Smartphone e oro nascosto quanto valgono davvero i metalli preziosi nei dispositivi che usiamo ogni giorno

Smartphone e oro nascosto quanto valgono davvero i metalli preziosi nei dispositivi che usiamo ogni giorno

3 Giugno 2026

La notizia in sintesi:

  • Una tonnellata di smartphone contiene fino a 980 grammi di oro contro i 5-10 delle miniere.
  • Le schede elettroniche più datate possono avere fino a 3.000 grammi d’oro per tonnellata.
  • Recuperare oro dai rifiuti elettronici costa fino alla metà rispetto all’estrazione mineraria.
  • Solo il 20% dei metalli preziosi negli e-waste mondiali viene oggi effettivamente riciclato.

    (Riassunto generato con AI).

L’oro nascosto negli smartphone e nei rifiuti elettronici

Chi pensa all’oro immagina ancora miniere in profondità, ma oggi il metallo giallo si trova soprattutto nei dispositivi elettronici dismessi. Smartphone, computer e schede elettroniche, accumulati in cassetti e discariche di tutto il mondo, concentrano quantità di oro fino a centinaia di volte superiori rispetto al minerale grezzo.

Nel 2025 due studi scientifici peer-reviewed, pubblicati su Sustainability (MDPI) e su Waste, hanno quantificato con precisione dove, quanto e perché l’oro urbano batta quello estratto dalle rocce. Gli autori mostrano che una tonnellata di telefoni cellulari può arrivare fino a 980 grammi di oro, contro i 5‑10 grammi per tonnellata delle miniere convenzionali, ridisegnando le mappe economiche e ambientali del settore.

La domanda centrale non è più solo quanto oro estrarre, ma come e dove recuperarlo in modo efficiente, sicuro e tracciabile all’interno delle filiere di riciclo globali.

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Quanto oro nascondono smartphone, schede elettroniche e riciclo urbano

Gli studi del 2025 mostrano che le schede a circuito stampato raggiungono in media circa 420 grammi di oro per tonnellata, ma in alcuni casi estremi arrivano tra 1.000 e 3.000 grammi. Ciò significa fino a 800 volte più oro rispetto al minerale estratto in miniera, a seconda di età e tipologia del dispositivo.

Il dettaglio cruciale è temporale: più un apparecchio è vecchio, più oro contiene. I produttori hanno progressivamente ridotto i metalli preziosi nei modelli recenti per contenere i costi. Così, il telefono comprato nel 2010 vale oggi più oro dello smartphone acquistato l’anno scorso.

L’oro è usato nei connettori, nei pin e nei punti di contatto critici, perché è un eccellente conduttore che non ossida, garantendo stabilità elettrica nel tempo. Ogni scelta progettuale, specie nelle generazioni passate di dispositivi, ha quindi aumentato la densità di metalli preziosi nelle nostre case.

Dal punto di vista economico, i numeri spingono verso il cosiddetto urban mining. Recuperare un chilo d’oro dai rifiuti elettronici costa tra 10.000 e 20.000 dollari; estrarlo da giacimenti tradizionali richiede tra 30.000 e 50.000 dollari. Il vantaggio è netto, tanto che la Royal Mint britannica ha avviato un programma industriale per estrarre oro da vecchie schede elettroniche, con l’obiettivo di arrivare a centinaia di chili l’anno.

Eppure il sistema globale resta inefficiente. Secondo il Global E‑Waste Monitor 2024 delle Nazioni Unite, ogni anno si generano oltre 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. I metalli rappresentano circa metà del peso, per un valore stimato di 91 miliardi di dollari in materiali potenzialmente recuperabili. Solo il 20% dei metalli preziosi contenuti in questi flussi viene effettivamente riciclato; il resto rimane in cassetti domestici o termina in discarica, con perdita economica e impatto ambientale.

Per rendere tangibile la scala, ogni milione di telefoni correttamente avviati al riciclo restituisce circa 34 chili di oro, 16.000 chili di rame e 350 chili di argento. Il rame, pur percepito come metallico “comune”, emerge in quantità enormi: in peso il suo contributo può superare di quasi cinquecento volte quello dell’oro.

Un singolo smartphone nel cassetto pesa poco più di cento grammi: ne occorrono migliaia per una tonnellata, ma su scala globale questa massa esiste già, dispersa tra case, uffici e magazzini.

L’impatto futuro dell’urban mining su industria e cittadini

L’espansione dell’urban mining può ridurre la pressione sulle miniere tradizionali e sulle aree sensibili dal punto di vista ambientale, ma richiede filiere di raccolta più capillari e impianti tecnologici avanzati. Nei prossimi anni governi e industria elettronica saranno spinti a introdurre incentivi alla restituzione dei dispositivi e standard di progettazione che facilitino lo smontaggio e il recupero selettivo dei metalli.

Per i cittadini, il potenziale è duplice: trasformare vecchi telefoni e computer in valore economico tracciato e contribuire a ridurre l’impatto estrattivo globale semplicemente liberando i cassetti dai dispositivi inutilizzati.

FAQ

Quanti grammi di oro contiene una tonnellata di telefoni?

In media una tonnellata di telefoni cellulari può arrivare fino a circa 980 grammi di oro, contro i 5‑10 grammi del minerale tradizionale.

Perché gli smartphone più vecchi contengono più oro dei modelli recenti?

Gli smartphone più datati contengono più oro perché in passato i produttori utilizzavano quantità maggiori di metalli preziosi, ridotti progressivamente per motivi di costo.

Quanto conviene economicamente riciclare oro dai rifiuti elettronici?

Conviene molto: recuperare un chilo d’oro dagli e-waste costa 10.000‑20.000 dollari, contro 30.000‑50.000 dollari necessari per l’estrazione mineraria convenzionale.

Quali metalli si recuperano maggiormente riciclando smartphone?

Riciclando un milione di telefoni si ottengono mediamente circa 34 kg d’oro, 16.000 kg di rame e 350 kg d’argento, con forte valore economico.

Da quali fonti è stato elaborato questo articolo sull’oro negli smartphone?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di dati e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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