La strategia digitale di Lugano 2025–2030: mettere il cittadino al centro dell’innovazione

4 Settembre 2025

Un’alleanza tra tecnologia e umanità: è questo il cuore pulsante della nuova Strategia Digitale 2025–2030 della Città di Lugano, presentata ufficialmente con un documento che più che un piano amministrativo appare come un vero e proprio manifesto culturale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso quanto necessario: far sì che il digitale non sia percepito come un’imposizione tecnologica, bensì come un alleato naturale della vita quotidiana.

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Una visione che trasforma la tecnologia da strumento burocratico a motore di fiducia, autonomia e benessere. Che si tratti di un giovane imprenditore pronto ad avviare una startup, di una persona anziana desiderosa di prenotare un servizio con facilità, o di una famiglia interessata a partecipare alla vita pubblica, l’intento è lo stesso: rimuovere le barriere che ancora separano il cittadino dalla macchina pubblica e facilitare una relazione più semplice, inclusiva, digitale ma profondamente umana.

La strategia nasce sull’eredità del ciclo 2020–2025, ma guarda oltre, rispondendo a sfide emergenti come l’accelerazione dell’intelligenza artificiale, la crescente complessità normativa in tema di cybersicurezza e la pressione globale di trend epocali come l’invecchiamento della popolazione o la necessità di una governance responsabile dei dati.

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In questo contesto, la parola chiave è sovranità digitale: il diritto e la capacità della città di controllare infrastrutture e dati senza essere vincolata da fornitori esterni o logiche geopolitiche che possano minare l’autonomia decisionale.

Infrastrutture digitali come bene comune: il modello Lugano

Il piano si inserisce in un disegno strategico che supera i confini dell’amministrazione comunale: l’intera comunità — cittadini, imprese, università, organizzazioni civiche — è chiamata a partecipare in modo attivo e coordinato. Come si legge nel documento: “una città digitale non si costruisce da sola”. Le infrastrutture digitali, oggi più che mai, sono considerate beni pubblici al pari di ponti o reti idriche: vanno progettate, mantenute e protette con la stessa attenzione e responsabilità.

L’approccio è quello della civic tech, dell’intelligenza collettiva, e di una governance multilivello dei dati, dove i cittadini sono non solo utenti ma coprotagonisti della trasformazione.

Particolare attenzione viene data alla blockchain e all’intelligenza artificiale applicata, due aree in cui Lugano intende rafforzare il proprio posizionamento internazionale. “Vogliamo essere una città attrattiva per imprenditori e talenti innovativi”, è il messaggio implicito che emerge dai passaggi più visionari del documento.

È un piano che fonde efficienza e inclusione, innovazione e trasparenza, con strumenti come gemelli digitali urbani, tokenizzazione dei servizi pubblici, open data certificati su blockchain e identità digitale autodeterminata.


Governance, etica e sicurezza: le fondamenta della trasformazione

Per garantire coerenza, controllo e ispirazione a lungo termine, la strategia introduce due organismi di governance fondamentali. Il primo è il Digital Office, presieduto dal Segretario Comunale Robert Bregy, che coordina a livello strategico l’attuazione del piano coinvolgendo vertici amministrativi e competenze trasversali. Il secondo è il Comitato etico e scientifico per l’innovazione digitale, composto da figure di primo piano del mondo accademico e scientifico, tra cui il Prof. Emanuele Carpanzano (SUPSI), Prof. Luca Gambardella (USI) e Maria Grazia Giuffreda (CSCS).

Questo comitato ha il compito cruciale di vigilare affinché ogni scelta tecnologica sia rispettosa dei valori fondativi della strategia e mantenga una visione umanocentrica dell’innovazione.

Le parole chiave che emergono sono chiare: sicurezza, trasparenza, interoperabilità, accessibilità, sostenibilità. L’intento è creare un ecosistema digitale aperto, ma al tempo stesso sicuro e controllato.

Un ambiente in cui l’adozione delle tecnologie emergenti sia accompagnata da principi etici solidi, da processi democratici di partecipazione, e da un robusto sistema di cybersicurezza locale e in cloud.

Verso il 2030: un laboratorio urbano per il futuro digitale

Lugano si candida dunque a diventare un laboratorio di futuro. L’ambizione è di rendere la città un modello europeo di trasformazione digitale urbana, in cui ogni cittadino possa essere protagonista, ogni impresa possa innovare e ogni istituzione possa evolvere.

I sette ambiti strategici identificati nel piano — servizi pubblici proattivi, cultura digitale, gestione dei dati, innovazione economica, inclusione, partecipazione civica, infrastrutture sovrane — formano un ecosistema integrato che potrà fare da catalizzatore per uno sviluppo equo e sostenibile.

A conclusione del documento, un passaggio risuona come una chiamata collettiva all’azione:

“Una città digitale non si costruisce da sola. È una sfida condivisa che richiede energie, idee e visioni da tutta la comunità.”

È un messaggio che non può lasciare indifferenti. Non si tratta soltanto di adottare nuove tecnologie, ma di ridefinire il patto sociale tra cittadini e istituzioni, ponendo la fiducia al centro del nuovo ecosistema digitale. Se il digitale sarà davvero percepito come un alleato — discreto, efficace, rispettoso — allora la scommessa di Lugano sarà vinta.

Il cammino è tracciato, ora spetta a tutti — amministratori, professionisti, studenti, pensionati — partecipare a costruirlo.

Composizione degli organi di governance digitale

Digital Office – Città di Lugano Organo interno di coordinamento strategico della trasformazione digitale:

Robert Bregy, Segretario Comunale (Capoprogetto)

• Federica Pattarozzi, Direttrice della Divisione Informatica

• Ana de las Heras, Direttrice della Divisione Risorse umane

• Jan Trautmann, Responsabile del Settore comunicazione e innovazione digitale

• Andrea Vescovi, Architetto IT Digitale

Comitato etico e scientifico per l’innovazione digitale

Organo consultivo indipendente che affianca l’Amministrazione nella valutazione delle implicazioni etiche, sociali e strategiche delle scelte tecnologiche:

• Prof. Emanuele Carpanzano – Direttore Ricerca, sviluppo e trasferimento della conoscenza, SUPSI

• Prof. Luca Gambardella – Prorettore per l’Innovazione e le relazioni aziendali, USI

• Maria Grazia Giuffreda – Direttrice Associata, CSCS

• Bruno Giussani – Curatore ed esperto internazionale di cultura digitale

• Prof. Markus Krienke – Professore ordinario di Filosofia moderna, Facoltà di Teologia, USI

• Silvia Quarteroni – Head of Innovation, Swiss Data Science Center (EPFL/ETH)


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Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭

Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
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