Se vorranno assicurarsi il Paradiso, i fedeli di Maometto dovranno fare a meno di WhatsApp e Skype, almeno per il mese dedicato al Ramadan. Le autorità sono in contatto con le piattaforme per far sì che si adeguino ai provider locali dell’Arabia Saudita.
La stretta on line è già iniziata la scorsa settimana, quando è stato sospeso l’accesso a Viber, l’applicazione che consente di effettuare chiamate, spedire messaggi e condividere file gratuitamente. Non si era piegata alla richiesta del governo saudita di installare un server locale che permetta alle autorità di monitorare le attività degli utenti.
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