La notizia in sintesi
- Circola in Italia una mail che imita Ministero dell’Interno e Tribunale di Roma.
- La falsa notifica accusa l’utente di aver visitato un sito proibito.
- Il link porta a un presunto PDF ospitato su Google Drive.
- Polizia Postale, antivirus e cambio password sono le misure indicate.
(Riassunto generato con AI)
Falsa notifica giudiziaria via mail
Ministero dell’Interno, Tribunale Ordinario di Roma e stemma della Repubblica vengono usati indebitamente in una truffa mail che sta circolando tra utenti italiani nelle ultime settimane. Il messaggio sostiene che il destinatario abbia visitato un sito “proibito”, attribuisce una presunta violazione all’indirizzo IP e impone 48 ore per regolarizzare la posizione. L’obiettivo è spingere chi riceve la comunicazione ad aprire un allegato apparentemente ufficiale, ospitato su Google Drive, e a fornire dati oppure scaricare contenuti dannosi.
La campagna sfrutta paura, urgenza e linguaggio amministrativo per rendere credibile un’accusa che può mettere in difficoltà anche utenti prudenti. La richiesta non arriva però attraverso i canali previsti per atti con valore legale: un dettaglio centrale per riconoscere il raggiro prima di interagire con il messaggio.
L’oggetto della mail richiama la “DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI TERRITORIALI”, mentre il mittente si presenta come Tribunale Ordinario di Roma. Nel corpo compaiono riferimenti al Ministero e a un presunto Dipartimento per la sicurezza informatica. L’accavallamento di enti diversi è uno dei segnali che rendono inattendibile la comunicazione.
I segnali che smascherano il raggiro
Il destinatario è indicato genericamente come “Intestatario della connessione / Cittadino”, senza nome e cognome. La contestazione richiama inoltre una fantomatica Legge 231/2025, articolo 44-bis, formulazione che sfrutta l’assonanza con il decreto legislativo 231 del 2001, relativo però alla responsabilità amministrativa degli enti. Per conoscere data, ora e natura della presunta infrazione, la vittima viene invitata ad aprire il file “Notifica_Violazione_231_2025.pdf”, presentato come firmato digitalmente.
Il collegamento conduce a un file su Google Drive, una scelta che può rendere il link meno sospetto perché il dominio google.com è noto e tende a superare più facilmente alcuni controlli automatici. Un provvedimento autentico di un ministero o di un tribunale, invece, viaggia tramite PEC, reca una firma digitale verificabile e un protocollo confermabile dall’ufficio competente. Un account Drive personale non fa parte di questa catena di comunicazione.
La mail impone anche di rispondere esclusivamente con la funzione reply, escludendo telefonate, PEC, raccomandate e accessi agli uffici. È una clausola incompatibile con una comunicazione reale: nessuna amministrazione può impedire al cittadino di usare canali istituzionali o di presentarsi allo sportello. L’isolamento del destinatario serve a evitare verifiche rapide.
Un ulteriore indizio è il dominio del mittente, @sch.gr, appartenente alla rete scolastica greca e non agli uffici giudiziari italiani. Gli enti dello Stato usano domini istituzionali, mentre gli atti legalmente rilevanti seguono i canali di posta certificata. Anche le firme di Alessandro Verdi, indicato come Responsabile Nazionale Conformità Cyber, e di Marco De Santis, Responsabile Nazionale, riportano ruoli che non risultano nell’organigramma del Ministero dell’Interno.
Cosa fare dopo una mail sospetta
La misura immediata è non cliccare sul link, non aprire allegati e non rispondere al mittente. Anche una risposta generica conferma che la casella è attiva, informazione utile per chi gestisce campagne fraudolente. Chi ha già aperto il file dovrebbe effettuare una scansione completa con antivirus aggiornato, cambiare le password degli account principali e attivare l’autenticazione a due fattori.
Occorre inoltre controllare gli accessi recenti nella sezione sicurezza dell’account Google. Se sono stati inseriti dati di pagamento, la carta va bloccata immediatamente. La segnalazione può essere inoltrata attraverso il Commissariato di PS online della Polizia Postale, anche per contribuire a limitare la diffusione della campagna.
FAQ
Come riconoscere la falsa mail?
Sì, controllando destinatario generico, dominio non istituzionale, enti incongruenti e formule burocratiche confuse. La mail cita anche una legge e ruoli che non risultano coerenti con gli uffici indicati.
Il PDF su Google Drive è sicuro?
No, il collegamento può condurre a un PDF con ulteriori link per sottrarre dati, credenziali SPID o informazioni di pagamento. Il dominio noto non garantisce l’affidabilità del file condiviso.
Le autorità inviano atti tramite Drive?
No, secondo gli elementi descritti, ministeri e tribunali usano PEC, firme digitali verificabili e protocolli confermabili. Un account Drive personale non rientra nelle procedure indicate per notifiche ufficiali.
Cosa fare se ho aperto l’allegato?
Sì, esegui subito una scansione antivirus completa, cambia le password di mail e home banking, attiva la 2FA e verifica gli accessi recenti. Se hai inserito dati bancari, blocca la carta.
Su quali fonti si basa questa verifica?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui libero.it.



