L’intelligenza artificiale sta entrando nelle nostre vite in maniera importante. Qualcosa che riguarda non solo un utilizzo che potremmo definire “positivo” – e in quanto tale legale – ma anche “negativo”, a fronte della diffusione di frodi online sempre più sofisticate.
È in questo contesto che si inserisce un fenomeno quale il deepfake e la sua adozione malevola nel ramo finanziario. In questo articolo analizziamo cos’è e quali sono i rischi, ma per chi volesse approfondire è possibile consultare questa guida ai deepfake di Experian, realtà rinomata su scala mondiale per le sue soluzioni inerenti una gestione dei dati efficace.
Deepfake: la definizione del Garante della Privacy
Per illustrare nel modo più corretto possibile cosa sono i deepfake generati con l’AI riportiamo la definizione del Garante della Privacy:
“I deepfake sono foto, video e audio creati grazie a software di intelligenza artificiale (AI) che, partendo da contenuti reali (immagini e audio), riescono a modificare o ricreare, in modo estremamente realistico, le caratteristiche e i movimenti di un volto o di un corpo e a imitare fedelmente una determinata voce.”
Il Garante mette in guardia in merito agli usi malevoli correlati a questa tecnologia così sofisticata, precisando che risultano “sempre più frequenti” alla luce della diffusione di software e app fruibili in maniera piuttosto semplice, anche attraverso lo smartphone.
Quali sono i rischi in ambito finanziario
I deepfake possono essere utilizzati per commettere diverse tipologie di frode nel settore finanziario. Ecco alcuni esempi:
- indurre i dipendenti delle aziende ad autorizzare bonifici;
- aprire conti correnti con documenti falsificati;
- aggirare le procedure di verifica dell’identità (Know Your Customer);
- nei casi più gravi, sottrarre l’identità digitale di una persona.
Inoltre, è bene essere consapevoli del fatto che una volta aperto un varco nel sistema di sicurezza è facile che diventi più ampio, dal momento che ne viene compromessa la sicurezza.
Ciò implica che uno dei rischi maggiori dei deepfake con l’AI risiede nel fatto che la singola minaccia può avere conseguenze importanti nell’immediato ma anche nel medio-lungo periodo.
Come affrontare i deepfake: le indicazioni della Banca d’Italia
La definizione della Banca d’Italia a proposito dei deepfake è ancora più esplicita sulla natura malevola di questa tecnologia:
“I deepfake sono le contraffazioni del mondo digitale: rappresentazioni multimediali di eventi falsificate o artefatte attraverso tecniche di intelligenza artificiale.”
La Banca d’Italia precisa, in un report pubblicato a febbraio 2022, che la tutela giuridica vigente spesso non è sufficientemente efficace come misura di contrasto, questo anche per via della natura alquanto versatile dei deepfake con l’AI: un approccio giuridico unitario quale quello attuale non rappresenta l’opzione migliore.
Tra le pratiche efficaci vengono segnalate il fact-checking e il debunking, così come l’aggiornamento dei Termini di Servizio e l’introduzione di misure di prevenzione nel segno della cybersecurity. Queste coadiuvano nell’intervenire in maniera repentina, individuando il fenomeno ai primi segnali.
Individuare i contenuti sintetici: perché non è scontato
Individuare i contenuti sintetici con precisione non è assolutamente scontato, anzi, è una delle difficoltà maggiori: l’uso dell’AI rende i deepfake particolarmente sofisticati e complessi, molto simili a contenuti reali, all’originale insomma.
Pertanto, è proprio questa difficoltà a riconoscere un falso dall’originale a rendere complesse le pratiche di prevenzione. C’è poi il nodo della privacy, che rimane un bene prezioso da tutelare. La Banca d’Italia non ha dubbi: non basta soltanto una misura per tutelarsi dai deepfake. Un discorso che vale ancora di più per le aziende: i soggetti per i quali le conseguenze appaiono più rilevanti.

