La notizia in sintesi
- Visa lancia una piattaforma per stablecoin destinata a banche, fintech e fornitori di pagamenti.
- Open USD debutta come asset principale, insieme a USDC e USDG.
- La piattaforma integra wallet, minting, redemption, treasury, compliance e controlli antifrode.
- Il modello di Open USD aumenta la concorrenza per Circle e USDC.
Riassunto generato con AI
Visa porta le stablecoin nella finanza istituzionale
Visa ha lanciato il 17 luglio 2026 la Visa Stablecoin Platform, infrastruttura pensata per banche, fintech e operatori di pagamento connessi alla sua rete globale. La piattaforma consente agli istituti di emettere, trasferire, custodire e regolare stablecoin nei flussi già utilizzati per pagamenti e tesoreria, senza dover costruire da zero infrastrutture blockchain dedicate.
Il progetto nasce per ridurre le complessità operative, di sicurezza e conformità che frenano l’adozione istituzionale dei dollari digitali. Visa, che processa circa 15.000 miliardi di dollari di pagamenti annui, punta così a integrare la moneta tokenizzata nella propria rete, anziché trattarla come un’alternativa ai circuiti tradizionali.
Jack Forestell, Chief Product and Strategy Officer di Visa, ha riassunto il nodo centrale: “la parte difficile non è il concetto, è la realtà operativa”. La nuova soluzione mira proprio a trasformare sperimentazioni e progetti pilota in prodotti utilizzabili su scala dagli intermediari regolamentati.

Come funziona la piattaforma multi-stablecoin
La Visa Stablecoin Platform riunisce in un solo ambiente minting, burn, storage, trasferimento e redemption delle stablecoin. Include strumenti Wallet-as-a-Service, connettività blockchain, gestione della tesoreria e sistemi di risk management, sicurezza e antifrode già presenti nell’ecosistema Visa.
Al lancio, la piattaforma utilizza Open USD, stablecoin ancorata al dollaro sviluppata da Open Standard; secondo The Cryptonomist, sono supportate anche USDC e USDG. Questa configurazione rafforza il posizionamento di Visa come infrastruttura neutrale, non come emittente di un singolo token.
Il valore dell’offerta risiede nell’unione tra tecnologia tokenizzata e infrastrutture di pagamento esistenti. Per banche e fintech, ciò può semplificare regolamenti transfrontalieri, pagamenti ai clienti, prodotti collegati alle carte e gestione della liquidità, mantenendo controlli su wallet, sanzioni, frodi e requisiti locali.
Visa aveva già indicato un run rate annualizzato di circa 7 miliardi di dollari nei regolamenti in stablecoin a marzo 2026. La piattaforma amplia quindi un’attività già avviata, offrendo agli intermediari una struttura operativa più completa per integrare questi asset nei processi ordinari.
Open USD aumenta la pressione sul mercato
La scelta di Open USD ha anche un rilievo competitivo. Il token offre minting e redemption gratuiti e redistribuisce ai partner distributori gran parte dei ricavi delle riserve, al netto dei costi operativi: un modello che può rendere più conveniente la sua integrazione rispetto ad altri asset.
Il consorzio di Open Standard contava oltre 140 aziende al momento dell’annuncio, tra cui Mastercard, BlackRock, Coinbase e la stessa Visa. La sfida, tuttavia, sarà trasformare questa rete in liquidità, diffusione e copertura regolamentare paragonabili a quelle costruite negli anni da USDC.
Per i commercianti l’impatto iniziale è indiretto, ma l’adozione degli intermediari potrebbe portare regolamenti più rapidi, minori attriti nei pagamenti internazionali e nuove opzioni di incasso senza obbligarli a gestire direttamente wallet crypto.
FAQ
Cos’è la Visa Stablecoin Platform?
Sì, è un’infrastruttura di Visa che permette a banche, fintech e payment provider di gestire stablecoin in processi di pagamento e tesoreria esistenti.
Quali stablecoin supporta la piattaforma?
Sì, al lancio la piattaforma utilizza Open USD; The Cryptonomist segnala inoltre il supporto per USDC e USDG.
Quali servizi offre alle banche?
Sì, include minting, burn, wallet, custodia, trasferimenti, redemption, gestione della tesoreria, connettività blockchain e controlli di compliance, rischio e frode.
Perché Open USD interessa i distributori?
Sì, perché prevede minting e redemption gratuiti e redistribuisce ai partner la maggior parte dei ricavi da riserva, al netto dei costi operativi.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: FinanceFeeds e The Cryptonomist.




