Unione Consumatori Italiani rilancia sul gioco responsabile e reclama norme uniche anche per le slot tradizionali
Indice dei Contenuti:
Riforma nazionale del gioco fisico, perché serve ora una svolta unitaria
La bozza di decreto sul riordino del gioco fisico, oggi all’esame della Conferenza Unificata Stato–Regioni, punta a creare una cornice normativa unica per sale giochi e slot machine in Italia. La riforma, attesa da anni, interviene mentre l’AGCOM avvia una consultazione pubblica su un proprio atto d’indirizzo dedicato alle comunicazioni sul gioco digitale responsabile. Obiettivo: ridurre frammentazione territoriale, contrastare la ludopatia e riequilibrare la concorrenza tra operatori. La necessità nasce da numeri ormai critici: circa 1,5 milioni di adulti con gravi problemi di dipendenza e un 25% di adolescenti già esposti al gioco d’azzardo. Il nuovo impianto normativo dovrebbe intervenire su orari, distanze, strumenti di controllo e tecnologie di prevenzione, integrando quanto già previsto per il gioco online.
In sintesi:
- Bozza di decreto sul gioco fisico all’esame della Conferenza Unificata Stato–Regioni.
- Oggi norme frammentate: regole diverse tra Regioni e perfino tra Comuni.
- Oltre 1,5 milioni di adulti con gravi problemi di dipendenza da gioco.
- Richiesta di misure tecnologiche simili ad autolimitazione e autoesclusione online.
Dipendenza, divari territoriali e concorrenza: cosa cambia con il riordino
Secondo l’UCI – Unione Consumatori Italiani, guidata dal Segretario Federale Avv. Massimiliano Albanese, il punto di svolta è un approccio integrato tra responsabilità individuale e protezione normativa. *«L’approccio responsabile al gioco è il primo strumento di tutela per gli utenti di questo tipo di servizi»*, afferma Albanese.
Ma i dati impongono interventi ulteriori: circa 1,5 milioni di persone adulte presentano serie problematiche di dipendenza, e circa la metà è già in crisi da sovraindebitamento. Il 25% degli adolescenti pratica forme di azzardo, con rischi elevati di dipendenza precoce.
La distinzione tra gioco online e fisico, sottolinea l’UCI, riguarda poco la capacità di generare dipendenza e molto gli strumenti di tutela: nel digitale esistono presidi più strutturati, mentre nel gioco tradizionale tali tutele restano deboli o inefficaci. *«Proprio questa differenza di presidi a tutela dei giocatori pone l’esigenza urgente di regolamentare in modo uniforme anche il settore del gioco fisico»*, prosegue Albanese.
Oggi limitazioni orarie e distanze minime dai luoghi sensibili cambiano da Regione a Regione e persino da Comune a Comune, permettendo ai giocatori patologici di aggirare i divieti con brevi spostamenti. Questo mosaico normativo altera anche la concorrenza, agevolando alcuni operatori a danno di altri e aprendo spazi al gioco illegale.
Verso una legge statale unitaria e tecnologie anti-ludopatia
Per l’Avv. Massimiliano Albanese, la soluzione passa da una legge statale di razionalizzazione che renda uniformi, su tutto il territorio nazionale, strumenti come limitazioni orarie e distanziamento degli esercizi. *«Dobbiamo perciò augurarci che intervenga al più presto una legge statale di razionalizzazione della materia»*, sottolinea.
L’obiettivo è duplice: evitare il “pendolarismo da gioco”, che svuota di senso i divieti locali, e impedire che la pressione competitiva spinga a ridurre gli standard di tutela. Accanto alle misure organizzative, l’UCI sollecita l’introduzione di soluzioni tecnologiche nel gioco fisico, simili a quelle già operative online: sistemi di autolimitazione, autoesclusione, tracciamento dei comportamenti a rischio e alert automatici.
Un impianto regolatorio coerente, integrato tra canale fisico e digitale, potrebbe rafforzare la protezione dei soggetti vulnerabili, migliorare la trasparenza del mercato e ridurre gli spazi per l’offerta illegale, condizioni essenziali per una riforma credibile agli occhi di cittadini, istituzioni e operatori.
FAQ
Che cosa prevede il nuovo decreto sul gioco fisico in Italia?
Il decreto mira a riordinare il gioco fisico con regole nazionali su orari, distanze, controlli e strumenti anti-ludopatia, superando la frammentazione tra Regioni e Comuni.
Perché la frammentazione normativa nel gioco è considerata un problema?
È un problema perché consente di aggirare facilmente i divieti con brevi spostamenti, altera la concorrenza tra operatori e riduce l’efficacia delle misure di tutela.
Quanto è diffusa la dipendenza da gioco tra adulti e adolescenti?
È molto diffusa: circa 1,5 milioni di adulti hanno gravi problemi di dipendenza, mentre il 25% degli adolescenti pratica già forme di gioco d’azzardo.
Quali strumenti tecnologici sono proposti per il gioco fisico?
Sono proposti sistemi di autolimitazione, autoesclusione, monitoraggio dei comportamenti a rischio e avvisi automatici, simili a quelli già utilizzati nel gioco online.
Da quali fonti è stato rielaborato questo articolo sul riordino del gioco?
È stato redatto sulla base di una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

