Unione Consumatori Italiani rilancia sul gioco responsabile e reclama norme uniche anche per le slot tradizionali

Unione Consumatori Italiani rilancia sul gioco responsabile e reclama norme uniche anche per le slot tradizionali

10 Aprile 2026

Riforma nazionale del gioco fisico, perché serve ora una svolta unitaria

La bozza di decreto sul riordino del gioco fisico, oggi all’esame della Conferenza Unificata Stato–Regioni, punta a creare una cornice normativa unica per sale giochi e slot machine in Italia. La riforma, attesa da anni, interviene mentre l’AGCOM avvia una consultazione pubblica su un proprio atto d’indirizzo dedicato alle comunicazioni sul gioco digitale responsabile. Obiettivo: ridurre frammentazione territoriale, contrastare la ludopatia e riequilibrare la concorrenza tra operatori. La necessità nasce da numeri ormai critici: circa 1,5 milioni di adulti con gravi problemi di dipendenza e un 25% di adolescenti già esposti al gioco d’azzardo. Il nuovo impianto normativo dovrebbe intervenire su orari, distanze, strumenti di controllo e tecnologie di prevenzione, integrando quanto già previsto per il gioco online.

In sintesi:

  • Bozza di decreto sul gioco fisico all’esame della Conferenza Unificata Stato–Regioni.
  • Oggi norme frammentate: regole diverse tra Regioni e perfino tra Comuni.
  • Oltre 1,5 milioni di adulti con gravi problemi di dipendenza da gioco.
  • Richiesta di misure tecnologiche simili ad autolimitazione e autoesclusione online.

Dipendenza, divari territoriali e concorrenza: cosa cambia con il riordino

Secondo l’UCI – Unione Consumatori Italiani, guidata dal Segretario Federale Avv. Massimiliano Albanese, il punto di svolta è un approccio integrato tra responsabilità individuale e protezione normativa. *«L’approccio responsabile al gioco è il primo strumento di tutela per gli utenti di questo tipo di servizi»*, afferma Albanese.

Ma i dati impongono interventi ulteriori: circa 1,5 milioni di persone adulte presentano serie problematiche di dipendenza, e circa la metà è già in crisi da sovraindebitamento. Il 25% degli adolescenti pratica forme di azzardo, con rischi elevati di dipendenza precoce.

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La distinzione tra gioco online e fisico, sottolinea l’UCI, riguarda poco la capacità di generare dipendenza e molto gli strumenti di tutela: nel digitale esistono presidi più strutturati, mentre nel gioco tradizionale tali tutele restano deboli o inefficaci. *«Proprio questa differenza di presidi a tutela dei giocatori pone l’esigenza urgente di regolamentare in modo uniforme anche il settore del gioco fisico»*, prosegue Albanese.

Oggi limitazioni orarie e distanze minime dai luoghi sensibili cambiano da Regione a Regione e persino da Comune a Comune, permettendo ai giocatori patologici di aggirare i divieti con brevi spostamenti. Questo mosaico normativo altera anche la concorrenza, agevolando alcuni operatori a danno di altri e aprendo spazi al gioco illegale.

Verso una legge statale unitaria e tecnologie anti-ludopatia

Per l’Avv. Massimiliano Albanese, la soluzione passa da una legge statale di razionalizzazione che renda uniformi, su tutto il territorio nazionale, strumenti come limitazioni orarie e distanziamento degli esercizi. *«Dobbiamo perciò augurarci che intervenga al più presto una legge statale di razionalizzazione della materia»*, sottolinea.

L’obiettivo è duplice: evitare il “pendolarismo da gioco”, che svuota di senso i divieti locali, e impedire che la pressione competitiva spinga a ridurre gli standard di tutela. Accanto alle misure organizzative, l’UCI sollecita l’introduzione di soluzioni tecnologiche nel gioco fisico, simili a quelle già operative online: sistemi di autolimitazione, autoesclusione, tracciamento dei comportamenti a rischio e alert automatici.

Un impianto regolatorio coerente, integrato tra canale fisico e digitale, potrebbe rafforzare la protezione dei soggetti vulnerabili, migliorare la trasparenza del mercato e ridurre gli spazi per l’offerta illegale, condizioni essenziali per una riforma credibile agli occhi di cittadini, istituzioni e operatori.

FAQ

Che cosa prevede il nuovo decreto sul gioco fisico in Italia?

Il decreto mira a riordinare il gioco fisico con regole nazionali su orari, distanze, controlli e strumenti anti-ludopatia, superando la frammentazione tra Regioni e Comuni.

Perché la frammentazione normativa nel gioco è considerata un problema?

È un problema perché consente di aggirare facilmente i divieti con brevi spostamenti, altera la concorrenza tra operatori e riduce l’efficacia delle misure di tutela.

Quanto è diffusa la dipendenza da gioco tra adulti e adolescenti?

È molto diffusa: circa 1,5 milioni di adulti hanno gravi problemi di dipendenza, mentre il 25% degli adolescenti pratica già forme di gioco d’azzardo.

Quali strumenti tecnologici sono proposti per il gioco fisico?

Sono proposti sistemi di autolimitazione, autoesclusione, monitoraggio dei comportamenti a rischio e avvisi automatici, simili a quelli già utilizzati nel gioco online.

Da quali fonti è stato rielaborato questo articolo sul riordino del gioco?

È stato redatto sulla base di una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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