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Credito di 666 milioni per la Svizzera nei programmi di ricerca europei confermato ufficialmente

Credito di 666 milioni per la Svizzera nei programmi di ricerca europei confermato ufficialmente

4 Giugno 2025

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Credito di 666 milioni per la partecipazione ai programmi UE

La Svizzera ha ottenuto l’approvazione di un credito supplementare di 666 milioni di franchi destinato a finanziare la partecipazione al programma quadro europeo di ricerca e innovazione, che include Orizzonte Europa. Questo stanziamento, richiesto dal Consiglio federale e approvato dal Parlamento, permette di assicurare ai ricercatori svizzeri l’accesso ai bandi europei a partire dal 2025, garantendo così la continuità e l’efficacia della collaborazione scientifica transnazionale. La misura rientra nel quadro dell’accordo provvisorio EUPA, che consente alla Svizzera di consolidare la propria posizione all’interno dei programmi comunitari strategici in ambito di ricerca, innovazione ed economia digitale.

Il credito riconosciuto si inserisce nelle risorse 2025 della Confederazione ed è funzionale a coprire gli obblighi finanziari derivanti dall’applicazione provvisoria dell’accordo sui programmi UE, attiva dall’inizio del prossimo anno. Il Consiglio federale ha sottolineato come questa partecipazione sia cruciale per i centri di ricerca nazionali e per il settore industriale, favorendo la competitività e l’innovazione tecnologica del Paese. L’adozione del credito testimonia l’impegno svizzero nella cooperazione europea nonostante le difficoltà negoziali degli ultimi anni.

Posizioni parlamentari e dibattito sul finanziamento

Il dibattito parlamentare sul finanziamento ha evidenziato posizioni divergenti tra le forze politiche, riflettendo le preoccupazioni circa l’impatto e la sostenibilità di questo investimento. La maggioranza dei deputati ha manifestato pieno sostegno al credito, riconoscendo l’importanza di assicurare ai ricercatori svizzeri un accesso senza soluzione di continuità ai programmi UE, elemento ritenuto fondamentale per il progresso scientifico e le opportunità economiche che ne derivano.

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Contrariamente, l’UDC si è mostrata scettica, sollevando dubbi sulla compatibilità del finanziamento con il principio del freno all’indebitamento e mettendo in discussione l’effettiva necessità di questo stanziamento. Andreas Gafner (UDC/BE) ha evidenziato come le soluzioni transitorie adottate finora, con il sostegno diretto ai ricercatori nazionali invece dei contributi all’UE, abbiano garantito risultati positivi, suggerendo di proseguire su questa linea in attesa di un esito favorevole del voto popolare sugli accordi con Bruxelles.

È stato inoltre rimarcato che l’associazione formale ai programmi europei dipende dall’esito dell’espressione referendaria sulla nuova intesa con l’UE, con il rischio, in caso di esito negativo, di esclusione dai progetti comunitari, situazione già vissuta in passato nel 2014. Tuttavia, la maggioranza ha respinto la proposta di cancellazione del credito con 120 voti contro 65, sottolineando l’urgenza di garantire immediatamente la piena partecipazione dei ricercatori svizzeri per preservare la competitività e sfruttare le potenzialità offerte dal programma quadro europeo, a prescindere dalle incertezze politiche future.

Altre aggiunte al preventivo 2025 della Confederazione

Oltre all’approvazione del credito aggiuntivo per la partecipazione ai programmi europei di ricerca, il Parlamento ha validato altre modifiche importanti al preventivo federale 2025. Tra queste, spiccano gli stanziamenti dedicati alle spese di funzionamento di Agroscope, che ammontano a 3,25 milioni di franchi. Questi fondi sono essenziali per sostenere le attività istituzionali dell’ente, garantendo continuità e qualità nelle ricerche agroalimentari e ambientali condotte in Svizzera.

Ulteriori risorse sono state assegnate per incentivi alla produzione vegetale, con un ammontare di 2,1 milioni, finalizzato a promuovere pratiche agricole sostenibili e innovative, in linea con gli obiettivi di sviluppo rurale e tutela ambientale. Anche il contributo per il Consiglio d’Europa a Strasburgo è stato incrementato, con 1,8 milioni stanziati per il 2025, a conferma dell’impegno svizzero nel rafforzamento della cooperazione internazionale e nella tutela dei diritti umani a livello continentale.

Questi adeguamenti finanziari rappresentano un rafforzamento della struttura di supporto istituzionale e della partecipazione svizzera in ambito europeo e multilaterale, integrando così le risorse destinate alla ricerca con interventi mirati nei settori agricolo e diplomatico. La decisione unanime di approvare queste aggiunte conferma la volontà di assicurare un bilancio federale equilibrato e orientato alle priorità strategiche del Paese.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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