La notizia in sintesi
- Oscar Cedrangolo torna sul caso Garlasco e contesta un indizio della condanna.
- Il dibattito a Zona Bianca riapre questioni su perizie, testimonianze e alibi.
- Alberto Stasi resta condannato definitivamente, mentre Andrea Sempio è indagato.
- Le nuove verifiche mantengono aperti interrogativi sull’omicidio di Chiara Poggi.
Riassunto generato con AI
Cedrangolo riaccende il dibattito sul caso Garlasco
Il caso Garlasco, relativo all’omicidio di Chiara Poggi, è tornato al centro del confronto pubblico nelle ultime ore attraverso le dichiarazioni dell’ex procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, ospite di Zona Bianca. L’ex magistrato, che nel 2015 aveva chiesto l’annullamento della condanna di Alberto Stasi, ha definito un “travisamento processuale” l’ipotesi secondo cui Stasi avrebbe tentato di presentare il delitto come un incidente domestico.
Il confronto televisivo, guidato da Giuseppe Brindisi, si è svolto mentre l’indagine su Andrea Sempio continua a produrre verifiche su elementi indiziari, testimonianze e spostamenti. Il punto centrale resta la tenuta delle ricostruzioni processuali: la discussione non modifica la condanna definitiva di Stasi, ma evidenzia quanto il fascicolo continui a generare letture divergenti.
Per Cedrangolo, il giudice di legittimità deve attenersi agli atti processuali e non al dibattito mediatico. L’ex Pg ha inoltre richiamato l’attenzione sulla deposizione di Muschitta, sottolineando che non sarebbe stato chiarito cosa accadde durante l’ora di sospensione tra la prima dichiarazione e la successiva ritrattazione.
Perizie, impronte e scontrino: i nodi ancora aperti
Nel dibattito è stata esaminata anche la perizia Testi, considerata uno degli elementi dell’accusa nella prima indagine. Lo psicologo e criminologo Marco Strano ha criticato il modello usato per valutare la camminata di Stasi nella villetta, sostenendo che non avrebbe considerato la reazione individuale davanti a tracce di sangue.
L’avvocato Bocellari, però, ha distinto la discussione sulla camminata dalla circostanza che Stasi avrebbe calpestato sangue. Secondo il legale, i tempi di essiccazione avrebbero dato risultati analoghi alla consulenza Varetto-Rubino; l’antropologo forense Francesco Maria Galassi ha aggiunto che la perizia non risponde alla domanda sull’identità dell’assassino e che non vede prove biologiche dirette di colpevolezza.
In studio, con De Rensis, Liborio Cataliotti, Bernardini De Pace, Umberto Brindani, Stefano Zurlo e Piero Colaprico, è riemerso anche il tema dello scontrino del parcheggio collegato all’alibi di Sempio. Restano oggetto di domande i tempi di percorrenza verso Vigevano, l’aggancio alle celle telefoniche di Garlasco e il ruolo del pompiere Bugada.
Le verifiche sui campi e il rischio dell’irrisolto
La difesa di Sempio, rappresentata anche da Taccia e Cataliotti, sta effettuando sopralluoghi nell’area retrostante la villetta, tra campi e rovi, ipotizzata dagli inquirenti come possibile via di fuga. Tra gli aspetti citati figura anche una bicicletta nera abbandonata, segnalata da un testimone e indicata come elemento non approfondito.
La criminologa Roberta Bruzzone ha prospettato il rischio che il caso resti irrisolto. L’ex legale Massimo Lovati ha invece avanzato una personale lettura legata a una possibile esecuzione, ma si tratta di un’ipotesi non accertata.
FAQ
Cosa ha detto Oscar Cedrangolo sul caso Garlasco?
Sì, Cedrangolo ha contestato l’ipotesi dell’incidente domestico, definendola una bufala e un travisamento processuale.
Alberto Stasi è ancora condannato definitivamente?
Sì, Alberto Stasi è l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Perché Andrea Sempio è al centro delle verifiche?
Sì, l’indagine valuta elementi indiziari citati dalle fonti, inclusi impronta 33, Dna sotto le unghie e alibi.
La perizia Testi identifica l’assassino?
No, secondo Francesco Maria Galassi la perizia valuta la probabilità del racconto di Stasi, non l’identità dell’omicida.
Come sono state verificate queste informazioni?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Affaritaliani.it e iO Donna.




