Fincantieri testa sistemi digitali e autonomi nell’esercitazione Nato nel Leccese

13 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Fincantieri ha testato sistemi digitali per la difesa multi-dominio.
  • Le prove si sono svolte a Torre Veneri e su unità navali.
  • Validati radar, droni, comando e controllo e connettività satellitare.
  • L’iniziativa rientra nella Task Force X della Nato.

(Riassunto generato con AI)

Fincantieri testa l’interoperabilità per la difesa

Fincantieri ha partecipato con successo alle sperimentazioni operative Task Force X – Central Mediterranean, iniziativa della Nato dedicata alle capacità digitali e autonome per la difesa del futuro. Le attività si sono svolte al Poligono di Torre Veneri, in provincia di Lecce, e a bordo delle navi coinvolte nella campagna della Marina Militare, secondo quanto reso noto il 13 luglio.

Il gruppo ha contribuito alla validazione di architetture per Comando, Controllo e Comunicazione multi-dominio, con l’obiettivo di collegare reti digitali, sensori avanzati e sistemi senza equipaggio. Il programma è promosso dall’Allied Command Transformation della Nato e guidato internazionalmente dallo Stato Maggiore della Difesa.

Alla dimostrazione hanno preso parte i vertici della Difesa e, per Fincantieri, l’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero, il direttore generale della Divisione Navi Militari Eugenio Santagata e l’amministratore delegato di Fincantieri NexTech Alessandro Concialini.

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Piattaforma digitale, droni e radar nelle prove

Il fulcro tecnologico della sperimentazione è stata la Foundational Digital Platform di Fincantieri NexTech, infrastruttura sulla quale sono stati eseguiti i software specialistici impiegati durante le prove. La piattaforma punta a riunire in una stessa architettura interoperabile navi, sistemi di comando e controllo, comunicazioni terrestri e satellitari, sensori e mezzi autonomi.

Tra le capacità validate figurano il sistema di Command & Control IMPERIO, il veicolo di superficie senza equipaggio Raptor, il velivolo UAV X-VTOL e l’Underwater Management System per la gestione dei droni. Sono stati inoltre impiegati il Cyber Range navale e software per la consapevolezza situazionale.

Le prove hanno incluso tecnologie Non Terrestrial Network, basate su connessioni 5G e satellitari in orbita media e bassa. Questo elemento è rilevante perché le operazioni multi-dominio richiedono continuità di collegamento tra unità navali, assetti terrestri, piattaforme autonome e sensori distribuiti.

Particolare attenzione è stata dedicata a OMEGA360, radar digitale 4D in banda X con copertura a 360 gradi. Il sistema è stato utilizzato in una catena Counter-UAS, dalla rilevazione e classificazione della minaccia fino alla neutralizzazione, sia in scenario navale sia terrestre.

Le fonti indicano che il radar ha completato le fasi previste della reazione operativa e ha mostrato capacità di integrazione con architetture aperte di comando e controllo, piattaforme autonome e sistemi intercettori.

Il valore operativo della sperimentazione

La sperimentazione rafforza il posizionamento di Fincantieri come integratore di sistemi per la difesa, in un settore nel quale l’efficacia non dipende dal singolo mezzo ma dalla capacità di condividere dati e coordinare assetti diversi. La Task Force X – Central Mediterranean ha infatti concentrato le prove sull’impiego congiunto di capacità che vanno dall’ambiente subacqueo allo spazio.

Il passaggio successivo sarà tradurre gli esiti delle dimostrazioni in soluzioni utilizzabili in contesti operativi, mantenendo interoperabili piattaforme, reti e sistemi autonomi. Le verifiche condotte con la Marina Militare offrono un banco di prova realistico per questa evoluzione.

FAQ

Dove si sono svolte le sperimentazioni?

Sì, le attività si sono svolte al Poligono di Torre Veneri, nel territorio di Lecce, e a bordo delle unità navali impegnate nella sperimentazione.

Chi promuove Task Force X Central Mediterranean?

Sì, l’iniziativa è promossa dall’Allied Command Transformation della Nato ed è guidata a livello internazionale dallo Stato Maggiore della Difesa.

Quali droni sono stati testati?

Sì, tra i sistemi validati compaiono il veicolo di superficie senza equipaggio Raptor, il velivolo UAV X-VTOL e l’Underwater Management System per droni.

Che cos’è il radar OMEGA360?

Sì, OMEGA360 è un radar digitale 4D in banda X, con copertura a 360 gradi, destinato a individuare, tracciare e classificare minacce aeree e di superficie.

Come sono state verificate queste informazioni?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Affaritaliani.it e Agenzia ANSA.

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