La notizia in sintesi
- La truffa ClickFix imita CAPTCHA per indurre l’esecuzione di comandi.
- La combinazione Windows più R apre la finestra Esegui di Windows.
- Microsoft collega campagne ClickFix alla diffusione di Lumma Stealer.
- Un CAPTCHA autentico non richiede mai comandi di sistema.
Riassunto generato con AI
Falsi CAPTCHA, il rischio della truffa ClickFix
ClickFix è una tecnica di frode informatica che sfrutta falsi CAPTCHA per convincere gli utenti di Windows a eseguire comandi potenzialmente dannosi sul proprio computer. La pagina malevola, che può comparire nelle ultime ore su siti compromessi, annunci manipolati, risultati di ricerca o messaggi di phishing, simula una verifica “verifica che sei umano” e suggerisce di premere Windows + R, incollare un testo con Ctrl + V e confermare con Invio.
Il meccanismo è pericoloso perché trasforma una normale abitudine di sicurezza in un’azione che avvia istruzioni nel sistema operativo. Non è necessariamente coinvolta una vulnerabilità del browser: è l’utente, ingannato dalla procedura mostrata, ad autorizzare un comando che il sistema considera legittimo.
Un CAPTCHA reale richiede invece interazioni nella pagina, come selezionare immagini, riconoscere caratteri o spuntare una casella. Non chiede mai di aprire la finestra Esegui, PowerShell, il terminale o altri strumenti del sistema.
Come agisce la procedura fraudolenta
Nel modello ClickFix, il sito contraffatto prepara preventivamente un comando negli appunti e guida la vittima passo dopo passo. Windows + R apre Esegui, Ctrl + V inserisce il contenuto e Invio ne determina l’avvio: l’utente può quindi non leggere affatto l’istruzione prima dell’esecuzione.
Il comando può scaricare infostealer, trojan o strumenti di controllo remoto, con l’obiettivo di sottrarre dati oppure mantenere la persistenza sul dispositivo. La tecnica può usare componenti legittimi di Windows, inclusi PowerShell, mshta.exe e curl.exe, per recuperare script, scaricare payload o lanciare ulteriori programmi.
Questo elemento rende l’attacco diverso dal classico download riconoscibile: l’impiego di strumenti già presenti nel sistema può ridurre l’efficacia di alcuni controlli basati sulla sola analisi dei file. Microsoft ha associato campagne ClickFix alla distribuzione di Lumma Stealer e di altri malware capaci di sottrarre informazioni.
Il falso CAPTCHA è soltanto uno dei possibili pretesti. La schermata può anche sostenere che il browser presenti un errore, che occorra un aggiornamento o che un problema tecnico impedisca la visualizzazione del contenuto.
La regola pratica per evitare l’inganno
La verifica decisiva è semplice: un CAPTCHA non richiede mai di premere Windows + R, incollare testo nel sistema operativo o avviare comandi. Lo stesso criterio vale per avvisi che invitano a usare PowerShell o il terminale per risolvere un presunto errore del browser.
Se compare una procedura simile, la scelta più sicura è chiudere la scheda senza seguire le istruzioni. In presenza di servizi bancari o carte di pagamento, occorre contattare direttamente l’istituto e verificare le transazioni.
Comportamenti anomali persistenti del dispositivo possono rendere necessario l’intervento di un professionista o il ripristino completo del sistema. Nel 2026, inoltre, Microsoft ha documentato CrashFix, variante che provoca deliberatamente un malfunzionamento per proporre una falsa soluzione.
FAQ
Che cos’è la truffa ClickFix?
Sì, è una frode che usa schermate false per indurre l’utente a eseguire comandi e installare potenziale malware.
Un CAPTCHA può chiedere Windows più R?
No, un CAPTCHA autentico richiede interazioni nella pagina e non l’apertura della finestra Esegui di Windows.
Cosa può scaricare il comando incollato?
Può scaricare infostealer, trojan o strumenti di controllo remoto, secondo la procedura descritta per le campagne ClickFix.
Dove può apparire un falso CAPTCHA?
Può comparire su siti compromessi, annunci pubblicitari manipolati, risultati di ricerca oppure messaggi di phishing.
Come è stata verificata questa informazione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui ilsoftware.it.



