La notizia in sintesi
Stati Uniti e Iran negoziano in Svizzera con mediazione di Pakistan e Qatar.
J.D. Vance parla di progressi e definisce il confronto un incontro storico.
Teheran non rinuncia all’uranio arricchito, ma valuta una riduzione delle scorte.
Lo Stretto di Hormuz resta centrale, mentre in Libano continuano raid e tensioni.
(Riassunto generato con AI)
Colloqui Usa-Iran, nodo Libano e nucleare
Al Bürgenstock Resort di Lucerna, in Svizzera, proseguono nelle ultime ore i colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Pakistan e Qatar, per consolidare il fragile accordo provvisorio raggiunto per fermare il conflitto. La delegazione americana è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, quella iraniana dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Al centro del confronto ci sono il cessate il fuoco in Libano, i beni iraniani congelati e il dossier nucleare.
Secondo quanto riferito da Irib, dopo incontri separati con i mediatori, i rappresentanti delle quattro parti si sono riuniti in formato congiunto. “Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”, ha dichiarato Vance, aggiungendo che potrebbero emergere ulteriori passi avanti nel breve termine.
Tensioni regionali e apertura limitata di Teheran
Il negoziato si sviluppa in un quadro ancora instabile. Ieri Teheran aveva annunciato la chiusura della navigazione nello Stretto di Hormuz, accusando l’esercito israeliano di aver violato il memorandum Iran-Usa con raid nell’area di Nabatieh, nel sud del Libano. Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema, ha avvertito Washington che l’Iran non accetterà un’intesa solo formale.
Sul piano nucleare, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito a Tasnim che il Paese non intende rinunciare all’arricchimento dell’uranio. Tuttavia, secondo il ministro degli Esteri pakistano Muhammad Ishaq Dar, citato da Al Arabiya, l’Iran avrebbe accettato di ridurre le proprie scorte di uranio arricchito. Intanto il portavoce degli Esteri iraniani Esmail Baghaei ha scritto su X che senza una pace stabile in Libano non sarà possibile un accordo con gli Stati Uniti. Sul terreno, secondo Nna, nuovi raid israeliani hanno causato almeno sette morti tra la Bekaa occidentale e la regione di Tiro.
Hormuz e tregua, i prossimi passaggi
Vance ha definito il vertice in Svizzera “storico” e ha richiamato l’obiettivo americano di rafforzare la tregua in Libano e allargare la via diplomatica nella regione. Parallelamente, Muhammad Ishaq Dar ha riferito che l’Iran non applicherà dazi di transito alle navi nello Stretto di Hormuz per i prossimi 60 giorni.
Il punto decisivo resta la capacità del negoziato di trasformare segnali parziali in un’intesa concreta: cessate il fuoco stabile, sicurezza marittima e gestione del programma nucleare restano dossier strettamente intrecciati.
FAQ
Dove si svolgono i colloqui Usa-Iran?
Sì, i colloqui sono in corso al Bürgenstock Resort di Lucerna, in Svizzera.
Chi guida le delegazioni negoziali?
Sì, la delegazione Usa è guidata da J.D. Vance, quella iraniana da Mohammad Bagher Ghalibaf.
Quali temi sono al centro del negoziato?
Sì, i dossier principali sono cessate il fuoco in Libano, beni iraniani congelati, Stretto di Hormuz e nucleare.
Cosa ha detto l’Iran sull’uranio arricchito?
Sì, Masoud Pezeshkian ha escluso la rinuncia all’arricchimento, mentre Muhammad Ishaq Dar ha parlato di riduzione delle scorte.
Qual è la fonte originale della notizia?
Sì, la fonte originale è derivata da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



