La notizia in sintesi
- Donald Trump autorizza un programma cyber con aziende private statunitensi selezionate.
- Le operazioni riguardano reti criminali transnazionali straniere abilitate dal cyber.
- Ogni intervento richiederà approvazione scritta e supervisione federale.
- Restano interrogativi su attribuzione, responsabilità e tutela dei sistemi legittimi.
Riassunto generato con AI
Trump apre alle operazioni cyber private
Donald Trump ha firmato il 12 agosto un memorandum presidenziale che consente agli Stati Uniti di avvalersi di aziende private americane selezionate per operazioni di sorveglianza informatica e azioni offensive contro organizzazioni criminali transnazionali straniere. Il programma sarà gestito dal National Coordination Center, in coordinamento con il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza Interna.
La misura punta a contrastare cybercriminalità e frodi online che colpiscono governo, cittadini e interessi statunitensi, sfruttando capacità tecnologiche considerate dalla Casa Bianca più rapide e scalabili rispetto ai soli apparati pubblici. Il memorandum estende al settore privato l’impostazione dell’ordine esecutivo 14390 del marzo 2026.
Secondo la ricostruzione riportata da Cristiano Ghidotti, è rilevante che il coinvolgimento delle imprese in attività cyber offensive venga ora previsto apertamente da un documento presidenziale.
Il provvedimento non rende pubblici i nomi delle società che potranno aderire, né i criteri operativi completi per individuare i bersagli: una parte del quadro di valutazione è contenuta in un allegato classificato. La novità ridefinisce quindi il confine tra capacità commerciali e azione statale nel cyberspazio, mantenendo formalmente la direzione decisionale in capo al governo federale.
Regole, controlli e limiti delle aziende
Le imprese potranno proporre ed eseguire due tipologie di interventi: le Cyber Surveillance Operations, dedicate alla raccolta informativa, e le Cyber Effects Operations, che possono comportare manipolazione, interruzione, negazione, degradazione o distruzione di sistemi, reti e informazioni. I bersagli sono definiti come gruppi stranieri dediti a crimini informatici contro gli interessi statunitensi.
Sono invece esclusi dal programma i gruppi che appartengono formalmente a un governo straniero o agiscono interamente sotto la sua direzione. Questa distinzione concentra l’iniziativa su bande criminali, reti di frode e infrastrutture cyber non statali, almeno nella formulazione pubblica del testo.
Nessuna azienda potrà agire autonomamente: ogni pacchetto operativo dovrà ricevere un’approvazione scritta da due direttori esecutivi, designati rispettivamente da Giustizia e Sicurezza Interna.
Per partecipare, le società dovranno sottoscrivere un contratto federale, dimostrare competenza tecnica, esperienza operativa, sicurezza delle sedi e affidabilità del personale, con rivalutazioni almeno annuali. I dipartimenti potranno inoltre richiedere una cauzione o un deposito di garanzia non inferiore a un milione di dollari, perdibile in caso di violazione degli obblighi.
Le operazioni con possibile perdita di vite, lesioni gravi o conseguenze assimilabili all’uso della forza non potranno essere autorizzate dai direttori del programma. Se emerge un rischio non previsto, oppure un attacco imminente contro infrastrutture critiche statunitensi, l’azienda dovrà avvisare immediatamente il centro di coordinamento.
Il memorandum richiede anche autorizzazioni necessarie per attività rivolte a persone statunitensi e impone l’interruzione immediata in caso di sconfinamenti, come il coinvolgimento accidentale di sistemi negli Stati Uniti o controllati da soggetti americani.
Trasparenza e responsabilità restano centrali
Le procedure operative dovranno essere definite entro 60 giorni dalla firma e il primo rapporto sul programma è atteso entro 180 giorni, poi con cadenza annuale. Il modello punta a sfruttare capacità private senza trasferire formalmente alle imprese l’autorità finale.
Resta tuttavia un nodo strutturale: l’attribuzione di un attacco informatico è complessa e le reti criminali possono condividere infrastrutture con servizi legittimi. Per questo, controlli preventivi, tracciabilità delle approvazioni e gestione degli errori saranno elementi decisivi per valutare l’impatto effettivo del programma.
L’iniziativa introduce una collaborazione più esplicita tra Stato e industria in un ambito dove le conseguenze operative possono oltrepassare rapidamente confini tecnici, giuridici e internazionali.
FAQ
Che cosa autorizza il memorandum di Trump?
Sì, autorizza aziende statunitensi selezionate a sorvegliare e colpire reti criminali straniere, esclusivamente per conto e sotto supervisione del governo federale.
Quali aziende potranno partecipare?
Sì, potranno aderire imprese con competenza tecnica, esperienza cyber, sedi sicure e personale sottoposto a verifica, tramite accordo con Giustizia o Sicurezza Interna.
Le imprese potranno agire senza autorizzazione?
No, ogni operazione richiederà un’approvazione scritta preventiva dei due direttori esecutivi del programma, dopo il coordinamento tra i dipartimenti federali competenti.
Il programma può colpire governi stranieri?
No, il testo esclude gruppi parte di un governo straniero o interamente diretti da esso; il perimetro dichiarato riguarda organizzazioni criminali transnazionali abilitate dal cyber.
Come è stato verificato questo contenuto?
Sì, nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Hardware Upgrade e punto-informatico.it.



