Ue avvia trasformazione telecomunicazioni: focus su fibra ottica, diffusione 5G e collaborazione con grandi tech

Ue avvia trasformazione telecomunicazioni: focus su fibra ottica, diffusione 5G e collaborazione con grandi tech

21 Gennaio 2026

L’Ue lancia la riforma delle tlc, ‘fibra, 5G e cooperazione per le Big Tech’

Rivoluzione fibra e addio al rame

Il nuovo Digital Networks Act varato da Bruxelles impone agli Stati membri di abbandonare definitivamente il rame, con piani nazionali di transizione alla fibra da notificare entro il 31 ottobre 2029 e completamento entro il 2035.

Per evitare uno spegnimento disordinato, le autorità nazionali dovranno definire le Copper Switch-Off Areas, aree geografiche omogenee dove il passaggio alle reti gigabit sarà coordinato su criteri comuni fissati a livello Ue.

Sono previste deroghe mirate nelle zone dove la fibra non è economicamente sostenibile o sono già disponibili alternative di connettività adeguate, così da tutelare concorrenza, utenti vulnerabili e continuità dei servizi essenziali.

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Il testo unico accorpa il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, il regolamento BEREC e il programma per lo spettro radio, con l’obiettivo di concentrare gli incentivi a nuovi investimenti privati e pubblici in reti ad altissime prestazioni.

Secondo la vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen, collegare tutte le famiglie europee alla banda ultralarga è considerato condizione minima per sostenere innovazione, competitività e sovranità digitale del blocco.

5G avanzato e nuove regole Ue

La riforma interviene sul 5G, dove l’Europa sconta ritardi rispetto a Stati Uniti e Asia per colpa di aste milionarie e mercati frammentati, puntando sul coordinamento dello spettro e su licenze potenzialmente illimitate.

Il Digital Networks Act facilita il 5G stand-alone, ritenuto cruciale per industria, logistica, sanità e difesa, introducendo procedure armonizzate per l’assegnazione delle frequenze e minori oneri amministrativi per gli operatori.

Arriva un “passaporto unico” europeo che consente alle telco di offrire servizi in tutta l’Ue registrandosi in un solo Paese, riducendo barriere regolamentari e duplicazioni nazionali che frenavano le economie di scala.

Per il satellite viene introdotta un’autorizzazione centralizzata rilasciata direttamente dalla Commissione europea, con l’obiettivo di integrare costellazioni orbitali nelle reti terrestri e rafforzare resilienza e copertura nelle aree rurali.

Sul piano della governance, nascono il Radio Spectrum Policy Body e l’Office for Digital Networks, che sostituiranno l’attuale RSPG e l’ufficio BEREC, allineando vigilanza, enforcement e pianificazione strategica delle reti digitali.

Big Tech, cooperazione e sicurezza

Nel rapporto con le piattaforme globali non viene introdotto il “fair share”, la tassa sulle infrastrutture auspicata da alcune telco, ma un meccanismo di conciliazione per dirimere le controversie sugli accordi commerciali e sull’uso delle reti.

Netflix, YouTube, TikTok e gli altri grandi consumatori di traffico saranno spinti a una cooperazione strutturata con gli operatori, in un quadro che conferma la neutralità della rete ma consente a Bruxelles di aggiornarne le regole con l’evoluzione tecnologica.

Il Digital Networks Act introduce anche un piano di preparazione per le emergenze, per rafforzare la resilienza contro attacchi informatici e calamità naturali, con standard minimi comuni di sicurezza e continuità operativa.

L’obiettivo dichiarato è un’infrastruttura digitale ad alte prestazioni che abiliti applicazioni basate su intelligenza artificiale, telemedicina e servizi pubblici remoti, garantendo però affidabilità, accessibilità e regole trasparenti.

Per Henna Virkkunen, un’Europa realmente connessa deve consentire alle startup di scalare rapidamente e ai sistemi critici di funzionare su reti robuste, riducendo le asimmetrie tra Paesi e tra aree urbane e rurali.

FAQ

D: Che cos’è il Digital Networks Act?
R: È la proposta di regolamento Ue che unifica e aggiorna le norme su reti digitali, spettro radio e mercato delle telecomunicazioni.

D: Quando sarà completato lo switch-off del rame?
R: Gli Stati membri dovranno pianificare la transizione entro il 2029, per arrivare alla sostituzione completa con la fibra entro il 2035.

D: Cosa sono le Copper Switch-Off Areas?
R: Sono zone definite dalle autorità nazionali dove lo spegnimento del rame e il passaggio alla fibra avverranno in modo coordinato.

D: Il Digital Networks Act introduce il fair share per le Big Tech?
R: No, prevede invece un meccanismo di cooperazione e conciliazione sugli accordi di utilizzo delle infrastrutture di rete.

D: Come cambia il mercato unico delle tlc?
R: Viene introdotto un “passaporto unico” che consente agli operatori di offrire servizi in tutta l’Ue con una sola registrazione nazionale.

D: Qual è l’impatto sul 5G?
R: Il testo punta su coordinamento dello spettro, licenze di lunga durata e sviluppo del 5G stand-alone per usi industriali avanzati.

D: Chi sono i nuovi organismi di governance?
R: Il Radio Spectrum Policy Body e l’Office for Digital Networks, che sostituiranno RSPG e l’ufficio BEREC.

D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni derivano da un lancio dell’agenzia di stampa ANSA relativo alla presentazione del Digital Networks Act a Strasburgo.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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