Autorità svizzere sui social media scoperto cosa nascondono dietro metà delle amministrazioni locali online

Autorità svizzere sui social media scoperto cosa nascondono dietro metà delle amministrazioni locali online

20 Gennaio 2026

Diffusione dei social media tra i comuni svizzeri

Quasi la metà dei comuni svizzeri utilizza oggi almeno un canale di comunicazione sui social network, segnando un cambiamento strutturale nel rapporto tra istituzioni locali e cittadini. Secondo uno studio dell’agenzia di comunicazione Gromann Partner, pubblicato il 20 gennaio 2026, circa il 50% delle 2.121 autorità comunali analizzate dispone di un profilo attivo su almeno una piattaforma digitale.

Nel giro di dodici mesi la quota è salita dal 36,4% all’attuale valore, dopo che nel 2024 si attestava attorno al 30%. L’evoluzione conferma una crescita costante e indica che la presenza istituzionale online non è più una scelta isolata ma una componente sempre più integrata nelle strategie informative dei comuni.

Per gli autori dello studio, i social network stanno passando dallo status di canale sperimentale a quello di strumento ordinario per diffondere avvisi pubblici, aggiornamenti amministrativi e contenuti di interesse locale. L’inclusione, per la prima volta, di piattaforme come TikTok e YouTube nel monitoraggio segnala inoltre che il perimetro dell’osservazione si amplia seguendo l’evoluzione delle abitudini digitali della popolazione.

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La tendenza all’adozione dei social media appare dunque consolidata e destinata a incidere sempre di più sulle modalità con cui le amministrazioni comunali svizzere costruiscono visibilità, trasparenza e dialogo con la propria comunità.

Piattaforme preferite e nuove tendenze digitali

Facebook resta il fulcro della comunicazione istituzionale locale: quasi un comune su tre ha aperto un profilo ufficiale sulla piattaforma, che continua a essere percepita come il canale più immediato per raggiungere fasce ampie e diversificate di popolazione.

Alle sue spalle cresce l’utilizzo di Instagram, scelto soprattutto per valorizzare eventi, iniziative culturali e immagini del territorio, mentre LinkedIn si consolida come strumento di posizionamento professionale per le amministrazioni, in particolare su temi di governance, reclutamento e progetti strategici.

Lo studio segnala inoltre l’ingresso nel perimetro di osservazione di TikTok e YouTube, ma il loro ruolo rimane ancora marginale nel panorama istituzionale locale.

Sul fronte dei formati, prevalgono contenuti brevi e informativi: avvisi di servizio, comunicazioni d’emergenza, aggiornamenti su lavori pubblici e consultazioni.

Meno diffusi, ma in crescita, i video esplicativi e le rubriche periodiche, che alcune amministrazioni utilizzano per rendere più accessibili decisioni politiche e processi amministrativi.

L’adozione delle piattaforme obbedisce quindi a logiche differenziate: canali generalisti per la comunicazione di massa, strumenti visivi per il racconto del territorio e reti professionali per rafforzare l’immagine istituzionale e la capacità di attrarre competenze.

Differenze regionali e tra aree urbane e rurali

Lo studio di Gromann Partner mette in luce marcate divergenze geografiche nell’uso dei social da parte delle autorità locali svizzere. Nelle regioni di lingua romancia, la crescita è particolarmente evidente su Facebook e Instagram, dove i comuni hanno accelerato la loro presenza per colmare un precedente ritardo digitale.

Nelle aree germanofone e francofone, invece, emerge con più forza LinkedIn, impiegato dalle amministrazioni per posizionarsi in modo più strutturato rispetto a temi di sviluppo economico, gestione del personale e cooperazioni istituzionali. Questo riflette approcci comunicativi differenti, legati sia alla cultura linguistica sia alle priorità politiche locali.

La frattura non è solo regionale ma anche socio-territoriale: i comuni urbani mostrano un’attività più intensa, con pubblicazioni frequenti e una maggiore diversificazione dei canali utilizzati, mentre le realtà rurali mantengono una presenza più selettiva ma spesso più incisiva in rapporto alla popolazione residente.

Nei contesti periferici, infatti, il numero di iscritti ai profili ufficiali risulta elevato rispetto agli abitanti, segno che i social diventano un punto di riferimento informativo centrale.

Resta marginale, in tutte le regioni, l’uso di TikTok: soltanto il 2% dei comuni possiede un account su questa piattaforma orientata ai più giovani.

Spicca il caso della città di Thun, nel canton Berna, che detiene la comunità online più numerosa tra le autorità locali, superando i 9.000 follower complessivi sui propri canali.

FAQ

Quanto è diffusa la presenza dei comuni svizzeri sui social media?

Circa il 50% delle autorità comunali svizzere utilizza almeno un canale social ufficiale, secondo l’ultima rilevazione condotta su 2.121 comuni.

Quali piattaforme risultano più utilizzate dalle amministrazioni locali?

Facebook è il canale più diffuso, seguito da Instagram e LinkedIn, che coprono rispettivamente la comunicazione verso il grande pubblico e il posizionamento professionale.

Esistono differenze tra regioni linguistiche nell’uso dei social?

Sì, le aree romanciofone avanzano soprattutto su Facebook e Instagram, mentre i comuni germanofoni e francofoni mostrano una maggiore presenza su LinkedIn.

I comuni urbani sono più attivi sui social rispetto a quelli rurali?

Le città pubblicano con maggiore frequenza e utilizzano più piattaforme, ma i comuni rurali registrano spesso una quota di follower molto alta rispetto agli abitanti.

Che ruolo ha TikTok nella comunicazione istituzionale locale?

TikTok ha un impatto quasi nullo: solo il 2% dei comuni possiede un account, segno che la piattaforma non è ancora entrata nelle strategie standard delle amministrazioni.

Qual è il comune con la comunità digitale più ampia?

La città di Thun, nel canton Berna, detiene il primato per numero di iscritti complessivi ai propri canali social ufficiali, con oltre 9.000 follower.

Qual è la fonte dei dati sulla presenza social dei comuni svizzeri?

I dati citati provengono da uno studio dell’agenzia di comunicazione Gromann Partner, riportato dall’agenzia giornalistica Keystone-SDA e tradotto in inglese dal portale SWI swissinfo.ch.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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