Texas, condannato per aver rifiutato il prelievo del Dna in custodia ICE

3 Agosto 2026

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La notizia in sintesi

  • ICE amplia la raccolta di DNA tra le persone in custodia migratoria.
  • La ricerca di Georgetown Law stima fino a 919.908 profili ICE nel 2025.
  • I campioni confluiscono nel database investigativo federale CODIS.
  • Il programma coinvolge anche famiglie e minori detenuti in Texas.

Riassunto generato con AI

DNA dei migranti, cresce il ruolo di ICE

ICE, l’agenzia statunitense per l’immigrazione, ha esteso la raccolta di DNA dalle persone trattenute per violazioni civili delle norme migratorie, inviando i profili nel database criminale dell’FBI, il Combined DNA Index System (CODIS). Secondo un esposto penale visionato da WIRED, il caso di Moreno-Mendez, portato in un ufficio ICE e ripetutamente invitato ad aprire la bocca per il prelievo, mostra come il rifiuto possa sfociare in accuse federali.

Il 18 agosto 2025 un giudice magistrato di Waco lo ha riconosciuto colpevole di mancata registrazione come non cittadino e rifiuto di fornire DNA durante la custodia federale, condannandolo al tempo già scontato. La rilevanza del caso risiede nella scala del programma: la maggioranza delle persone detenute da ICE non ha condanne penali e la permanenza irregolare negli Stati Uniti è generalmente una questione civile.

Una volta inseriti in CODIS, tuttavia, i profili possono essere confrontati dalle forze dell’ordine con tracce di reati irrisolti, presenti o futuri. Il campione fisico, che contiene l’intero genoma della persona, resta invece conservato a tempo indeterminato in un laboratorio federale.

Le stime sui profili inviati al database FBI

Il Center on Privacy and Technology di Georgetown Law stima che il Dipartimento per la Sicurezza interna, DHS, sia divenuto la principale fonte singola di nuovi profili genetici nel sistema criminale nazionale. Per il solo 2025, ICE potrebbe aver contribuito con fino a 919.908 profili, mentre l’indice “detainee” di CODIS ha raggiunto 3.345.692 registrazioni a dicembre, con una crescita annua di circa 995.000 unità.

L’FBI non specifica quale agenzia abbia trasmesso ogni singolo profilo. Georgetown ha quindi confrontato il totale con i dati di CBP, che indicano circa 75.215 invii nel 2025; ICE non ha diffuso dati equivalenti, nonostante ripetute richieste di accesso agli atti.

Il confronto con gli anni precedenti segnala il cambio di dimensione: ICE aveva raccolto 3.609 campioni nell’anno fiscale 2020 e 16.392 fino a metà maggio 2021. Tra ottobre 2020 e la fine del 2024, CBP aveva invece inviato all’FBI almeno 1,36 milioni di campioni.

La crescita coincide con il mutamento delle detenzioni migratorie: secondo i dati citati da Georgetown, ICE gestisce circa l’85% dei trattenimenti e CBP il 15%. Al 11 luglio, riferisce Austin Kocher della Syracuse University, ICE tratteneva 65.765 persone, rispetto alle 60.311 di inizio aprile, e il gruppo più numeroso non aveva precedenti penali.

La base regolatoria risale al 2020, quando il Dipartimento di Giustizia eliminò un’esenzione che permetteva al DHS di non raccogliere campioni se l’operazione comportava oneri di risorse. La direttiva ICE 10092.1, emessa nel dicembre di quell’anno, impose quindi il prelievo a quasi tutte le persone in custodia.

Materiali formativi interni del 2021 indicavano che anche richiedenti asilo e rifugiati privi di adeguamento dello status non erano esenti. Le istruzioni raccomandavano di raccogliere il DNA dopo “qualsiasi arresto” e di segnalare ai procuratori i rifiuti.

Minori e famiglie al centro delle contestazioni

Il programma ha coinvolto anche famiglie detenute e ha attirato l’attenzione del Congresso dopo i prelievi nel centro di detenzione familiare di Dilley, nel Texas meridionale. In una dichiarazione congiunta a WIRED, i rappresentanti Joaquin Castro, Greg Stanton e Nanette Barragán hanno affermato: “Nessuna delle famiglie a Dilley è stata condannata per un reato”.

Il DHS ha comunicato che ICE può raccogliere DNA da minori di 14 anni e che i campioni del programma vengono inviati all’FBI per l’analisi e l’inserimento in CODIS. Documenti CBP analizzati da Georgetown e verificati indipendentemente da WIRED rilevano però 492 minori sotto i 14 anni inviati all’FBI tra gennaio 2025 e gennaio 2026, inclusi bambini di 7, 6 e 5 anni.

Leecia Welch, consulente legale di Children’s Rights, riferisce che le famiglie spesso non comprendono finalità e conseguenze dei test. Il DHS ha difeso la raccolta come misura di sicurezza alle frontiere e identificazione, senza rispondere alla stima di Georgetown sull’apporto ICE.

FAQ

Perché Moreno-Mendez è stato processato?

Sì, è stato processato per mancata registrazione come non cittadino e per il rifiuto di fornire un campione di DNA durante la custodia federale.

Che cos’è il database CODIS?

Sì, CODIS è il sistema FBI nel quale i profili possono essere confrontati con DNA raccolto sulle scene di crimini irrisolti.

Quanti profili ICE stima Georgetown nel 2025?

Sì, Georgetown stima che ICE possa aver aggiunto fino a 919.908 nuovi profili genetici a CODIS nel solo 2025.

Il programma riguarda anche i bambini?

Sì, il DHS ha indicato che ICE può raccogliere DNA da minori di 14 anni; documenti CBP riportano 492 invii di bambini sotto quella soglia.

Su quali fonti si basa questa ricostruzione?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui WIRED.

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