AI Act, rinviati al 2027 e 2028 gli obblighi per i sistemi ad alto rischio

28 Luglio 2026

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La notizia in sintesi

  • AI Act: rinviati gli obblighi per molti sistemi ad alto rischio.
  • Dal 2 agosto 2026 restano formazione, trasparenza e controlli sui grandi modelli.
  • Chatbot, deepfake e sistemi biometrici dovranno rispettare nuovi obblighi informativi.
  • Le imprese italiane devono censire i sistemi e aggiornare i modelli 231.

(Riassunto generato con AI)

AI Act, cosa cambia dal 2 agosto

Il regolamento europeo AI Act, ossia il regolamento Ue 2024/1689, entra in una nuova fase dal 2 agosto 2026: l’Unione europea attiva controlli, obblighi di trasparenza e poteri sanzionatori, mentre rinvia l’applicazione piena delle regole sui sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio. Il cambiamento nasce dal Digital Omnibus, approvato definitivamente dal Consiglio Ue il 29 giugno, che ha riscritto il calendario previsto per il cosiddetto “big bang” normativo europeo.

Le imprese, i fornitori di tecnologia e i professionisti che usano l’Ai nei processi lavorativi devono quindi distinguere tra obblighi già operativi e requisiti differiti. La pubblicazione del Digital Omnibus nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea è attesa entro luglio.

Non si tratta però di una sospensione generalizzata delle regole: dal prossimo 2 agosto diventano operative le autorità nazionali di vigilanza e la Commissione europea può intervenire sui fornitori dei grandi modelli per finalità generali.

La ragione del rinvio riguarda soprattutto la necessità di modulare l’entrata a regime degli adempimenti più complessi. Per aziende e studi professionali, tuttavia, il tempo aggiuntivo non elimina la necessità di preparare evidenze organizzative e documentali.

Rinvii, trasparenza e formazione del personale

Gli obblighi per i sistemi dell’Allegato III dell’AI Act, impiegati in selezione del personale, credito, istruzione e biometria, slittano al 2 dicembre 2027. Quelli relativi all’Ai integrata nei prodotti dell’Allegato I, tra cui dispositivi medici e macchine, si applicheranno dal 2 agosto 2028.

Restano invece fissati al 2 agosto 2026 gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50. Chi fornisce un sistema che interagisce con persone deve renderne riconoscibile la natura artificiale, salvo che ciò sia evidente.

Devono inoltre essere informati gli interessati sottoposti a riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica. L’uso dell’Ai per creare deepfake o testi destinati a informare il pubblico su questioni di interesse pubblico richiede una dichiarazione esplicita.

Il watermarking dei contenuti sintetici generati dall’Ai, per i sistemi già sul mercato, viene rinviato al 2 dicembre 2026. Dalla stessa data saranno vietati i sistemi che generano immagini intime non consensuali, i cosiddetti nudifier, o materiale pedopornografico, salvo adeguate salvaguardie tecniche.

Un altro punto centrale è l’alfabetizzazione sull’Ai: l’obbligo è in vigore dal 2 febbraio 2025 per fornitori e deployer. Dal 2 agosto 2026 le autorità potranno verificarne l’adempimento, anche se il Digital Omnibus sostituisce l’obbligo di “garantire” con misure volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione.

Il tempo del rinvio diventa una prova organizzativa

La violazione dell’obbligo formativo non comporta una sanzione pecuniaria diretta, ma la formazione documentata può diventare prova di diligenza in caso di danno, contenzioso o ispezione. Per questo serve un piano tracciabile che individui utenti, sistemi impiegati, funzioni, rischi e attività formative svolte.

In Italia, la vigilanza spetta all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, con il coinvolgimento di Garante privacy, Banca d’Italia, Consob e Ivass nei rispettivi ambiti.

I decreti attuativi approvati in via preliminare dal Consiglio dei ministri prefigurano inoltre nuove responsabilità, incluso l’articolo 437-bis del Codice penale e l’aggiornamento dei modelli organizzativi previsti dal decreto legislativo 231/2001. Il rinvio europeo, dunque, aumenta il valore della mappatura preventiva dei sistemi Ai e delle relative autovalutazioni.

FAQ

Quando scattano i controlli sulla formazione Ai?

Sì, dal 2 agosto 2026 le autorità nazionali di vigilanza possono verificare l’adempimento dell’obbligo di alfabetizzazione del personale.

Quando valgono le regole per chatbot e deepfake?

Sì, dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza per chatbot, deepfake e contenuti Ai destinati all’informazione pubblica.

Qual è la nuova data per l’alto rischio?

Sì, gli obblighi dell’Allegato III per selezione, credito, istruzione e biometria si applicheranno dal 2 dicembre 2027.

Quanto possono arrivare le multe europee?

Sì, la Commissione europea può sanzionare i fornitori Gpai fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo.

Come è stata verificata questa analisi normativa?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Il Sole 24 ORE.

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