Carlomagno mistero sul presunto rogo del corpo, l’avvocato ribalta la ricostruzione e apre nuovi interrogativi

Carlomagno mistero sul presunto rogo del corpo, l’avvocato ribalta la ricostruzione e apre nuovi interrogativi

23 Gennaio 2026

Carlomagno, l’avvocato smentisce il rogo del corpo

Il nodo del fuoco e la versione della difesa

L’episodio dell’incendio resta uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta sul femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia. Secondo il legale di Claudio Carlomagno, intervenuto a Mattino Cinque, l’obiettivo non sarebbe mai stato quello di distruggere il corpo, ma di eliminare le tracce ematiche lasciate dopo l’omicidio. L’uomo avrebbe tentato di bruciare soltanto tappetini, asciugamani e materiali usati per ripulire il sangue.

Il cadavere si trovava però a brevissima distanza dal cassone in cui erano stati gettati questi oggetti, in un contesto già saturo di sostanze infiammabili. Le fiamme, secondo la difesa, si sarebbero propagate in modo incontrollato fino a lambire il corpo, senza che vi fosse un progetto di rogo sistematico. Una volta resosi conto dell’estensione dell’incendio, l’indagato avrebbe utilizzato sabbia e una pala presenti sul posto per soffocare il fuoco.

Per l’avvocato, la gestione confusa e “artigianale” delle ore successive al delitto prova l’assenza di una regia esterna: chi avesse avuto un sostegno organizzato, sostiene il difensore, avrebbe predisposto modalità più efficaci di occultamento, riducendo il rischio di tracce e incertezze ricostruttive.

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Orari, auto e sospetti di complicità

La cronologia degli spostamenti alimenta però l’ipotesi di soggetti terzi a conoscenza dei fatti. Le immagini di videosorveglianza mostrano l’auto del padre di Carlomagno ferma davanti alla casa del delitto tra le 7:08 e le 7:17 del 9 gennaio. Poco dopo, alle 7:35, l’indagato lascia l’abitazione con la propria vettura, trasportando nel bagagliaio il corpo della moglie. Nel pomeriggio, alle 14:17, rientra accompagnato da una persona non ancora identificata, elemento che mantiene aperto il file “complicità”.

Resta irrisolta anche la questione dell’arma del delitto: l’uomo ha indicato un fossato nella zona rurale di Anguillara Sabazia come luogo in cui avrebbe lanciato il coltello recuperato in bagno. Nonostante i sopralluoghi tecnici, il coltello non è stato rinvenuto, privando gli inquirenti di un reperto chiave per la balistica e la conferma medico-legale.

Il movente, basato sul timore di perdere il figlio, non convince né gli investigatori né i familiari della vittima. I giudici escludono che la sola scoperta di una relazione extraconiugale, iniziata circa un anno prima, sia la scintilla decisiva, anche perché, secondo la difesa, Carlomagno non ne sarebbe stato consapevole a causa delle continue trasferte di lavoro della moglie.

Autopsia, tempistiche e motivazione reale

Per i magistrati il vero fulcro sarebbe la volontà dell’indagato di preservare il proprio equilibrio personale di fronte alla prospettiva di una separazione definitiva. Il procuratore Liguori richiama più volte le incongruenze nei racconti forniti, segnalando nell’ordinanza come vi siano ancora “profili investigativi da approfondire” e margini per nuovi scenari sulla dinamica complessiva.

Determinante, in questo quadro, è il dato emerso dall’esame autoptico: nello stomaco di Federica Torzullo sono stati trovati residui di cibo in fase digestiva, indicatore che spinge a collocare la morte alla sera dell’8 gennaio e non all’alba del 9, come sostenuto da Carlomagno. Una simile discrepanza temporale, se confermata, imporrebbe di rivedere la successione degli eventi e di verificare contatti, telefonate e movimenti nelle ore serali.

La differenza di alcune ore tra la versione confessoria e i dati medico-legali apre a nuove domande: chi era con la vittima la sera precedente? Ci sono stati accessi all’abitazione non ancora mappati? Gli inquirenti stanno incrociando celle telefoniche, tracciati delle auto e testimonianze di vicini per testare la tenuta della confessione e sondare la possibile esistenza di responsabilità collaterali o coperture successive al delitto.

FAQ

D: Che cosa sostiene l’avvocato di Claudio Carlomagno sull’incendio?
R: Sostiene che il fuoco fosse rivolto solo a distruggere materiali sporchi di sangue, non a bruciare il corpo di Federica.

D: Perché la gestione dell’incendio viene indicata come “maldestra”?
R: Perché l’uomo avrebbe agito senza un piano preciso, usando solo sabbia e una pala, secondo la difesa segno di mancanza di complici.

D: Che cosa mostrano le telecamere la mattina del 9 gennaio?
R: Riprendono l’auto del padre di Carlomagno davanti alla casa e, poco dopo, l’uscita dell’indagato con il corpo nel bagagliaio.

D: Chi è la persona non identificata vista nel pomeriggio con Carlomagno?
R: Si tratta di un soggetto ripreso mentre rientra con lui alle 14:17; gli investigatori stanno cercando di identificarlo.

D: L’arma del delitto è stata recuperata?
R: No, il coltello indicato in un fossato di Anguillara Sabazia non è stato trovato nonostante le ricerche.

D: Perché il movente familiare viene ritenuto debole?
R: Il timore di perdere il figlio è considerato dagli inquirenti una spiegazione parziale e non coerente con la brutalità dell’azione.

D: Cosa indica l’autopsia sull’orario dell’omicidio?
R: I residui di cibo nello stomaco fanno pensare a una morte avvenuta la sera dell’8 gennaio, in contrasto con la versione dell’alba del 9.

D: Qual è la fonte giornalistica principale citata sul caso?
R: Le dichiarazioni dell’avvocato sono state rese pubbliche durante la trasmissione televisiva Mattino Cinque, come riportato dalla stampa nazionale, tra cui Mediaset e testate online di cronaca giudiziaria.


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