

Le implicazioni sulla raccolta dei dati stradali

Il progetto non realizzato non equivale a una rete già operativa, ma chiarisce l’ambizione di affiancare alle infrastrutture fisse strumenti capaci di raccogliere dati in movimento. La distinzione è rilevante: una presentazione commerciale documenta una proposta, non la sua effettiva applicazione.

Il contesto richiamato da 404 Media comprende una violazione di sicurezza che ha esposto numerosi filmati dei clienti Nexar, inclusi video vicino a siti militari sensibili. La testata ha inoltre riferito di un progetto poi abbandonato per collegare targhe a persone specifiche usando informazioni trapelate.

Un precedente citato riguarda BusPatrol, azienda che installa telecamere sugli scuolabus e condivide i dati risultanti con la polizia. La possibile evoluzione futura riguarda quindi il confine tra sicurezza, mobilità connessa, consenso degli autisti e conoscibilità delle finalità di raccolta.

FAQ

Che cosa prevedeva il piano di Flock Safety?

Sì, prevedeva dashcam sui veicoli per rilevare targhe durante i percorsi e ampliare la rete oltre le telecamere fisse.

Quanti dispositivi potevano essere coinvolti?

Sì, la presentazione citava circa 350mila dispositivi associati a conducenti Uber, Lyft e altri servizi di consegna.

L’accordo tra Flock Safety e Nexar è attivo?

No, Flock Safety ha dichiarato a 404 Media che l’accordo con Nexar non è mai stato implementato.

Gli autisti sarebbero stati informati della raccolta?

No, non è chiaro se Uber, Lyft o i loro conducenti avrebbero saputo della raccolta di questi dati.

Come è stata verificata questa ricostruzione?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Mashable e 404 Media.

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