Autovelox, decreto pubblicato: criteri nazionali per omologazione e controlli

11 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Il decreto sugli autovelox è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
  • Le nuove procedure diventano operative dal 12 luglio 2026.
  • Restano attivi 2.856 dispositivi considerati conformi ai nuovi criteri.
  • Le regole puntano a uniformare omologazione, taratura e verifiche periodiche.

(Riassunto generato con AI)

Autovelox, nuove regole nazionali dal 12 luglio

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sugli autovelox, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, introduce una disciplina nazionale per omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei sistemi che accertano il superamento dei limiti di velocità. Le disposizioni entreranno in vigore il 12 luglio 2026 e riguardano l’intera rete stradale italiana. L’obiettivo dichiarato è superare anni di incertezza applicativa, con criteri uniformi che rendano più solida la base giuridica e amministrativa dei verbali.

Il provvedimento, la cui firma era stata annunciata un mese fa dal ministro Matteo Salvini, arriva dopo polemiche e ricorsi legati alla differenza tra apparecchi approvati e dispositivi formalmente omologati. Il decreto non modifica i limiti di velocità: interviene invece sulle condizioni tecniche e procedurali necessarie perché le rilevazioni possano essere usate per contestare sanzioni. La finalità è rendere più chiaro il percorso per enti locali, forze dell’ordine e automobilisti.

Omologazione, tarature e dispositivi temporaneamente esclusi

Il testo definisce la “disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità” dei dispositivi di controllo della velocità. Per i nuovi prototipi viene previsto un percorso di omologazione ufficiale, mentre ogni apparecchio dovrà essere sottoposto a taratura iniziale e a verifiche successive almeno annuali. Se i controlli non vengono eseguiti o risultano scaduti, lo strumento deve essere bloccato.

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Secondo i dati riportati dal Ministero dei Trasporti, su 4.060 postazioni complessive ne restano operative 2.856, considerate equivalenti a 25 modelli di riferimento approvati dal dicastero e dotate di certificazione di taratura valida. Altre 1.204 postazioni devono invece essere disattivate, comprese apparecchiature di vecchia generazione e alcuni sistemi di rilevazione della velocità media Tutor.

Lo stop coinvolge anche tratte autostradali rilevanti, tra cui A1, A4, A13, A14 e A16. Per i sistemi ancora utilizzabili, il decreto impone inoltre protezioni sui dati raccolti: crittografia, firma digitale e oscuramento dei volti nelle immagini frontali. La riforma punta così a distinguere la capacità tecnica di misurare la velocità dalla possibilità legale di trasformare quella rilevazione in una multa.

Ricorsi e sicurezza restano i nodi aperti

L’entrata in vigore coincide con i flussi estivi e riduce il numero dei controlli attivi su alcune arterie, un elemento che preoccupa comuni e associazioni impegnate nella sicurezza stradale. Il decreto non ha efficacia retroattiva: non cancella le multe già ricevute, non chiude i procedimenti in corso e non rende automaticamente validi accertamenti precedenti.

Resta inoltre il tema del contenzioso. La Cassazione ha più volte distinto l’approvazione ministeriale dall’omologazione; per questo i giudici potrebbero continuare a esaminare caso per caso i verbali contestati, soprattutto quando manca un’omologazione completa.

FAQ

Quando entrano in vigore le nuove regole?

Sì, le disposizioni diventano operative dal 12 luglio 2026, dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Cambiano i limiti di velocità sulle strade?

No, il decreto non modifica i limiti vigenti: disciplina esclusivamente omologazione, taratura e controlli di funzionalità degli apparecchi.

Quanti autovelox restano attivi?

Sì, restano utilizzabili 2.856 postazioni su 4.060, purché equivalenti ai modelli indicati e dotate di taratura valida.

Le vecchie multe vengono annullate automaticamente?

No, il provvedimento non è retroattivo: non annulla sanzioni precedenti né processi già in corso.

Come è stata verificata questa notizia?

Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su Agenzia ANSA, Leggo e Today.

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