La notizia in sintesi
- Myspace valuta un nuovo rilancio senza indicare una data.
- I proprietari Tim e Chris Vanderhook confermano il progetto.
- Il mercato è dominato da feed algoritmici, video brevi e grandi piattaforme.
- Analisti vedono opportunità nella nostalgia, ma ostacoli per utenti e inserzionisti.
(Riassunto generato con AI)
Myspace prepara un possibile ritorno
Myspace, il social network fondato nel 2003 da Tom Anderson e Chris DeWolfe, potrebbe tornare online con un nuovo rilancio, ma senza una tempistica definita. Nelle ultime ore, i proprietari Tim Vanderhook e Chris Vanderhook, cofondatori di Viant Technology, hanno confermato l’intenzione nel documentario Myspace, diretto da Tommy Avalone.
I fratelli Vanderhook, che hanno acquisito la piattaforma nel 2011, sostengono di voler attendere il momento giusto. Il progetto nasce dalla forza di un marchio ancora riconoscibile, legato ai primi anni dei social, ma dovrà confrontarsi con un ecosistema profondamente cambiato.
Secondo quanto riportato da CNBC, la sfida non è tornare a competere direttamente con i giganti del settore: riguarda piuttosto la capacità di proporre un prodotto credibile, utile e sostenibile in un mercato già saturo.
Nostalgia, inserzionisti e utenti: le sfide
Nel 2008 Myspace registrava 115 milioni di visitatori mensili ed era il sito social più popolare al mondo, prima di essere superato rapidamente da Facebook. Il precedente tentativo di modernizzazione non ha prodotto i risultati sperati: Tim Vanderhook ha parlato nel documentario di un assalto di perdite, mentre Chris Vanderhook ha quantificato le perdite in poco più di 150 milioni di dollari.
Per Kate Winick, principal analyst di Forrester, l’interesse per il ritorno riflette la nostalgia per un’epoca in cui gli algoritmi avevano un peso minore. La stessa analista segnala una domanda crescente di esperienze social più piccole e private, come Substack e le community su Discord.
Tuttavia, un’interfaccia ispirata agli anni Duemila rischia di apparire laboriosa a utenti abituati alla semplicità di TikTok e Instagram, piattaforma di Meta. Il rilancio dovrebbe quindi conciliare personalizzazione, scoperta dei contenuti e fruizione rapida, senza trasformare la nostalgia in un limite di usabilità.
Jamie MacEwan, senior research analyst di Enders, evidenzia un punto decisivo: Myspace dovrà convincere gli inserzionisti, che sulle grandi piattaforme dispongono già di metriche consolidate. Le piccole e medie imprese, osserva, tendono infatti a investire sui canali dove sono già presenti.
Un rilancio possibile, ma non immediato
Il precedente di nuove piattaforme suggerisce prudenza. Noplace è arrivata al primo posto dell’App Store nel giorno del lancio, per poi uscire dalla lista delle app più scaricate il giorno successivo. Bluesky, nata come alternativa a Twitter di Elon Musk, ha raccolto 100 milioni di dollari nel round Series B dell’aprile 2025, ma ha registrato un calo degli utenti mobili attivi giornalieri.
Per Myspace, la conseguenza più concreta è che il richiamo del brand può favorire l’attenzione iniziale, non garantire permanenza e ricavi. La sostenibilità dipenderà dalla capacità di generare contenuti e coinvolgimento senza inseguire il modello dei social dominanti.
FAQ
Quando sarà rilanciato Myspace?
Sì, il rilancio è stato annunciato dai fratelli Vanderhook, ma non è stata comunicata alcuna data o calendario operativo.
Chi possiede oggi Myspace?
Sì, Tim Vanderhook e Chris Vanderhook possiedono Myspace dal 2011, dopo l’acquisizione della piattaforma.
Perché Myspace perse contro Facebook?
Sì, Myspace fu superata da Facebook; secondo Kate Winick, tra i limiti storici vi fu la difficoltà di attrarre utenti più adulti.
Quale modello può rendere sostenibile Myspace?
Sì, la sostenibilità richiede utenti attivi, contenuti capaci di trattenere attenzione e inserzionisti disposti a investire su una piattaforma pubblicitaria più piccola.
Quali fonti confermano l’analisi sul rilancio?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui CNBC.



